
La svastica: le origini e il vero significato
In Giappone vogliono cambiare il simbolo che indica i templi sulle mappe, perchè i turisti pensano che la svastica indichi luoghi nazisti.
E’ un vero peccato che un simbolo così antico e potente sia oggi affiancato al razzismo e alla guerra; in realtà è un simbolo di origini antichissime portatore di fortuna, pace e benessere, tutt’oggi ampiamente utilizzato in alcuni paesi con significato benefico e augurale.
Andiamo a scoprire la storia, le origini e il vero significato del simbolo della Svastica.
INDICE
ETIMOLOGIA
Svastica è una parola femminile che deriva dal termine sanscrito maschile svastika. La prima parte della parola è composta dal prefisso sv– che significa “bene” e da asti, coniugazione del verbo essere.
Svāsti significa quindi “stare bene“. Il suffisso –ka è un diminutivo, per cui svastica è traducibile letteralmente come “piccola cosa che porta benessere“, un portafortuna.
Cartolina stampata in America nel 1907. Prima del nazismo la svastica era considerata un simbolo positivo in tutto il mondo
SIGNIFICATO della svastica
Il simbolo nasce in tempi antichissimi come rappresentazione del sole e del moto dell’universo, nelle religioni rappresenta anche il potere divino.
La rivista Natural History del gennaio 1980 ha pubblicato uno studio approfondito sulle origini e sull’uso della svastica e fa notare quanto segue: “La svastica è un potente simbolo portafortuna. In India, dov’è largamente usata nelle cerimonie indù e come motivo ornamentale, la svastica unisce il simbolismo astronomico a quello religioso”.
ORIGINI della SVASTICA
La svastica è uno dei simboli più antichi della storia dell’umanità, presente in numerose civiltà e spesso associato al simbolismo solare. In diverse culture è stata interpretata come rappresentazione del sole, del suo movimento nel cielo e della ciclicità della vita.
Non sappiamo con certezza dove sia comparsa per la prima volta, ma tra le testimonianze archeologiche più antiche troviamo svastiche raffigurate su ceramiche risalenti a circa il 5.000–4.000 a.C., rinvenute nei territori degli attuali Iraq e Iran.
In Asia, la svastica era già presente nella civiltà della Valle dell’Indo, sviluppatasi nei territori degli attuali India e Pakistan, dove sono stati ritrovati simboli risalenti al 2500–2000 a.C. Era quindi conosciuta in questa regione prima dell’arrivo delle popolazioni indoarie, migrate dall’Asia centrale intorno al 1500 a.C.
In Europa, la svastica era già presente nel primo millennio a.C.: nell’antica Grecia e nell’Italia preromana (intorno all’800 a.C.) e nelle popolazioni celtiche e germaniche (negli ultimi secoli prima di Cristo). Fu utilizzata anche dai Romani, soprattutto come elemento decorativo nei mosaici pavimentali.
In Nord America la svastica era conosciuta anche dalle popolazioni native, molto prima dell’arrivo degli europei (100 a.C. – 400 d.C.) ed era presente anche nelle tradizioni dei Navajo del 1800 d.C.

Distribuzione geografica dei ritrovamenti di svastiche documentati alla fine dell’Ottocento. Mappa di Thomas Wilson, 1896, Smithsonian Institution.
Nel 1896, Thomas Wilson, curatore dello United States National Museum, pubblicò The Swastika: The Earliest Known Symbol, and Its Migrations, uno dei primi grandi studi dedicati alla svastica. L’opera raccoglie numerose testimonianze archeologiche e documenta la presenza del simbolo in Asia, Europa, Africa e nelle Americhe, esaminandone le forme e le possibili vie di diffusione.
REPERTI ARCHEOLOGICI
La svastica è stata ritrovata in molti reperti del Neolitico, addirittura in alcuni del Paleolitico ed è stata utilizzata da molte culture in diversi periodi storici.
Compare su edifici bizantini, monumenti celtici e monete greche.
Le popolazioni sudamericane precolombiane la utilizzavano come simbolo ornamentale.
Era presente anche nell’arte popolare degli indiani d’America, ma venne eliminata completamente dalla loro tradizione durante la II guerra mondiale, per non essere associati al nazismo.
In Africa tra i tuareg e nell’Europa celtico-germanica, rappresentava il sole e veniva utilizzata nei riti apotropaici.
In Asia non si può parlare di reperti, perché è ancora tutt’oggi ampiamente diffusa come simbolo religioso e di buon auspicio.
In Italia la troviamo nel Duomo di Reggio Calabria, dove varie svastiche sono incise negli infissi del tetto interno; è raffigurata nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano e nei famosi mosaici di Ravenna.
A Grosseto sono state trovate svastiche incise sul tufo risalenti al periodo etrusco; ad Ercolano, Pompei era un elemento decorativo molto diffuso e nel Salento sono state rinvenute ceramiche prodotte tra il VII e il III secolo a.C.
SENSO ORARIO O ANTIORARIO
Diversamente da una convinzione diffusa in Occidente, non è vero che la svastica destrorsa sia quella negativa utilizzata dai nazisti e quella sinistrorsa sia invece il simbolo positivo.
Non è il verso della svastica a determinarne il significato, ma il contesto culturale e storico in cui viene utilizzata.
➜ Il nazismo adottò una svastica destrorsa, generalmente inclinata di 45°, trasformando un simbolo molto più antico nell’emblema della propria ideologia.
➜ Nelle tradizioni religiose indiane la svastica è utilizzata da almeno due millenni prima del nazismo, in entrambi i versi, con significati differenti.
In India la svastica è un simbolo di buon auspicio molto diffuso anche nella vita quotidiana e il simbolo sanscrito 卐 o 卍 è equivalente in entrambi i versi, semplicemente ha significati diversi.
卐 La svastica più diffusa in India è quella destrorsa, che sembra ruotare in senso orario e rappresenta il sole e la vita.
卍 E’ utilizzata anche la sinistrorsa, che indica altre energie – diverse, non negative – come oscurità, magia, la Dea Kali (dea della distruzione necessaria per l’evoluzione, dea della morte e del cambiamento).
Svastica destrosa disegnata sulle scalinate di Jain Ghat, Varanasi, India
LA SVASTICA NELLE RELIGIONI
Il giainismo, antica religione fondata nel VI secolo a.C, ha come simbolo la svastica, che è anche l’emblema del loro settimo profeta.
Nel buddismo la svastica indica il sole, l’infinito, l’eternità, è un simbolo di armonia universale, di abbondanza e fertilità. Nel buddismo giapponese è chiamata manji, quando gira a sinistra rappresenta amore e misericordia, quando gira a destra rappresenta forza e intelligenza.
Nell’induismo la svastica mantiene il suo originario significato benaugurale, ma è anche un potente simbolo religioso. In India la svastica si trova ovunque nei templi, nelle decorazioni di vestiti e oggetti: in senso orario è un simbolo sacro che rappresenta il sole e la ruota della vita; in senso antiorario rappresenta la notte, la magia e la dea Kali.
Il 20 febbraio del 2008 a Gerusalemme, la delegazione ebraica del Gran Rabbinato d’Israele e le guide spirituali induiste dell’Hindu Dharma Acharya Sabha hanno siglato una dichiarazione comune al cui punto 7 si dà atto che la svastika è un antico e importante simbolo religioso dell’Induismo, che nulla ha a che fare con il nazismo e che l’utilizzo passato di tale simbolo da parte di questo regime è stato assolutamente improprio.
LA SVASTICA PRIMA DI HITLER
Hitler presentò per la prima volta al pubblico la bandiera con la svastica nell’estate del 1920, prima di questa data la svastica era utilizzata nel mondo occidentale come simbolo di buon auspicio, un portafortuna (vedi sopra la cartolina del 1907), come logo di aziende e nelle immagini pubblicitarie.
Ecco quello che non vi immaginereste mai di vedere.














LA SVASTICA NEL NAZISMO
Perchè Hitler scelse la svastica come emblema del partito nazista?
E’ noto il forte interesse di Hitler per l’occultismo, l’esoterismo e l’alchimia; tutto il nazionalsocialismo fu legato alla mistica esoterica, con un grande uso dei simboli e la svastica come emblema principale.
“La forza senza un fondamento spirituale è destinata a fallire”, con queste parole Hitler sanciva la formazione di una religione tedesca, che esaltasse la forza e la potenza del popolo eletto. “La svastica era il Sole e gli ebrei erano devoti alla luna, dunque nemici del simbolo e degli Ariani”.
Hitler scelse la svastica per i suoi antichi poteri legati all’esoterismo e alla magia, e per la convinzione dell’origine indoeuropea e ariana del simbolo.
Nel suo libro Mein Kampf, scrisse che quando nel 1920 presentò per la prima volta in pubblico la bandiera con la svastica, “fece l’effetto di una fiaccola accesa”.
Il tema dell’esoterismo nel nazismo meriterebbe un post dedicato: dalla popolazione tibetana al misterioso mondo scomparso di Atlantide, dai rituali del Sole Nero agli alieni, dai templari alla massoneria.
Ti potrebbe interessare:
INDIA TI ODIO, TI AMO, TI MALEDICO
CREMAZIONE DEI CORPI A VARANASI
Condividi questo articolo sui social media, per informare sempre più persone del vero significato della svastica. Grazie.
Comments:
« Precedente 1 … 20 21 22 23 24 Successivo »
post a comment cancel reply
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
antonella
Bellissimo articolo, sarebbe bello se aggiungessi che Il 20 febbraio del 2008, a Gerusalemme, il Gran Rabbinato d’Israele e l’Hindu Dharma Acharya Sabha hanno siglato una dichiarazione comune al cui punto 7 si dà atto che lo svastika è un antico e importante simbolo religioso dell’Induismo, che nulla ha a che fare con il nazismo e che l’utilizzo passato di tale simbolo da parte di questo regime è stato assolutamente improprio.
Valentina M.
Molto molto interessante il tuo commento! Non lo sapevo. Inserisco questa informazione il prima possibile. Grazie