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Trimurti - Induismo

Capire le divinità dell’induismo può sembrare complicato.

E, in effetti, lo è.

Questo infatti è il primo dei 4 articoli in cui si divide l’articolo “Le principali divinità indù”.

In questo articolo vi presento Brahma; Vishnu e Shiva, gli altri capitoli sono:

Divinità indù maschili (Ganesha, Hanuman, Agni)

Divinità indù femminili (Parvati, Durga e Kali e il concetto di Devi e di Shakti)

– Divinità indù femminili (Lakshmi, Saraswati, Ganga)

INTRODUZIONE – APPROFONDIMENTO 

Se chiedi uno storico delle religioni, molto probabilmente ti risponde che l’Induismo non esiste.

Come l’Induismo non esiste?!

Si riferisce al fatto che la parola “Induismo” è stata introdotta dai colonizzatori britannici e dagli orientalisti occidentali, agli inizi del 1800, per indicare sotto un unico termine una realtà religiosa che era – ed è tuttora – estremamente diversificata. Anche se va detto che in quell’epoca veniva utilizzata anche da intellettuali indiani come Rammohun Roy.

La religione in sé non ha un fondatore unico e le sue radici risalgono a circa 4.000 anni fa. Le tradizioni vediche sono documentate almeno dal II millennio a.C.

E in questi millenni si è formato il cosiddetto “induismo”, che in realtà è formato da numerose correnti filosofiche, tra cui le Darśana, le sei scuole classiche della filosofia hindu che riconoscono l’autorità dei Veda. Il termine darśana significa letteralmente “visione” o “punto di vista”: ciascuna scuola propone infatti un diverso modo di interpretare la realtà, la conoscenza, l’essere umano e il rapporto con il divino.

Accanto alle scuole filosofiche esistono poi grandi correnti religiose e devozionali, come:

  • il Vaishnavismo, incentrato soprattutto su Vishnu e sulle sue manifestazioni;
  • lo Shaivismo, legato a Shiva;
  • lo Shaktismo, nel quale il principio divino femminile, la Shakti, assume un ruolo centrale o supremo.

Questa varietà è fondamentale per capire le divinità hindu

➜  Una divinità può essere considerata in una corrente religiosa la manifestazione di un’altra divinità; in un’altra, una forma particolare del divino; in un’altra ancora, la divinità suprema stessa.

Non significa necessariamente che una versione sia corretta e l’altra sbagliata. Significa piuttosto che, all’interno dell’induismo, convivono tante – tantissime- interpretazioni differenti.

In questo articolo prenderò come riferimento le rappresentazioni più diffuse della Trimurti, con immagini che ti aiuteranno a identificare le divinità, dato che esistono diverse iconografie. 

Uno dei concetti più conosciuti quando si parla delle principali divinità hindu è la Trimurti, letteralmente “tre forme”: Brahma, Vishnu e Shiva.

Brahma crea l’universo, Vishnu lo conserva, Shiva lo distrugge.

Il concetto di distruzione non ha una connotazione negativa come nel mondo occidentale. La distruzione è importante ed essenziale come la creazione.

La distruzione è necessaria per la rinascita.

Brahma, il creatore

Brahma rappresenta la funzione creatrice dell’universo.

Nelle raffigurazioni è facilmente riconoscibile per:

quattro teste, rivolte simbolicamente nelle quattro direzioni. Nelle immagini se ne vedono spesso soltanto tre, perché la quarta è rivolta verso il retro.

quattro braccia

➤ il trono di fiore di loto 

➤ la barba bianca (non sempre)

Brahma - Dio della Creazione nella Trimurti

A differenza di Shiva o Vishnu, Brahma non porta armi da guerra: la sua figura emana la calma e l’autorità di un antico saggio o sacerdote.

Nelle sue quattro mani Brahma porta:

➤ un mala, la ghirlanda per la preghiera

una brocca, contenente l’acqua primordiale 

i Veda, i testi sacri 

➤ il fiore di loto, simbolo di purezza spirituale

Spesso nelle iconografie di Brahma è presente anche il simbolo della svastica, uno dei simboli più sacri, positivi e antichi della cultura induista.

La parola svastika letteralmente significa “benessere”, è un simbolo di buon augurio. Lo è sempre stato per secoli, prima che il nazismo se ne appropriasse.

Se vuoi approfondire ho scritto un articolo sull’origine e vero significato della svastica. La vedrai ovunque in India.

A volte la svastica non è un oggetto solido sollevato dal dio, ma è disegnata sul palmo della sua mano aperta (nel gesto di benedizione), o stampata sulle vesti.

Il suo vahana, cioè l’animale associato alla divinità, è l’hamsa, un uccello tradizionalmente identificato come un’oca o un cigno.

NOTA IMPORTANTE:

È importante inoltre non confondere Brahma con Brahman. Brahma è la divnità della creazione; Brahman indica invece il principio universale al di sopra di tutto. Se vuoi approfondire leggi il mio articolo sui Concetti base dell’induismo.

Vishnu, il preservatore dell’ordine cosmico

Vishnu è associato alla conservazione e alla protezione dell’ordine cosmico.

È una delle principali divinità dell’induismo ed è al centro del Vaishnavismo, una delle sue maggiori tradizioni religiose e devozionali.

Nelle raffigurazioni appare generalmente come il grande sovrano cosmico, nelle rappresentazioni colorate è sempre blu (da non confondere con SHiva che è blu solo in alcune rappresentazioni)

Vishnu ha queste caratteristiche:

quattro braccia

 una V o U segnata sulla fronte

una corona regale

Vishnu - Preservatore ordine cosmico - Trimurti, Induismo

Nelle sue quattro mani VIshnu porta:

 ➤ una conchiglia, il suono primordiale della creazione

un disco d’oro, il chakra, un’arma divina per distruggere ignoranza spirituale, ego e orgoglio

un scettro, simbolo di autorità

➤ il fiore di loto, simbolo di purezza spirituale

Il suo vahana è Garuda, una figura divina dalle caratteristiche umane e di grande uccello.

La consorte di Vishnu è Lakshmi, dea della prosperità e della fortuna. Nei racconti religiosi i due formano una delle coppie divine più importanti dell’induismo, con Shiva e Parvati.

Molti devoti di Vishnu si riconoscono perchè hanno sulla fronte il tilak – il simbolo devozionale identitario – formato da linee verticali, spesso a forma di  V o U, la cui forma varia secondo la tradizione.

Gli Avatar di Vishnu

Una delle caratteristiche fondamentali di Vishnu è la capacità di manifestarsi nel mondo attraverso degli avatar.

Il termine avatāra significa letteralmente discesa e indica appunto la discesa della divinità nel mondo in una determinata forma.

Vishnu prende quindi fino 10 forme diverse per manifestarsi per ripristinare l’ordine cosmico. Una delle classificazioni più conosciute è quella dei dieci principali avatar, i Dashavatara, ma alcune correnti di pensiero riconoscono più di 10 avatar.

Tra gli avatar di Vishnu, due hanno un’importanza enorme soprattutto nella cultura religiosa del Nord dell’India: Rama e Krishna.

A loro dedicherò un articolo specifico, perché non sono semplicemente personaggi secondari legati a Vishnu: entrambi sono al centro di vastissime tradizioni devozionali e, per milioni di fedeli, rappresentano essi stessi la forma attraverso cui il divino viene adorato.

Shiva, distruzione e trasformazione

Shiva è una delle divinità più importanti e riconoscibili dell’induismo.

Nella Trimurti gli viene attribuita la funzione della distruzione, ma questa parola non deve essere interpretata soltanto in senso negativo. Nella visione ciclica del cosmo propria di molte tradizioni hindu, distruzione e creazione sono strettamente collegate: ciò che termina rende possibile una nuova nascita.

Shiva rappresenta quindi anche la trasformazione, il rinnovamento e il superamento di ciò che deve finire. È la divinità centrale dello Shaivismo, una delle maggiori correnti religiose hindu.

Può essere rappresentato in forma umana, con numerosi simboli che lo rendono immediatamente riconoscibile, come

➤ il tridente

➤ la pelle di trigre

➤ il cobra avvolto attorno al collo

➤ il toro Nandi, il suo animale guida, il vahana

SHIVA con i sui somboli: pelle di tigre, cobra, toro, tridente

C’è anche una variate tra le sue raffigurazioni: la “Nataraja”: il Danzatore Cosmico, che lo raffigura danzante in un cerchio di fuoco.

SHIVA Nataraja - il Danzatore Cosmico

Oppure, una delle forme sacre più diffuse del culto di Shiva, è il lingam, che rappresenta, senza troppi giri di parole, il fallo di Shiva.

Quando è solo rappresenta l’energia maschile, ma lo vedrai più spesso posato su una base circolare, lo Yoni, che rappresenta l’energia femminile.

Yoni in sanscrito significa letteralmente “grembo”, “vulva” o “luogo di nascita”, rappresenta la dea Shakti, l’energia femminile per eccellenza.

L’Unione tra i due rappresenta l’Unione cosmica tra energia maschile e femminile. Il suo significato religioso non è però semplicemente sessuale: richiama soprattutto la potenza creatrice del divino.

Molti devoti di Shiva si riconoscono perchè hanno sulla fronte il tilak – il simbolo devozionale identitario che sono tre righe orizzontali.

Lingam Shiva
Shiva-Lingam (maschile) con Yoni (femminile)

Shiva è inoltre al centro di una delle famiglie divine più conosciute dell’induismo. Potrai quindi vedere Shiva in rappresentazioni di famiglia, con la sua consorte Parvati e spesso con loro figlio Ganesha, celebre divinità dalla testa di elefante. 

Shiva, Parvati, Ganesha-famiglia-divina-induismo

Se ti stai chiedendo se il secondo braccio di Shiva sia un errore dell’intelligenza artificiale… no, non lo è.

Le divinità vengono spesso raffigurate con braccia in più, perchè ne dimostrano la natura divina.

Shiva rappresentato in famiglia è padre e marito, ma continua il suo ruolo divinità, tenendo il tridente con una terza mano.

Nell’immagine tutte e tre le divinità stanno mostrano con la mano l’Abhaya Mudra, il gesto sacro di benedizione e pace offerto dalle divinità, una sorta di barriera simbolica contro le energie negative.

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