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Il mondo delle divinità femminili dell’induismo è vastissimo e cambia anche a seconda delle diverse correnti religiose all’interno dell’Induismo.

In questo articolo ci concentreremo su Parvati, Durga e Kali, tre grandi figure del divino femminile che, a seconda delle tradizioni, possono essere considerate tre dee distinte o diverse manifestazioni della Grande Dea.

Ma prima di incontrarle è necessario capire due concetti fondamentali: Devi e Shakti.

Comprendere questa distinzione aiuta anche a capire perché alcune dee, come Parvati, Durga e Kali, possono essere considerate in modi differenti nelle diverse tradizioni hindu: come figure distinte o come manifestazioni della stessa Dea.

Devi: la Dea

In sanscrito Devī significa semplicemente “dea”.

Quando però viene utilizzato come nome proprio, Devi, la Dea, può indicare la Grande Dea, il divino femminile personificato.

La Grande Dea può assumere forme differenti, tra cui Parvati, Durga e Kali.

Nello Shaktismo, una delle grandi correnti religiose dell’induismo, la Dea non è semplicemente la consorte di una divinità maschile: può essere venerata come la realtà divina suprema stessa.

Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto di Shakti.

Shakti: l’energia divina

Shakti significa “potenza”, “forza” o “energia”.

Non indica una singola dea, ma la potenza e l’energia divina femminile.

Nelle diverse tradizioni hindu, una divinità maschile può essere associata alla propria Shakti. Ad esempio nella Trimurti – la triade formata da Brahma, Vishnu e Shiva – Parvati è la consorte di Shiva, Lakshmi di Vishnu,  Saraswati di Brahma.

Nello Shaktismo, invece, Shakti può essere considerata la potenza divina suprema, non semplicemente l’energia associata a un dio.

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È quindi importante comprendere la differenza tra Devi e Shakti:

➜ Devi indica la Dea, cioè il divino femminile personificato.

➜ Shakti indica la potenza o energia divina femminile, che può manifestarsi attraverso la Dea e le sue diverse forme.

Questa distinzione ci aiuta a capire perché Parvati, Durga e Kali possono essere presentate, a seconda della tradizione come dee distinte o come forme della stessa Grande Dea.

Parvati, la dea benevola e materna

Parvati è una delle principali dee dell’induismo ed è la consorte di Shiva.

Il suo nome significa “figlia della montagna”: secondo la tradizione è infatti figlia di Himavat, personificazione dell’Himalaya.

È associata soprattutto alla vita familiare, all’amore, alla fertilità e alla maternità e, accanto a Shiva, rappresenta il principio femminile che completa quello maschile. I due vengono spesso raffigurati insieme come coppia divina.

A differenza di Durga e Kali, Parvati non ha un’iconografia unica e immediatamente riconoscibile, quindi spesso è proprio la presenza di Shiva a permettere di identificarla.

Nelle rappresentazioni della Dea Parvati da sola, viene generalmente raffigurata come una donna giovane, ben vestita e adornata di gioielli.

Parvati iconografia con oggetti caratteristici

Quando è raffigurata da sola, Parvati può avere caratteristiche molto diverse a seconda della tradizione, tra cui potremmo trovare:

► due o quattro braccia

► uno o due fiori di loto

► uno specchio

► un mala

► il gesto sacro del Abhaya Mudra 

► un tridente

Non è facile riconoscere Parvati quando è rappresentata da sola, anzi è facile confonderla con Lakshmi, la dea della ricchezza, che è storicamente molto più diffusa e venerata in solitudine rispetto a Parvati.

Moltissime statue di una Dea da sola con quattro braccia e due loti che si vedono nei negozi in India, non sono Parvati, ma Lakshmi.

Come distinguere Parvati da Lakshmi? L’iconografia di Parvati non presenta simboli legati al denaro, che sono invece spesso presenti in Lakshmi (come delle monete).

Nella maggior parte dei casi è raffigurata CON SHIVA. Spesso anche coi due figli, Ganesha e Kartikeya.

Shiva-Parvati-Ganesha

Parvati rappresenta la dimensione più benevola, familiare e materna della Dea, ma nelle diverse tradizioni può essere strettamente collegata anche alle forme più potenti e combattive del divino femminile, come Durga e Kali.

Durga: la dea guerriera

Durga è una delle forme più potenti della Devi ed è soprattutto associata alla protezione, alla forza e alla lotta contro il male. In alcune tradizioni viene considerata una forma di Parvati; nello Shaktismo, invece, può essere venerata come la Dea suprema stessa.

Durga è generalmente raffigurata con molte braccia, spesso otto o dieci, nelle quali tiene diverse armi donatele dagli dèi.

Durga - La Dea Guerriera

Tra gli elementi più facili da riconoscere ci sono:

► il leone (o una tigre) il suo vahana, l’animale associato alla divinità

► le numerose braccia – otto o dieci

► le armi, tra cui spesso il tridente;

► Mahishasura, il demone-bufalo sconfitto da Durga

► un fiore di loto (non sempre)

Nonostante l’aspetto guerriero, Durga non rappresenta semplicemente la violenza o la distruzione: è soprattutto la forza che protegge il dharma e ristabilisce l’ordine quando viene minacciato.

➜ Se vedi una dea con molte braccia, armata, accompagnata da un leone o una tigre e impegnata a sconfiggere un bufalo o un demone, con molta probabilità hai di fronte Durga.

Il suo culto è particolarmente importante durante la Durga Puja, una delle principali feste dedicate alla Dea, soprattutto nell’India orientale.

Kali: la dea che distrugge ciò che deve finire 

Kali è una delle forme più potenti e impressionanti della Devi.

Il nome Kali è legato al sanscrito kāla, termine associato al tempo, alla morte e anche all’oscurità.

Il suo aspetto feroce può trarre in inganno: per moltissimi devoti Kali è soprattutto una divinità che protegge, attraverso la distruzione.

♥ Kali distrugge ciò che ostacola la liberazione spirituale.

♥ Kali distrugge ciò che deve finire, libera dall’illusione e dalla paura della morte.

Dea Kali - colei che distrugge ciò che deve finire

Kali ha un’iconografia molto riconoscibile.Viene spesso rappresentata con:

► pelle nera o molto scura

► quattro braccia, spesso sono di più

► la lingua rossa sporgente

► una collana di teste o teschi

► una testa mozzata in una mano

► un grande coltello in un’altra

► lunghi capelli sciolti

► il corpo di Shiva disteso sotto i suoi piedi

Kali viene spesso raffigurata mentre letteralmente calpesta Shiva, che giace immobile sotto di lei. In alcune interpretazioni tantriche, l’immagine esprime il rapporto tra Shakti, l’energia divina femminile, e Shiva: senza Shakti, Shiva rimane immobile, privo della forza necessaria per agire.

➜  Se vedi una dea dalla pelle nera o blu, con la lingua rossa fuori, una collana di teschi e Shiva disteso sotto i suoi piedi, certamente stai guardando Kali.

Kali si festeggia durante la Kali Puja che si celebra nella stessa notte di Diwali, la notte di luna nuova tra ottobre e novembre. La data cambia ogni anno seguendo il calendario lunare hindu.

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