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Valentina Miozzo & Simone lungo la Via Vandelli

Nell’estate 2024 ho percorso a piedi tutta la Via Vandelli, più di 150km in 7 giorni, dal cuore dell’Emilia fino a mare. Un’esperienza che non dimenticherò mai!

Mi raccomando leggete anche l’altra parte di questo articolo, più utile a livello pratico, dove spiego Come prepararsi alla Via Vandelli: cosa mettere nello zaino, quale zaino scegliere, guida e tracce.

In questo articolo invece condivido brevemente la le tappe e la mia esperienza: dove ho dormito e se ci sono scorciatoie nel caso vi troviate in difficoltà.

Valentina Miozzo & Simone lungo la Via Vandelli

Tutte le informazioni su ogni tappa (altimetrie, indicazioni dettagliate del cammino, fonti d’acqua e luoghi da vedere) sono dettagliatamente descritte sulla guida della Via Vandelli.

Questo articolo non sostituisce la guida, semmai è da abbinare alla lettura della guida, perché racconta la mia esperienza personale sul cammino e sui luoghi dove ho dormito per ogni tappa della Via Vandelli.

Indicherò anche scorciatoie e percorsi alternativi per chi avesse bisogno di abbreviare le tappe, che sia per le condizioni meteo, per dolori, stanchezza o infortuni. 

Indice

Un Cammino non è una gara

Sono una guida ambientale escursionistica, accompagno regolarmente le persone in viaggi di trekking e frequento gruppi e forum online del settore, per questo so che alcuni camminatori potrebbero “storcere il naso” di fronte alla parola “scorciatoia”, ma il cammino ci dovrebbe prima di tutto insegnare l’UMILTA’ e la SOLIDARIETA’. 

Scrivo questo capitolo dopo aver visto “camminatori” letteralmente offendere una signora (in un gruppo facebook di ecoturismo) solo perché aveva chiesto se esisteva (come nella Via degli Dei) un servizio di trasporto zaini.

Ma cosa ne sappiamo noi di questa persona? Cosa sappiamo della sua vita per giudicare la sua esigenza?

Cari camminatori Indiana Jones, se camminate per dimostrare a qualcuno che siete fighi, e che altri lo sono meno di voi, non avete capito nulla del Cammino.

Una cosa è certa: non è una gara. 

Io cammino per ascoltare. Ascoltare i luoghi che mi accolgono, le persone che incontro, e me stessa.

I camminatori veri – nell’animo, non nei muscoli – sono quelli che aiutano gli altri, non che li giudicano.

Il mio interesse aiutare gli altri a percorrere il cammino come meglio sentono di farlo.

E se una persona è stremata dal caldo e rischia un colpo di calore è bene che si fermi, che divida le tappe o che arrivi a destinazione in modo sicuro, anche prendendo scorciatoie, senza il rischio di peggiorare la situazione.

Alternative / Scorciatoie

Per qualsiasi ragione una persona potrebbe trovarsi in difficoltà durante il cammino e cercare delle vie più brevi per arrivare alla meta. Fatelo soprattutto se siete davvero sopraffatti dalla fatica, ma soprattutto se il caldo è così potente e potreste essere a rischio di colpo di calore.

Allora: sulle mappe della guida ufficiale troverete sempre il percorso storico in rosso chiaro e il percorso principale in rosso scuro.

Il percorso principale (rosso scuro) corrisponde al sentiero delle tracce gpx ed è il sentiero consigliato, perché molti tratti del percorso storico (rosso chiaro) sono oggi delle strade asfaltate, a volte trafficate, quindi sostituite da sentieri alternativi che permettono di percorrere la Via Vandelli in ambiente naturale.

Via Vandelli, percorso storico e percorso principale

In alcune tappe la scorciatoia consiste semplicemente nel seguire il percorso storico in rosso chiaro, passando però per strade asfaltate (verificate se sono stradoni ad alta percorrenza o se siano semplici strade asfaltate). Oppure dalla mappa vedete facilmente se si cono altre alternative.

Per capire come potete abbreviare il percorso, in caso di bisogno, oltre alle tracce gpx  – che corrispondono nella guida cartacea al percorso principale in natura rosso scuro – tenete sempre sottomano la guida ufficiale, dove è segnato anche il percorso storico, così avrete ben chiare le due opzioni.

Nella guida, per ogni tappa, è indicato come raggiungerla con i bus, nel caso abbiate bisogno di abbreviare il percorso.

La Via Vandelli è uno dei cammini più impegnativi d’Italia, se siete in difficoltà non c’è nulla di cui vergognarsi nell’accorciare il percorso o dividerlo in più tappe. L’importante è ascoltare il proprio corpo e gestire al meglio le proprie energie.

1° tappa: Sassuolo-Serramazzoni

Partenza

La Via Vandelli ha due partenze ufficiali e potete decidere se partire da Sassuolo o da Modena.

Io sono partita da Sassuolo perché abito a Sassuolo e mi piaceva l’idea di uscire di casa e mettermi in cammino.

Partendo da Modena si arriva a Puianello e sono 27 Km prevalentemente in pianura.

Ho incontrato vari camminatori che erano partiti da Modena e tutti mi hanno confermato che, almeno nel periodo estivo, avrebbero consigliato la partenza da Sassuolo, per evitare il caldo torrido della pianura.

Partendo da Sassuolo si parte dal Palazzo Ducale e si arriva a Serramazzoni camminando per 20 km, con belle salite… ma nulla a confronto ad altre tappe!

Via Vandelli Partenza da Sassuolo - Valentina Miozzo e SimoneIo sono partita da Sassuolo e la prima tappa mi è piaciuta molto.

Dopo circa 5 km lasciate la pianura e vi inoltrate sulle prime colline dell’Appennino, dove il clima è sicuramente più piacevole di quello della Pianura Padana.

Dove ho dormito

Arrivata a Serramazzoni ho dormito all’Albergo Posta (0536 952206) nella piazza del paese perché, essendo di queste parti, degli amici sono venuti a trovarmi la sera per bere una birra al Barone Rosso, il bar propio di fronte all’albergo, molto vivace ed ospitale.

Non credo però sia stata una saggia scelta perché era sabato sera, quindi c’è stato casino fino a tarda notte (per fortuna viaggio sempre coi miei tappi per le orecchie!). E’ un’ottima sistemazione e la consiglio, perché si trova proprio lungo la Via Vandelli, senza deviazioni, ma se la vostra partenza è di venerdì o sabato.. valutate voi se optare per altre sistemazioni o portarvi i tappi!

2° tappa: Serramazzoni – Pavullo

Questa seconda tappa è quella che unisce le due partenze della Via Vandelli, che si incontrano al trivio Via Vandelli.

Cartello Trivio Via Vandelli

Se partite da Modena la seconda tappa sarà Puianello – Pavullo (24,4 Km).

Se partite da Sassuolo la seconda tappa sarà Serramazzoni – Pavullo (13 km con poco dislivello) e sarà la tappa più soft del cammino: una passeggiata rispetto al giorno prima… e al giorno dopo!

Info utili

Oltre alle fonti d’acqua indicate nella guida ce ne è un’altra che ad oggi non è indicata – ma è davvero una benedizione divina trovare acqua in quel punto.

Si trova in via Casa Moneta (zona Cà Bortolucci) proprio a metà strada tra il trivio Via Vandelli e Pavullo (cartina a pag.48), lungo il percorso principale (quello delle tracce gpx). Una deliziosa signora ha messo a disposizione la fontana del suo cortile e ha creato una piccola sosta viandanti, mooolto apprezzata!Valentina Miozzo Via Vandelli - Sosta Viandanti

Dove ho dormito

Ho dormito al B&B la Torricella, che si trova nella prima collinetta vicino al centro di Pavullo.

Era la struttura più economica (70€ in due con colazione, 35€ a testa) forse perché non sulla strada, ma l’ho scelta proprio per quello: volevo dormire, senza sentire il rumore delle auto.

E’ un posto davvero bello, con un panorama stupendo e un silenzio rigenerante. Il b&b non fa la cena, ma fornisce i numeri di telefono per ordinare il cibo a domicilio.

3° tappa: Pavullo – La Santona

Questa terza tappa è di 25 Km, prevalentemente in salita, va da Pavullo a la Santona.

Ho percorso questa 3° tappa da Lama Mocogno fino a metà della 4° tappa del giorno successivo (La Fabbrica, che si trova dopo il Capanno Guerri).

Il mio ragazzo ha una casa proprio lungo la Via Vandelli e volevamo dormire lì, ma la casa è a metà della 4° tappa quindi avremmo dovuto camminare 37 km.

Valentina Miozzo Guida Ambientale Escursionistica

Non potevamo spezzare le tappe in più giorni perché avevamo solo una settimana a disposizione, per questo abbiamo dovuto recuperare una decina di km e abbiamo preso un bus da Pavullo a Lama Mocogno.

Da Lama abbiamo continuato a piedi fino alla Località La Fabbrica, percorrendo circa 20 km.

Se per qualsiasi ragione non ve la sentite di fare tutta la terza tappa, potete prendere un bus da Pavullo fino al punto da cui volete ripartire (nel periodo estivo c’è solo quello delle 8.30).

Non posso darvi un mio feedback sull’alloggio perché ho dormito in una casa privata, ma gli altri camminatori che ho incontrato hanno alloggiato alla Conca d’Oro (48€ una singola con colazione, 84 la doppia) che ha vicino un negozio di alimentari e, volendo, ha anche il ristorante.

4° tappa: La Santona – San Pellegrino in Alpe

Questa tappa è di circa 26 km, con vari lievi saliscendi e poi il salitone del Passo del Lagadello (1.600 mslm). E’ stata una delle mie preferite, molto molto bella.

Il giorno prima ero già arrivata a metà della quarta tappa, quindi oggi il mio tragitto è stato La Fabbrica – San Pellegrino in Alpe, circa 15 km.

Questa è stata una delle mie tappe preferite, perché nonostante fosse luglio la temperatura era piacevole e all’ombra dei boschi. e in alcuni tratti è ancora presente l’antica Via Vandelli, come vedete dalla foto.

Antica Via Vandelli

Al Passo del Lagadello, ovviamente nella parte più in salita, è arrivato il diluvio universale ma… fa parte del gioco! Se scegliamo di fare un cammino in natura, accettiamo di affrontare difficoltà come pioggia, caldo e freddo. Per questo è importante partire con abbigliamento e attrezzatura adeguata.

Dove ho dormito

A San Pellegrino in Alpe potete dormire al Rifugio Pradaccio o all’Albergo Appennino. (L’albergo L’Alpino indicato nella guida in realtà è chiuso definitivamente). Per pernotto, cena, colazione il costo a persona al Rifugio Pradaccio è di 50€ e all’Albergo l’Appennino 70€, oppure 60€ con sacco a pelo (sempre per pernotto, colazione e cena).

Inizialmente volevo prenotare al rifugio, ma spulciando tra le foto online mi è piaciuto l’Albergo Appennino perché mi sembrava un antico albergo di paese, con un’atmosfera d’altri tempi… e avevo ragione! Accoglienza ottima, cibo cucinato con amore e simpatia del proprietario.

Inoltre, quando arrivate a San Pellegrino in Alpe, proprio di fronte all’albergo c’è il Museo Etnologico, che raccoglie tantissimi oggetti della vita rurale di un tempo, a me è piaciuto tantissimo. Il museo chiude alle 16.30, quindi se volete vederlo partite presto la mattina!

5° tappa: San Pellegrino in Alpe – Poggio

Questa tappa è di circa 26 km, prevalentemente in discesa. Da 1.600 metri tornerete a 500 metri, arrivando al paese di Poggio.

Oggi il percorso passa per la cittadina di Pieve Fosciana e per il centro storico di Castelnuovo di Garfagnana.

Ammetto che non mi ha entusiasmato la prima parte del cammino fino a Castelnuovo, sarà che non avevo tanta voglia di passare per “grandi” centri abitati. 

Alcuni camminatori che abbiamo incontrato la sera nello stesso albergo ci hanno detto di aver proprio saltato Castelnuovo in Garfagnana passando “di mezzo” a Pieve Fosciana (guardando la cartina a pag.88 capite meglio).

Mi è invece piaciuto tantissimo il paesino di Pontecosi con il suo ponte romano, vicino alla graziosa chiesetta della Madonna delle Grazie. 

Se volete bagnarvi i piedi al fiume, girate dietro la chiesetta, troverete un sentierino che vi porta ad una piattaforma dove potete mettere i piedi in acqua.

Ponte romano Pontecosi, Via Vandelli

Vi sentirete in paradiso! Consiglio assolutamente questa sosta rigenerante al fiume!

Dove ho dormito

La  5° tappa finisce nel paese di Poggio, ma a Poggio non ci sono alimentari o posti dove mangiare, quindi molti si fermano prima.

Tra i camminatori che ho incontrato c’è chi ha dormito a Pontecosi all’Agriturismo il Pinetto e si è trovato bene. Ma tenete conto che se dormite a Pontecosi il giorno dopo avrete 4 km in più da fare (e la 6° tappa è dura). A voi la scelta!

Io ho dormito il località Villetta San Romano, appena 1 km prima di Poggio, all’Albergo il Grotto (40€ a persona per pernotto e colazione). Ho scelto questo albergo per la posizione, perché ha anche un bar per la birretta di fine giornata, un ristorante e un negozio di alimentari, perfetto per fare i panini per il giorno successivo.

Abbiamo mangiato bene e la posizione era comoda per la partenza del giorno dopo, ma se volete dormire e svegliarvi freschi e riposati, quando prenotate chiedete una camera che non si affacci sulla strada. Nessuno di noi ha dormito.

Col caldo – tanto caldo, di notte, a fine luglio – ovviamente le finestre della camera vanno tenute aperte, ma la strada provinciale è molto trafficata, e col rumore delle auto siamo forse riusciti a dormire 3 ore in tutto. Se volete dormire rinunciate alle camere con vista colline sulla Provinciale, e fatevi dare le camere sul retro.

L’Albergo il Grotto è comunque un bel posto dove fermarsi perché c’è l’alimentari e il ristorante, quindi lo consiglio, basta chiedere la camera giusta quando prenotate!

6° tappa: Poggio – Campaniletti

Questa tappa è di circa 19 km, ed è molto impegnativa, perché in salita.

Il primo tratto in salita è su strada asfaltata e vi porta fino a Vagli Sopra dove, dopo un paio di chilometri, inizierete la salita sulle Alpi Apuane. 

Valentina Miozzo sulle Alpi Apuane, Via Vandelli

Se non ve la sentite di fare l’intera tappa, potete spezzarla in due giorni e fermarvi a dormire a Vagli Sotto o Vagli Sopra (nella guida sono indicate alcune strutture). 

Se invece non potete smezzare perché avete pochi giorni a disposizione, valutate di chiedere un passaggio. Due camminatori che erano con noi hanno fatto così, il b&b gli ha fornito il numero di un signore e hanno pagato circa 20€ a testa per raggiungere Vagli Sopra, da cui sono partiti per la salita sulle Apuane.

Il tratto sulle Alpi è semplicemente magnifico. Per nostra fortuna il cielo era nuvoloso e il sole non ci ha ucciso.

Quando dopo chilometri di salita arriverete al Passo della Tambura e vedrete in mare… vi sentirete in paradiso.

Dove ho dormito

Dopo il passo scenderete fino all’unico posto dopo potete dormire: il Rifugio Nello Conti (0585 793059). Io vivrei lì.

Rifugio Nello Conti, Alpi Apuane, Massa, Via Vandelli

Godetevi la birretta di fine giornata vista Alpi e vista mare.

E’ un rifugio, quindi si dorme in camerate, portatevi il sacco lenzuolo. Il costo è di 55€ per pernotto, cena e colazione.

La cena è stata ottima con varie portate, la principale era una buonissima zuppa calda di legumi! Sì, perché anche se è luglio… sulle Apuane una zuppa calda ci sta da Dio!

7° tappa: Campaniletti – Massa

L’ultimo grande sforzo per arrivare al mare!

Quest’ultima tappa è prevalentemente in discesa e pianura, perché dal Rifugio Nello Conti a 1.400 metri arriverete al mare, 0 metri, ovviamente.

Durante il cammino vi consiglio di concedervi un bagno nelle acque turchesi del torrente Renara, che vedrete sulla vostra sinistra dopo Resceto. Ci sono varie scalette o sentierini che portano alle pozze dia acqua limpida e fresca. I miei piedi hanno cantato l’Alleluya.Valentina Miozzo Via Vandelli Torrente Renara

Quest’ultima tappa è lunga circa 18 km per arrivare fino a Piazza Aranci a Massa, l’arrivo ufficiale della Via Vandelli.

Da Piazza Aranci potete raggiungere in 30 minuti a piedi la stazione dei treni e tornare verso casa, ma… arrivare fino al mare, mettere i piedi in acqua e godersi una bella cena sul lungomare è il modo perfetto per concludere il cammino!

Quindi, se volete arrivare al mare …. sono 6 Km in più, la tappa quindi lievita da 18 a 24 km circa.

Se non vi va di percorrere gli ultimi 6 Km in zona urbana… potete prendere i vari bus che portano fino a Marina di Massa, evitando di camminare in città.

Dove ho dormito

E adesso? Dove dormire a Massa per festeggiare la conclusione del cammino, regalarsi un po’ di pace e rilassarsi prima di ripartire in treno verso casa?

Ho trovato un posto davvero carino, senza spendere una follia.

Se fate la Via Vandelli in primavera/estate a Massa sarà alta stagione turistica, quindi non è facile trovare una sistemazione valida a buon prezzo. Ma l’ho trovata! E’ la Pensione Piccolo Mondo, ferma agli anni 60, ma pulita e confortevole e soprattuto silenziosa, dormirete sonni tranquilli senza il caos della movida estiva.

Si trova ad appena 150 metri dal mare, quindi comodissima se si vuole andare in spiaggia e per mangiare sul mare in uno dei numerosi ristorantini.

A luglio abbiamo pagato 50€ a testa, che per essere alta stagione è un ottimo prezzo. Credo che ad agosto i prezzi aumentino, ma per la sua semplicità credo sarà sempre tra le soluzione più economiche vicinissime al mare.

ATTENZIONE!

C’è una parte del sentiero della 7° tappa inagibile e chiuso causa frana.

E’ il Sentiero del Bizzarro, che passa per Casette e Cagliega. E’ un’alternativa all’antica Via Vandelli, che oggi è strada asfaltata, per fare il tratto in natura, ma c’è stata una frana ed è chiusa… sembra già da un po’ di tempo.

Se seguite le tracce gpx o il percorso principale in rosso scuro, finirete sul sentiero sbagliato. Sono stati messi segnali e una catena, ma quando siamo passati noi erano tutte divelte, quindi qualcuno potrebbe sbagliarsi.

Sentiero del Bizzarro chiusoIn questo caso dovrete seguire la strada asfaltata seguendo il percorso in rosso chiaro, quindi la Via Vandelli storica. La strada non è brutta e non è di quelli a grande percorrenza, quindi è comunque piacevole.

Prima di partire verificate eventuali cambiamenti temporanei del cammino sul sito della Via Vandelli, nella sezione “novità”.


Spero di avervi dato informazioni utili.

Se avete informazioni aggiuntive scrivetele nei commenti così terrò sempre aggiornato questo articolo. Grazie!

Se volete vedere giorno per giorno come è stato il mio viaggio lungo la Via Vandelli potete scorrere le stories su Instagram :)

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