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Viaggi di volontariato con animali: come selezionare i progetti migliori

Le tematiche ambientali sono ormai diventate di dominio pubblico e la consapevolezza nelle persone sta lentamente aumentando, portando di fatto sempre più gente a desiderare di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Questo nuovo impegno civile e sociale è certamente auspicabile, siamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa, serve quindi l’aiuto di tutti. La presenza dei volontari è di vitale importanza perché grazie alla quota di partecipazione le associazioni riescono a finanziare le proprie attività.

Quello che all’apparenza sembra una storia dove tutti vincono – le associazioni, l’ambiente, i viaggiatori – purtroppo nasconde un lato oscuro: i finti santuari e le finte associazioni che si spacciano per enti benefici, mentre in realtà non sono altro che attività meramente turistiche senza alcuno scopo di tutela, che sfruttano la passione dei volontari per la natura.

Gli amanti degli animali vanno nei santuari della fauna selvatica perché vogliono vedere gli animali da vicino e perché credono che i santuari si occupino di prendersi cura di animali che non hanno nessun altro posto dove andare. Molti santuari promettono di prendersi cura di animali abusati, maltrattati, abbandonati e bisognosi di cure, mentre in realtà stanno alimentando un mercato nero oscuro. Un esempio è il business dei “canned lion”, leoni allevati con il solo scopo di essere venduti alle riserve di caccia. Certamente non fa piacere a nessuno vedersi raggirati da queste strutture, mentre in realtà si pensa di contribuire alla salvaguardia delle specie in via d’estinzione.

Leoni safari Sud Africa

Sia chiaro che  i veri santuari esistono: ospitano animali che non possono essere rilasciati in natura, perché sono rimasti in cattività per troppo tempo e non riuscirebbero a re-integrarsi nel loro habitat naturale. A volte vengono ospitati anche animali infortunati, trovati nelle trappole, che possono essere reinseriti in natura (in questo caso solitamente si parla di centri di recupero, non di santuari) e con questi animali viene seguito un iter differente, perché lo scopo principale è proprio quello di farli tornare nel loro habitat al più presto.

Anche se gli animali ospitati non possono essere reinseriti in natura e il loro destino è rimanere nel  santuario per sempre, ciò non giustifica l’interazione con gli umani. Ci sono motivazioni etiche, di benessere animale e di sicurezza pubblica che motivano il divieto di interazione uomo-animale.  Soprattutto nell’era dei social media, dove abbondano fotografie di persone a contatto con gli animali selvatici, il messaggio che si diffonde non è chiaro e compromette la consapevolezza collettiva sull’interazione tra uomo e fauna selvatica.

Questa mancata consapevolezza provoca molti morti ogni anno (per interazione troppo ravvicinata con animali selvatici) e contribuisce a creare il desiderio di avere un animale selvatico come animale da compagnia, alimentando di conseguenza il bracconaggio e il pet-trade. Quindi fai attenzione a ciò che pubblichi e non ti aspettare di interagire direttamente con gli animali se visiti un vero santuario.

La scelta del progetto non sarà facile perché esistono centinaia di organizzazioni che oggi offrono al pubblico la possibilità di lavorare direttamente con animali selvatici in cambio di un compenso. E’ facile fare la scelta sbagliata, quindi ecco gli accorgimenti da prendere, prima di selezionare il progetto di conservazione.

DUE COSE IMPORTANTI CHE DEVI SAPERE

1) TIENI SOTTO CONTROLLO IL TUO DESIDERIO DI INTERAGIRE CON LA FAUNA SELVATICA: mi rendo conto che l’amore e la passione per natura e animali possa portare a scelte avventate, a chi non piacerebbe nuotare a fianco dei delfini, abbracciare un piccolo di panda e tenere in braccio un cucciolo di gorilla, ma purtroppo tutto questo è profondamente sbagliato. Chi ama e conosce veramente gli animali e vuole aiutarli deve capire che il contatto tra specie selvatiche ed essere umano è quasi sempre sbagliato. Solo personale specializzato in determinate condizioni, come ad esempio un intervento veterinario, può interagire con gli animali selvatici.

SELFIE CON LA TIGRE

2) PUOI AIUTARE GLI ANIMALI ANCHE IN ALTRI MODI: se vuoi veramente far parte del movimento ecologista mondiale, non devi necessariamente prendere parte solo ed esclusivamente a progetti dedicati alla salvaguardia diretta degli animali. Spesso i progetti meno attraenti sono anche quelli più utili; penso ad esempio all’educazione ambientale nelle scuole, ai progetti di riforestazione, pulizia degli ecosistemi, ripristino ambientale, eccetera.

3) CONSIDERA LA DIFFERENZA TRA I SANTUARI CON ANIMALI IN CATTIVITA’ O LE RISERVE NATURALI CON ANIMALI SELVATICI. Sono due cose diverse. La prima accoglie animali che non possono essere rilasciati in natura e prevede una maggiore interazione con loro, la seconda invece mira alla conservazione della specie nel suo habitat e non dovrebbe mai prevedere alcun contatto diretto con gli animali.

COME CAPIRE SE E’ UN PROGETTO SERIO

Sfortunatamente, un gran numero di luoghi che si definiscono santuari o centri di riabilitazione della fauna selvatica non lo sono. Gli esperti avvertono che le strutture che lavorano con animali di comprovato valore simbolico, come i grandi felini, i primati, i rinoceronti o gli elefanti, sono spesso coinvolte in pratiche poco etiche. Trovare il giusto programma di volontariato per la fauna selvatica può essere un processo che richiede tempo, ma se si sceglie correttamente, si potrebbe essere ricompensati con un’esperienza che cambia la vita. Cosa puoi fare per scegliere un progetto che abbia reali scopi etici e non di lucro dal turismo?

1) STUDIA ATTENTAMENTE L’OFFERTA DELLA STRUTTURA SUL LORO SITO: ci sono chiari segnali di allarme pubblicati generalmente sui social o sul sito dell’associazione. Se vedi volontari abbracciare un cucciolo di leone, tenere per mano uno scimpanzè o dare il biberon ad leopardo, molto probabilmente hai davanti un’azienda commerciale che sta speculando sul tuo amore per gli animali e il tuo desiderio di interagire con loro.

volontariato con le tigri

Considera anche che spesso le migliori associazioni dove fare volontariato non hanno siti accattivanti pieni di belle fotografie di qualità. Sembra un controsenso, ma solitamente più l’associazione investe in marketing, meno reale sarà il suo interesse per la conservazione. Certo, questa non è una regola aurea, ci sono associazioni legittime con siti molto belli ed eleganti, ma viceversa raramente le finte associazioni hanno siti poco curati, perché si rivolgono ai turisti, attratti dall’interazione diretta con gli animali e inesperti nell’ambito interazione uomo-animale.

2) VERIFICA LA LEGALITA’ DELLA STRUTTURA: una buona idea è senz’altro quella di verificare se una struttura è legalmente registrata nel paese di origine e se presente nelle liste ufficiali delle associazioni, che si trovano facilmente online.

3) NON AVERE PAURA DI DOMANDARE: non c’è motivo per cui non dovresti fare domande alla struttura ospitante e ai volontari che già ci sono stati. Devi fare molte ricerche, porti e porre molte domande prima di impegnarti in un progetto di volontariato.

4) IL CONTATTO TRA VOLONTARI E ANIMALI  SELVATICI DEVE ESSERE SEMPRE DISINCENTIVATO
Tranne casi particolari come l’intervento veterinario, gli animali selvatici non devono interagire con gli umani perché questo significa alterare l’etologia dell’animale che si abituerà all’uomo con le conseguenze negative del caso. Un animale selvatico abituato all’interazione con l’uomo non sarà più capace di ritornare in natura, non verrà accettato dal branco, oppure diventerà pericoloso perché non più spaventato dalla nostra presenza. Una vera associazione di volontariato ambientale non sfrutta mai il desiderio della gente di interagire con i selvatici per incrementare il numero di volontari. I centri di conservazione pongono sempre i bisogni degli animali davanti ai desideri del pubblico pagante e dei volontari. Gli animali che vengono preparati per il rilascio in natura dovrebbero avere solo il minimo contatto necessario con le persone.

Orango

5) ATTENZIONE ALLA RIPRODUZIONE: i santuari rigorosi non consentono ai loro animali di riprodursi in cattività, ma è bene distinguere la riproduzione voluta dagli umani, quindi a tutti gli effetti un allevamento di animali selvatici a scopo turistico, dal fatto che gli animali si riproducano in maniera naturale e autonoma. Nei santuari gli animali possono infatti creare gruppi sociali e familiari, facendo una vita simile a quella che farebbero in natura. Le nascite andrebbero comunque controllate per non eccedere nel numero, perché i santuari sono comunque ampie zone, ma recintate, che non permettono la coabitazione di molti esemplari e gruppi familiari.

Non sarà facile capire se un santuario permette la naturale riproduzione, controllando le nascite, o se invece incentiva la riproduzione a scopo turistico. Ci sono infatti molte eccezioni alla regola di allevamento, soprattutto in programmi di conservazione e reintroduzione: ad esempio i progetti sui rapaci, in cui si incoraggiano gli esemplari ad accoppiarsi per poi rilasciare i nuovi nati allo stato selvatico.

6) ATTENZIONE ALLA VENDITA: alcuni santuari vendono animali, questo è un chiaro segnale che dietro alle attività dell’ente ci potrebbe essere un mercato che va ad influenzare negativamente la conservazione della specie. Nei santuari gli animali non vengono venduti, sono ospitati presso la struttura a vita, a meno che non possano essere rilasciati in natura o scambiati con altre istituzioni affidabili coinvolte in programmi di conservazione.

Koala cuddling No Grazie

7) ATTENZIONE AL REGISTRO
Le strutture per animali in cattività devono avere registri di entrata e uscita degli esemplari con delle solide ragioni per il possesso. Alcune strutture infatti potrebbero acquistare animali selvatici con il solo scopo di attirare volontari. Se una struttura è vaga su queste informazioni, potrebbe trattarsi di animali acquistati con scopi commerciali e non di conservazione.

8) ATTENZIONE ALLA SELEZIONE
Quanto è rigoroso il processo di reclutamento di volontari? Presta attenzione alle strutture che prendono tutti i candidati senza una valutazione iniziale per abilità o livelli di impegno e che non richiedono nemmeno il CV. Un vero progetto di conservazione ha bisogno di persone motivate, non di vacanzieri alternativi. Le strutture poco etiche spesso mettono i volontari a lavorare senza un’adeguata formazione.

9) ATTENZIONE ALLA DURATA
Progetti di medio e lungo periodo sono indice di affidabilità perché hanno bisogno di volontari esperti. Chi offre esperienze corte non necessariamente è disonesto, ma considera che generalmente chi in realtà fa turismo, non volontariato, non propone esperienze di lunghi periodi.

10) ATTENZIONE AI COSTI
Le strutture che applicano tariffe di volontariato ragionevoli o assenti tendono ad essere più etiche di quelle molto costose, che spesso sono solo interessate al profitto.

Keep the Planet ONG

Oggi l’ambiente è sotto attacco dall’avidità dell’essere umano, il pianeta ha bisogno di volontari ed è per questo che ho fondato l’associazione ambientalista KEEP THE PLANET, che attraverso il suo sito offre un aiuto e un appoggio affidabile, a tutti coloro che hanno deciso di donare il loro tempo al servizio della natura.


Articolo di Alessandro Nicoletti, biologo marino e fondatore dell’associazione ambientalista Keep the Planet.



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