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5 donne esploratrici che hanno dedicato la propria vita al viaggio – Parte 1

Avventuriere, esploratrici, viaggiatrici, intrepide, tenaci e coraggiose: ci sono donne che hanno dedicato la loro vita al viaggio, donne che hanno fatto la storia, da cui prendere ispirazione per coraggio e indipendenza. Eccole qui:

JEANNE BARET (1740 – 1807)

Jeanne-Baret-esploratriceEsploratrice francese nata nel 1740 da una famiglia di braccianti. E’ considerata la prima donna ad aver compiuto la circumnavigazione del globo. Tra il 1766 e il 1769 prese parte alla spedizione di Louis Antoine de Bouganville. Le donne in quel periodo non erano ammesse sulle imbarcazioni francesi, quindi Jeanne si imbarcò come assistente del naturalista P.Commerson, travestendosi da uomo e facendosi chiamare Jean Baret. Secondo le fonti era un’esperta di botanica, ma rimane tutt’oggi un mistero il suo percorso di istruzione, visto che proveniva da una famiglia povera e non risulta abbia mai frequentato una scuola. Oltre al racconto della spedizione pubblicato da Bouganville, la storia di Baret compare anche in altri diari di viaggio tenuti dai partecipanti alla spedizione.

VIVIENNE DE WATTEVILLE  (1900 – 1957)

Scrittrice ed avventuriera inglese, figlia di madre inglese e del naturalista svizzero Bernard Perceval de Watteville, che procurava animali selvatici per il Museo di Scienze naturali di Berna. La madre morì quando lei aveva appena 9 anni, per questo Vivienne ebbe l’opportunità di viaggiare col padre, soprattutto in Congo, Kenia e Uganda, fin dalla giovane età. In Congo suo padre fu ucciso da un leone di fronte ai suoi occhi, ma nonostante il tragico evento dopo pochi anni Vivienne tornò in Kenia, in una sorta di viaggio pellegrinaggio, alla ricerca di un nuovo legame con queste terre. Diversamente dalle prime spedizioni col padre, questa volta non c’erano battute di caccia e animali da uccidere, anzi, Vivienne partì con una tenda, il suo cagnolino e una macchina fotografica, testimoniando la capacità dell’uomo di vivere in armonia con la natura. Scrisse vari libri, tra cui troviamo in italiano Sulle orme degli Elefanti, ripubblicato nel 2013: un libro autobiografico che consiglio agli amanti della natura africana e a chi vuole approfondire il rapporto uomo – natura, attraverso la vita di Vievienne.

ALEXANDRA DAVID NEEL (1868 – 1969)

Alexandra vanta una lunga carriera di esploratrice, fotografa, antropologa e orientalista tra il 1800 e il 1.900, una carriera atipica  per una donna in quel periodo.  Fin da giovane mostrò subito il suo senso di libertà e ribellione: a 18 anni lasciò la casa dei genitori e da Bruxelles e raggiunse la Spagna in bicicletta. Visse a Londra, dove studiò filosofie orientali, e a Parigi, dove si iscrisse alla Società Teosofica, approfondendo i suoi studi sul buddismo tibetano. Frequentava alcune società segrete, tra cui la Massoneria, e movimenti anarchici e femministi.

Viaggiò in India per quasi due anni e non riuscendo a sostenersi economicamente con la ricerca e la scrittura, sfoderò un’altra sua dote, la voce, e cominciò a girare il mondo come cantante lirica. Per un periodo si trasferì in Africa per studiare il Corano e in quell’occasione conobbe il suo futuro marito, l’ingegnere ferroviario Philippe Néel. La vita matrimoniale si rivelò subito insoddisfacente per il suo stile di vita, perciò, con l’approvazione del marito, si trasferì di nuovo in Inghilterra per perfezionare il suo inglese, ma ripartì presto alla ricerca di culture e luoghi da esplorare.

Tra il 1914 e il 1916 visse in eremitaggio in una caverna nel nord dell’India, seguendo le pratiche spirituali di un monaco tibetano che divenne anche suo compagno di avventure e che in seguito adotto come figlio.

Tra le sue varie imprese, quella più nota è la sua marcia di 8 mesi da Pechino fino a Lhasa, in Tibet, attraversando la Cina in piena guerra civile, travestita da tibetana.

Morì a 101 anni in Provenza nel 1969. Nella sua vivace vita scrisse più di 30 libri di letteratura di viaggio e alcuni anche sul buddismo. Qui trovi tutti i suoi libri tradotti in italiano.

ISABELLE EBERHARDT (1877 – 1904)

Isabelle EberhardtIsabelle fu una esploratrice e scrittrice di origini russe, ma crebbe in Svizzera in una casa di campagna vicino a Ginevra. Affascinata dalla cultura islamica iniziò presto a viaggiare nel nord Africa travestita da cavaliere arabo. Esplorò il deserto in lungo e in largo, addentrandosi in territori inaccessibili agli stranieri. Abbracciò la religione musulmana e si sposò con l’ufficiale arabo Slimène Ehnni con cui visse ai margini del deserto. Amica di sceicchi, nomadi e maestri sufi, si immerse completamente nella cultura islamica. Anche se sposata, continuò ad indossare abiti maschili e condusse una vita intensa di esplorazioni e vagabondaggi nel deserto. Era nota per la sua sregolatezza, il suo comportamento libertino e le sue vicende amorose, che la portarono a soffrire di malaria e paludismo a soli 25 anni. Il suo errare era scandito dalla scrittura: tra le sue pubblicazioni tradotte in italiano consiglio Nel paese delle sabbie , All’ombra calda dell’Islam, Le Vie del deserto, Scritti sulla sabbia. Morì in Algeria a soli 27 anni, annegata – paradossalmente – nel deserto del Sahara, a causa di una inondazione.

ANNIE SMITH PECK (1850 – 1935)

ANNIE SMITH PECKAnnie Smith Peck fu un’ alpinista, archeologa e avventuriera americana. Fu la prima donna a frequentare la Scuola americana di studi classici ad Atene, dove studiò archeologia. Iniziò una carriera come insegnante di latino e matematica, ma la sua strada prese un’altra direzione quando cominciò a dedicarsi all’alpinismo. Scalò diverse vette in Europa e negli Stati Uniti, per poi dedicarsi all’esplorazione dell’America Latina. Nelle Ande peruviane, un picco della catena montuosa della Cordillera Blanca è stato nominato in suo onore Cumbre Aña Peck. Annie fu anche la prima donna a scalare il Cervino in Svizzera, nel 1995. Fece notizia il suo inusuale abbigliamento da trekking: in un epoca in cui le donne non potevano indossare i pantaloni, lei li coprì sotto una lunga tunica, nonostante la difficoltà di scalcare una vetta con una lunga gonna. Annie attirò l’attenzione della stampa e scaturirono diversi dibattiti pubblici sul ruolo delle donne, anche sul New York Times.  A 65 anni conquistò una delle cime della Coropuna, in Perù, e quando raggiunse la vetta piantò una bandiera con scritto “Women’s Vote”.  Passò alla storia come affermata suffragista, seguace del movimento femminista per l’estensione del suffragio elettorale alle donne e come promotrice del panamericanismo, la pace tra le Americhe. La sua ultima scalata fu il Madison nel New Hampshire, alla veneranda età di 82 anni. Morì di polmonite due anni dopo a New York.

“L’arrampicata è un lavoro duro e ostico. L’unico vero piacere è la soddisfazione di andare dove nessun uomo è stato prima e dove pochi potranno seguirti” – Annie Smith Peck

… è in cantiere il secondo articolo con altre 5 donne viaggiatrici 😉

 



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