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FullMoon party Tailandia

Viaggiare responsabilmente non significa viaggiare low cost

A volte, ho notato, c’è una visione distorta del turismo responsabile, in cui i backpackers – essendo in contrapposizione con i “turisti di massa da villaggio turistico” – vengono identificati come viaggiatori responsabili. Niente di più sbagliato. 

FullMoon party Tailandia
Full Moon party in Thailandia

Viaggiare in autonomia – di solito – comporta una maggiore interazione con la popolazione locale, di conseguenza in molti pensano che il viaggio zaino in spalla sia un modo più sostenibile di viaggiare. In realtà la cosa da prendere in considerazione è COME avviene questa interazione e – oltre alla qualità dell’incontro interculturale  un turista è più o meno responsabile in base, anche, al suo impatto ambientale ed economico. 

Inizio demitizzando la figura idealizzata del “backpacker esploratore”. Non è più così. Oggi tutti possono viaggiare. Il viaggio ha perso il suo significato, si viaggia più per apparire che per sentire. Si è perso il piacere della scoperta e della conoscenza. Sono molte le mancanze di rispetto verso l’ambiente e la cultura locale, da parte di tutti i turisti, backpackers inclusi.  

—> NOTA: tutto ciò che segue è a tutti gli effetti una generalizzazione della categoria “backpackers”, utilizzata per descrivere una tendenza e non per criticare l’intera categoria, a cui io stessa appartengo.

Ho visto molti backpackers gettare rifiuti a terra, “tanto è già pieno di spazzatura”non conoscere una parola della lingua locale “tanto parlano anche inglese”vestire con shorts inguinali in paesi musulmani dove le donne si coprono fino alle caviglia, “tanto lo sanno che siamo turisti” o chiedere ospitalità solo per dormire gratis, senza apprezzare il vero senso dell’accoglienza, “figo il couchsurfing, così dormo gratis!”

Turisti stupidi

Spesso non sono informati sulla storia, usi e costumi del paese che stanno visitando. Mi è anche capitato di sentire questa: “sono un viaggiatore, non pago le guide locali, io esploro. Della serie “il vero uomo non deve chiedere, mai”. Non ho trattenuto una risata. Per gli esploratori del passato le guide locali sono sempre state preziose. Non solo ti spiegano cos’hai attorno e dove sei, spesso fanno anche da interpreti, soprattutto quando ti trovi in posti sperduti, in villaggi dove non parlano una lingua straniera. Spesso diventano amici e ti portano dalle loro famiglie e permettono di ampliare la conoscenza con la popolazione locale. Mentre gli auto-dichiarati “veri viaggiatori esploratori” alla fine finiscono per fare baldoria in ostello coi loro simili.

Non coinvolgere le guide locali nel proprio viaggio significa anche non contribuire all’economia locale. Oltre a “sono un vero viaggiatore, non pago guide, io esploro” è gettonatissimo anche “non ho i soldi per pagare una guida”…. ma di solito per le birre i soldi non mancano mai.

Specifico che non c’è nulla di terribile a fare una vacanza per puro scopo di divertimento, invece che un viaggio di scoperta. Che dire.. son scelte personali. E’ il COME che fa la differenza, infatti il tema di questo articolo è un altro: i backpacker non sono viaggiatori più responsabili di altri e il turismo responsabile non c’entra nulla col budget di un viaggio.

Proviamo a fare qualche esempio pratico.

Una coppia di sessantenni che viaggia autonomamente, alloggia in un albergo a gestione locale, magari anche spendendo di più per una struttura ecosostenibile, assume guide del posto per visite ed escursioni.

Un gruppo di persone che partecipa a un viaggio organizzato da un tour operator responsabile, che sceglie strutture e guide locali, coinvolge le realtà del posto e le supporta e sensibilizza i viaggiatori a ridurre la produzione di rifiuti.

Questi viaggiatori possono essere turisti molto più responsabili di un backpacker.

Ho visto backpakers litigare animatamente (con persone in evidenti condizioni di povertà) per avere uno sconto di 50 centesimi per un passaggio in tuk tuk , per poi spenderne altri dieci per comprare magic mushrooms o ganja.

A causa di questi comportamenti sempre più diffusi, molte località si sono adeguate alla richiesta, fornendo droghe e musica a tutto volume fino a tarda notte – anche nella giungla – snaturando la realtà locale, la vita degli abitanti e diventando a tutti gli effetti dei “luoghi per backpackers” che non fanno altro che riproporre la cultura occidentale, quindi paragonabili proprio ai villaggi turistici, spesso criticati dagli stessi backpackers! 

 

VILLAGGI TURISTICI 

In questo articolo backpackers e villaggi turistici sono messi sullo stesso piano, perché in entrambi i casi si parla di turismo low-cost vs turismo sostenibile. 

I pacchetti volo + hotel all-inclusive sono quelli che costano di meno, quelli che compongo il turismo di massa. Costano poco. “800 euro volo + 7 notti hotel e pasti a Sharm el-Sheikh”, quante volte abbiamo visto annunci simili nelle vetrine delle agenzie? Pacchetti all-inclusive in villaggi turistici, che hanno un impatto ambientale e sociale disastroso: cementificazione di ambienti naturali, produzione abnorme di rifiuti, rilascio in mare dei liquami, privazione delle risorse idriche, personale locale sottopagato, aumento della prostituzione e della povertà, mercificazione della cultura.

Sono da distinguersi i resort eco-sostenibili, che sono in crescita e non sono da confondere coi villaggi turistici. Sono strutture, spesso anche di lusso, costruite con materiali locali, pannelli solari, impianti speciali per il riciclo dell’acqua e tante attenzioni come carta riciclata, impiego del personale locale adeguatamente retribuito, numero di camere limitato. 

Una struttura eco-sostenibile ha un minor impatto ambientale, ha fatto investimenti per raggiungere certi livelli di eco-sostenibilità, può avere maggiori costi di gestione, per questo costa di più rispetto a un villaggio turistico. Paghi la qualità, mentre i villaggi turistici puntano sulla quantità (hanno centinaia di stanze).

La sostenibilità di un viaggio non dipende dunque dal budget o dalla tipologia (viaggio di gruppo o indipendente), ma dal PROPRIO COMPORTAMENTO in viaggio.

Per quanto riguarda invece villaggi turistici, la scelta rimane, con le crociere, tra le più insostenibili.  

Commenti:

  • 13 Settembre 2013

    Paolo Rodo
    Ciao Paolo, intanto mi fa molto piacere che un gran viaggiatore come te commenti sul mio blog 🙂
    Hai ragione, la cosa essenziale è essere consapevoli del proprio impatto. Concordo! Ma per esserlo credo sia necessario essere informati sulla cultura locale oppure avere una spiccata sensibilità/apertura verso "l'altro".
    (Se con "informato" invece ti riferivi alla storia del paese vedi risposta sopra a proposito).
    Per quanto riguarda la spesa non conta certo quanto uno spende, piuttosto come e dove.
    Grazie per il tuo commento.

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