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Prima di tutto vorrei sfatare la visione comune del turista responsabile. Non necessariamente questo tipo di viaggiatore deve avere uno zaino sulle spalle, rinunciare ai comforts,  lavarsi con acqua fredda, mangiare al mercato, fare trekking stremanti, visitare progetti di cooperazione e fare volontariato. Trolley o Zaino.pngIl viaggiatore responsabile si distingue dagli altri perchè ha la consapevolezza che ogni destinazione è la casa di qualcuno, non ha importanza il tipo di viaggio, ma il comportamento dell’ospite nei confronti dei padroni di casa… e della casa.
Tuttavia questa visione che associa la sostenibilità all’avventura si è diffusa proprio perché oggi il turismo sostenibile si limita generalmente a proposte turistiche di questo tipo (volontariato, turismo comunitario, turismo rurale, turismo sociale…) ed  è, a mio avviso, la ragione per cui rimane un turismo di nicchia.
Specifico che questa critica (costruttiva) al turismo sostenibile viene da una viaggiatrice che adora il turismo culturale, il turismo comunitario, il turismo rurale e il turismo sociale, ma che è allo stesso tempo consapevole che nel mondo i turisti sono quasi un miliardo e che se l’obiettivo è cambiare l’impatto negativo del turismo di massa,  ridursi ad una nicchia senza ampliare le proprie vedute è un peccato
Ognuno di noi viaggia per motivi differenti: cultura, avventura, relax, natura, lavoro. Sarebbe meraviglioso se tutti i turisti considerassero il viaggio come un momento di arricchimento culturale, ma è pura utopia. Sono tantissimi i “turisti del dolce far niente” che vogliono solamente evadere dalla loro stressante quotidianità fuggendo verso mete esotiche, rilassarsi al sole e crogiolarsi nei vizi. Legittimo.  Non è sicuramente il mio caso, ma ognuno è libero di avere i propri interessi. I “turisti del dolce far niente” o “turisti stanziali” rappresentano la maggioranza, allora perchè il turismo sostenibile e responsabile  si rivolge quasi esclusivamente ad un target curioso e avventuroso? Perchè invece non crea alternative per i turisti stanziali? Oggi è impensabile che un “turista del dolce far niente” si converta ad un turismo più etico,  perchè non ci sono alternative adatte a lui.  Le proposte vanno dagli impegnativi viaggi itineranti ai costosi e lussuosi eco-resort… una via di mezzo? 
Per conquistare un’altra fetta di mercato e per ridurre il disastroso impatto del turismo di massa sarebbe astuto, da parte degli operatori turismo sostenibile, ampliare le proprie offerte proponendo, oltre agli itinerari per curiosi e avventurosi, anche mete rilassantinon limitandosi solo ai viaggi itineranti.
Sono ben accolte osservazioni, critiche e opinioni. 

Comments:

  • 25 Giugno 2012

    Concordo pienamente, era proprio quello che volevo trasmettere con il post: la sostenibilità di un viaggio non dipende dal budget, ma dall'atteggiamento del viaggiatore nei confronti di ciò che ha attorno.

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