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Treviso – Conegliano non è solamente prosecco!

Prosecco. Questa è la prima e unica parola che probabilmente viene in mente alle persone, quando sentono nominare Conegliano, la mia città. L’associazione è automatica, immeditata, veritiera: Conegliano è la terra del prosecco. L’associazione, però è anche limitata, incompleta, riduttiva: Conegliano non è solo la terra del prosecco, è molto di più.

Conegliano Panorama

Conegliano è fantasia e mito

È ormai certo che il nome della città derivi da Coneclanum e, prima ancora, da Cuniculanum, Terra di Conilius, uno degli antichi proprietari di queste terre. Per secoli, colorate e divertenti leggende hanno, invece, sostenuto che il toponimo cittadino derivasse da Colle di Giano. Tale Giano, che in base ai diversi racconti assumeva i connotati di Giano il Troiano, Noè-Giano o Giano il dio bifronte, a seguito di un lungo viaggio, in un lontano e non meglio precisato passato, avrebbe fondato la città di Conegliano. La figura di Giano è pura fantasia, ma la magia è rimasta nell’aria. Quando dalla periferia della città sposto lo sguardo verso il centro e vedo il Castello di Conegliano che, dall’alto del colle su cui sorge, abbraccia e protegge l’intera comunità sottostante, faccio immancabilmente un tuffo nel passato e vedo il nostro Giano arrivare da chissà dove, salire sul colle, costruire la sua casa e mettere al mondo numerosi figli, dando vita a Colle di Giano, la mia Conegliano.

Conegliano è storia

Via XX Settembre, l’antica Contrada Grande, è il centro storico della città ed è piacevole percorrerla interamente da Porta Dante a Porta Leone, entrando e uscendo dai suoi portici con il naso all’insù. Piazza Cima è l’ombelico di via XX Settembre: oltre ad essere circondata da palazzi storici, durante i fine settimana di bel tempo, viene invasa da giovani (e meno giovani) che in orario aperitivo frequentano i bar e le osterie della zona per l’imperdibile appuntamento con lo spritz.

Il Teatro dell’Accademia e le sue due sfingi con il seno scoperto e prosperoso ricordano l’acceso battibecco tra la committenza e l’allora parroco, che non era disposto ad accettarle. La diatriba si concluse con un compromesso: le sfingi e i loro seni potevano rimanere, a patto che venissero coperte da una foglia la parti intime delle sculture nelle nicchie della facciata del Teatro. E così fu.

Casa Longega è una testimonianza concreta di come fosse Conegliano nella prima metà del XV secolo: una città-fortezza, costruita in mattoni d’argilla. L’Hotel Canon d’Oro e l’elegante affresco sulla parete esterna dell’edificio raccontano che un tempo lì sorgeva il Monte dei Pegni.

Conegliano è cucina

Ristoranti, trattorie, agriturismi, osterie, pub. Carne, pesce, tofu, radici e fasioi, hamburger, sushi. Spendere tanto, spendere poco, spendere il giusto. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dopodiché entrerete nel paradiso gastronomico.

Conegliano è Maddalena Montalban Comello

Questa donna, nata nel 1820, ebbe una vita avventurosa e fuori dagli schemi. Coraggiosa, rivoluzionaria, determinata, fedele al proprio credo politico, convinta che le donne potessero fare le stesse cose degli uomini, Maddalena potrebbe perfettamente incarnare un’eroina dei giorni nostri.

Conegliano è arte

All’interno del Duomo è conservata l’opera Vergine con Bambino e Santi dipinta da Giambattista Cima (1459/60 – 1517/18), il pittore che è nato e cresciuto a Conegliano e che è conosciuto in tutto il mondo. La sua casa, in via Giambattista Cima, è aperta al pubblico.Conegliano Centro Storico

Conegliano è giudaica

Nel centro della città sono ancora presenti alcune tracce dell’antico ghetto ebraico e, poco distante, alla fine di una breve salita, si trova il cimitero ebraico.

Conegliano è natura

Le passeggiate che si possono fare, a piedi o in bicicletta, o i momenti di relax che si possono avere in mezzo al verde e immersi nella tranquillità sono numerosi: lungo l’argine del Fiume Monticano, attorno al Lago di Pradella in località Ogliano, tra le colline che circondano la città.

Fiume Monticano

Conegliano è panorama

La vista che si può avere dal medioevale Castello di Conegliano, durante una giornata tersa, vale la fatica di chi decide di arrivarci a piedi, anziché in auto. Gli occhi saranno, poi, nuovamente ripagati se si decide di tornare in centro città, percorrendo Calle Madonna delle Nevi, una stradina pedonale a ridosso delle mura occidentali della città e ricca di resti storici.

Quindi no. Non fatemi più arrabbiare.
Conegliano non è solamente la terra del prosecco.


Articolo di Irene Rosolen di www.homeprints.it



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