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Sono una toubab (Senegal)

Senegal 499
Vagando per le strade del quartiere noto che le persone mi guardano e bisbigliano tra loro, soprattutto le ragazze e  i bambini. Nella periferia non ci sono turisti e quei pochi bianchi che si aggirano per le strade sono già conosciuti dalla comunità; io invece no, sono nuova e sono bianca. Sono una TOUBAB. Questa parola in wolof significa “uomo bianco”, il suo corrispettivo potrebbe essere “gringo” in Sud America.
Nonostante non sia una novella viaggiatrice provo una sensazione di disagio, mi sento come se girassi nuda per la strada, mi sento fosforescente. Tutti mi guardano, e i bambini, indicandomi con un dito, gridano “toubab! toubab!”. I bambini lo fanno con allegria, ma negli adolescenti e negli adulti percepisco astio e diffidenza. La cosa non mi stupisce, dopo secoli di colonialismo, non mi aspetto certamente, in territorio africano, di essere benvoluta da tutti. E’ facile generalizzare su una razza, e qui vedo con i miei occhi com’ è il “razzismo al contrario”. Come affrontare questo disagio? Come abbattere questa barriera e farmi accettare? La prossima volta che mi gridano “toubab! toubab!”(bianca! bianca!) devo trovare il modo di rispondere con ironia.
L’occasione si ripresenta dopo pochi passi: di fronte ad un negozietto c’è un gruppo di donne, ovviamente al mio passaggio si zittiscono, mi osservano e bisbigliano tra loro, l’unica parola che capisco è “toubab”. Mi fermo, le guardo, penso “spero vada bene altrimenti mi picchiano” e con un sorriso a 32 denti dico: “Nion Ghi Fi, Man gui toubab, yeen en ngui ñuul!“, che in italiano significa “Salve a tutte voi, io sono bianca e voi siete nere!”. Scoppia una lunga e grassa risata alla senegalese, con la dentatura bianchissima esposta, una risata di quelle intense, di quelle che uniscono. Rimango con loro qualche minuto tentando di avere una conversazione in wolof, ma non è facile, la mia conoscenza della lingua è ancora molto misera, ma sono comunque soddisfatta.
Fare un piccolo sforzo per studiare la lingua pre-coloniale di un paese dà le sue grandi gratificazioni.



One Comment

  1. che bella esperienza, semplice ma molto gratificante 🙂
    Il Senegal… che bellissimo paese dev'essere. grazie per aprirmi una finestra sull'Africa!

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