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Il Silbo, un’antica lingua fischiata che esiste solo a La Gomera – Canarie

Il Silbo è qualcosa di straordinario, qualcosa che è difficile solo immaginare.

Qualsiasi antropologo o etnografo andrebbe in brodo di giuggiole, trovandosi davanti ad una vera e propria lingua fischiata, “parlata” tutt’oggi solamente in una piccola isola delle Canarie, La Gomera.

Il Silbo nasce in un’epoca lontana come metodo di comunicazione tra i pastori, da una vallata all’altra. Nel 1999 il governo locale ha dichiarato il Silbo Patrimonio Etnografico delle Canarie e nel 2009 è stato dichiarato dall’Unesco come un capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.

STORIA E ORIGINE DEL SILBO GOMERO

Il Silbo è stato creato dai Guanci, l’antico popolo delle Canarie. Quando nel Medioevo i primi europei arrivarono alle Canarie i Guanci vivevano ancora nelle caverne, erano circa 80.000 ed erano ancora all’età della pietra. Gli ultimi indigeni di questa popolazione vissero fino al 1496, poi la loro cultura è scomparsa, ma ha lasciato le sue tracce. Fino al 1600 il Silbo veniva utilizzato dai pastori nelle isole de El Hierro, Tenerife e Gran Canaria. Oggi sopravvive, con orgoglio della popolazione locale, solamente nell’isola de La Gomera (e qualche residuo a El Hierro).

La lingua sopravvisse a lungo perchè era facile da apprendere e perchè permetteva di comunicare a grandi distanze. Il suo utilizzo diminuì considerevolmente verso il 1950, con l’arrivo del telefono, ma uno dei motivi più significativi fu l’abbandono della pastorizia e dell’agricoltura. Verso gli anni ’70 il boom economico e la modernizzazione crearono nelle persone una sorta di disprezzo verso tutto ciò che era legato alla vita rurale, che veniva associata alla povertà. Le famiglie non volevano che i figli parlassero questa “lingua dei pastori”. Questo fenomeno è avvenuto anche in Italia: tutti volevano un lavoro sicuro in fabbrica e andare a vivere in città; oggi invece vengono valorizzati edifici e tradizioni rurali e tutti sognano una vita più serena in natura.

Verso il 1995 la lingua fischiata dei pastori era prossima all’estinzione e il governo dell’isola de La Gomera iniziò a comprenderne il valore, riconoscendola come patrimonio storico culturale di notevole importanza. Nel 1999 il Silbo è dichiarato Patrimonio Etnografico delle Canarie e diventa materia obbligatoria nelle scuole dell’isola, primaria e secondaria. Nel 2009 l’Unesco introduce il Silbo nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. 

 

IL SILBO GOMERO OGGI

Grazie all’introduzione del Silbo delle scuole e al processo di rivitalizzazione della lingua, oggi quasi tutti gli abitanti de La Gomera conoscono il Silbo. C’è comunque un gap culturale: lo parlano bene i giovani che hanno frequentato la scuola dopo il 1997 e chi è nato prima del 1950. I nati tra il 1950 e il 1980 lo comprendono, ma non sono in grado di parlarlo.

Foto storica di un silbador

La popolazione locale è molto orgogliosa del suo linguaggio fischiato, considerato parte integrante dell’identità dell’isola. Il Silbo viene ancora oggi utilizzato  durante i riti tradizionali e le cerimonie religiose e nell’isola c’è addirittura un monumento dedicato.

Questo antico linguaggio sopravvive anche grazie al turismo, nonostante la piccola isola de la Gomera sia visitata solamente dall’1% dei turisti che si recano alle Canarie. A La Gomera ci sono vari musei dedicati alla cultura rurale, come il Parco Etnografico e il Centro Visite del Parco del Garajonay e non sarà difficile trovare qualche paesano disponibile a fare una chiacchiera fischiata. Qui tutte le informazioni su Cosa fare a La Gomera.

COME SI FISCHIA IL SILBO? 

La lingua è composta da otto suoni, due vocali e quattro consonanti, e permette di esprimere 4.000 parole. Per modulare i suoni si mettono le dita in bocca, mentre le mani vengono utilizzate per amplificare il suono. Ogni fischio è distinto dall’altro in base alle interruzioni e al tono.

E’ DAVVERO L’UNICA LINGUA FISCHIATA AL MONDO?

No, non è l’unica lingua fischiata al mondo.

Silbo - lingua fischiata Gomera

Ci sono vari luoghi in cui si comunica coi fischi: i Mazatechi in Messico, i Bai nella regione cinese dello Yunnan, il villaggio di Kuşköy  in Turchia, gli abitanti della valle d’Aas in Francia.

Sono di solito zone poco popolate, dove ci sono i pastori e dove non c’è copertura telefonica. Sono lingue nate per comunicare a grandi distanze: il fischio, a differenza delle parole, viene percepito fino a cinque chilometri. Semplicemente straordinario. Sono felice che a La Gomera, come in Francia, queste lingue siano state riconosciute e vengano tutt’ora insegnate nelle scuole: è un patrimonio storico inestimabile.



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