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Aeroporto

Si dice che chi viaggia abbia la mente aperta e che viaggiare sia una scuola di vita.

Sui viaggiatori esistono molti luoghi comuni, veri solo nella misura in cui noi ci sforziamo di renderli veri. 

Per vedere la realtà dei fatti, quindi che un viaggiatore è una persona come le altre, basta guardare le code ai gate, le reazioni di fronte a problemi come il ritardo del volo, i bagagli smarriti o il traffico, e il modo che i viaggiatori hanno nel rivolgersi a ristoratori, camerieri, albergatori e personale, quando le cose vanno male.

Essere viaggiatori migliori significa essere persone migliori: uno sforzo quotidiano e costante che non ha nulla a che fare con la nostra geografia di vita.

Tutti, ogni giorno, ci troviamo di fronte a svariati problemi, che plasmeranno le nostre vite in base a come li affrontiamo. 

I problemi sono in realtà delle opportunità di crescita

Oggi vorrei parlarti di quelle che, nella mia esperienza personale, sono state delle piccole grandi sfide per essere una persona e viaggiatrice migliore, anche nei mille inconvenienti che possono capitare in viaggio.

RITARDO DEL VOLO AEREO


Tempo fa mi è capitato di vivere la situazione incresciosa (anzi, quasi drammatica) di un volo per l’India che ha accumulato notevole ritardo nell’imbarco e, quindi, anche nell’arrivo. 

Non parlo del quarto d’ora accademico, ma di un volo che per motivi organizzativi era in ritardo di tre ore e mezza. 

Dall’altra parte del mondo mi attendevano i viaggiatori che avrei dovuto accompagnare come guida del viaggio! Il ritardo comportava quindi dei disagi concreti non solo per me, ma anche per loro (cosa che ha reso l’attesa insopportabile).

In più, le vibrazioni negative aumentavano al sentire le altre lamentele, a volte anche urlate dai passeggeri innervositi. 

In quel momento mi sono chiesta se esistesse un modo più umano per affrontare una situazione negativa.

Sicuramente rabbia, fastidio e ansia avrebbero peggiorato quei momenti di attesa, soprattutto senza cambiare concretamente nulla della spiacevole situazione. 

Quindi ho respirato a fondo, ripetendomi che tutto sarebbe andato bene – PENSIERO POSITIVO – e con qualche telefonata ho organizzato soluzioni alternative per l’accoglienza dei viaggiatori a Delhi. Mentre attendevo, Google mi ha portato sul sito di AirHelp, dove ho preso informazioni per il rimborso per il ritardo del volo.

La consapevolezza di poter gestire la cosa mi ha rimessa in pace con il mondo, anzi ho anche scoperto e usufruito dei “privilegi” che la normativa europea concede a chi è vittima di una situazione simile: risarcimento economico, volo alternativo, cibo e bevande gratis in aeroporto durante l’attesa!!

NON C’E’ IL WIFI

Non c'è il wifiAmmettiamolo, ormai senza connessione a internet ci sentiamo persi.

È capitato per un attimo anche a me, la prima volta che mi sono trovata in un luogo in cui la connessione e l’utilizzo di internet non fanno parte dei “diritti fondamentali della vita quotidiana” come è ormai in Europa.

Cosa ho provato nei miei momenti offline?

In compagnia si parla di più, quindi si riscopre la condivisione e il confronto, di conseguenza un arricchimento del proprio bagaglio emotivo ed esistenziale.

In solitudine ho scoperto che l’uso di internet spesso riempie spazi vuoti che un tempo colmavamo PENSANDO.

Spesso serve, inconsapevolmente, a scacciare i pensieri, non si fanno più lunghi ragionamenti sulle situazioni e sulle emozioni, allontanandosi da se stessi.

Senza internet mi sono resa conto che le cose importanti sono altre. Quindi anche qui… a cosa serve innervosirsi? A nulla. Trasforma il problema in opportunità e dai libero spazio alla tua immaginazione.

RECENSIONI SU TRIPADVISOR

Quante volte ci è capitato di non essere soddisfatti del servizio che abbiamo ricevuto in hotel, B&B, ristorante ecc…?

Ormai è parte delle nostre abitudini esprimere la nostra soddisfazione o insoddisfazione sui trattamenti ricevuti, attraverso le recensioni.

Personalmente, prima di demolire pubblicamente l’attività svolta da altri, mi chiedo il vero motivo dell’inconveniente, pensando soprattutto se è stato causato da malafede, disattenzione o da altro.

Se in molti casi la recensione negativa è adeguata (scritta in maniera educata), in molti altri sarebbe più utile condividere la propria insoddisfazione direttamente col responsabile o il manager, anche solo per vederne la reazione, con l’obiettivo di dare una critica costruttiva.

Le statistiche inoltre svelano che di fronte ad un’esperienza positiva tendiamo a gioirne nell’immediato, ma a non dedicare 5 minuti del nostro tempo per condividerla, mentre siamo invece più propensi ad impiegarne 10 per scrivere una recensione negativa, quindi ricordiamoci di recensire più spesso le nostre esperienze positive.

Credo davvero che il viaggio sia una scuola di vita e che i problemi siano in realtà delle opportunità di crescita, credo anche che molti di noi abbiano l’innata capacità di trasformare un piccolo imprevisto in un problema insormontabile.

Non concentriamoci dunque sul problema in sé, ma su come affrontarlo e con quale stato d’animo.

Non restiamo ancorati alle ansie, rabbie e paure, togliamole dalla vita e dai viaggi

 

Comments:

  • Rondilone

    21 Settembre 2018

    Ho letto che accompagni gruppo in India.mi e piaciuto tanto il tuo post.puoi dirmi per favore quando organizzi il prossimo viaggio ? Grazie

    reply...

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