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Viaggiando soli si esplora il mondo, ma anche se stessi, io la chiamo meditazione errante.  
La scelta di viaggiare da soli per lunghi periodi necessita di un atteggiamento di apertura e di estrema umiltà.
Viaggiare da sola

Amo viaggiare da sola perchè:

Lasciarsi trasportare dal mondo attorno è una sensazione inebriante, le energie dei luoghi e delle persone ti entrano dentro e il viaggio diventa un percorso dentro se stessi.
 
Da soli si ha una maggior capacità relazionale, è più semplice fare nuove amicizie, approcciare la gente del posto e inserirsi in un nuovo contesto culturale.
 
Si creano rapporti autentici e genuini, cosa che spesso non accade quando si è in gruppo o quando si viaggia per brevi periodi.
 
Si apprezzano i rumori, gli odori, i silenzi.
 
Si ha tempo per pensare, leggere e scrivere.
 
E’ un modo di viaggiare che esalta la creatività, la semplicità, l’autonomia, la scoperta e la crescita personale, è una ricerca costante, un apprendimento continuo. 
 
 
Ogni mio viaggio in solitaria segue il flusso degli eventi e degli incontri, è un percorso di crescita personale, per esplorare luoghi e culture diverse, perché è attraverso l’altro che conosciamo noi stessi.
 
“Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli. È un modo per superare la paura dell’altro e anche di sé stessi, in cui ci si trova a fronteggiare la nostalgia, si arriva alla riscoperta delle radici. Finché non fai un viaggio da solo non impari a rapportarti con gli altri”
Paolo Rumiz
 
 
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Comments:

  • Andrea

    23 Maggio 2018

    Trovo il tempo adesso di riscrivere un commento lasciato qualche giorno fa ma del quale durante la “submission” c’era stato un problema di connessione. Nel caso fosse un duplicato cancellalo tranquillamente …

    Fino a non molto tempo fa, Valentina, pensavo che il viaggiare qualunque definizione avesse
    contenesse sempre un minimo comune multiplo: il muoversi da solo.
    Questo a prescinere dal luogo o dalla durata o addirittura anche dal modo.
    Quello che scrivi nel vedere il viaggio come una meditazione errante e’ molto
    vero ed e’ una definizione che ti “copiero'” tanto descrive bene la spinta interiore che genera la necessita’ o la voglia di partire.
    Nella mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare abbastanza per piacere o per lavoro
    e spesso l’ho fatto da solo in funzione proprio di una visione del viaggio simile
    a quella che descrivi tu.
    Ammmetto pero’ che negli ultimi anni ho una visone o meglio un’opinione parallela
    relativa al viaggio e si chiama condivisione.
    E’ ovvio dipende con chi e quanto ma credo che la condivisione di un viaggio abbia una valenza aggiuntiva
    e forse altrettanto educativa a livello relazionale.
    Tu scrivi: ” Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli” ed e’ sicuramente vero ma allo stesso
    tempo credo che la condivisione sia altrettanto imporatnte nella crescita, nel senso che la condivisione significa principalmente
    imparare a scendere a compromessi con gli altri, imparare a capire che il mondo e’ fatto di scelte spesso da vivere
    con chi ti sta vicino (lavoro, vita, amicizie)… insomma si impara a capire che
    non sei solo al mondo e le tue scelte a volte nella vita vanno pesate in funzione degli altri anche nel viaggio.

    E’ una duplice visione che si chiude secondo me ad anello sullo stesso argomento che e’ l’importanta del viaggio nel proprio percorso
    personale.

    Vorrei infine riportare un pensiero che ho letto diverso tempo fa ma rispetto al quale non ricordo l’autore o l’autrice (che mi piacerebbe
    citare ma proprio non ricordo il nome …):
    “E allora il viaggiatore parte, ma partendo pensa al ritorno, e tornando pensa già ad una nuova partenza. E se in un luogo fisso questi bisogni contrastanti di autonomia e
    movimento da una parte, e di appartenenza e stabilità dall’altra risultano contradditori, non sono conflittuali se messi nella sequenza
    di un viaggio. Sta proprio in questo la ragione dell’eterno richiamo della strada: è l’unica possibilità per far convivere queste spinte
    altrimenti inconciliabili”.
    … e questo richiamo della strada, aggiungo io non necessariamente prevede un percorso sempre solitario.

    reply...
      • Andrea

        29 Maggio 2018

        beh sinceramente io la vedo in maniera simile e sulle persone tendo a mettere un filtro analogo al tuo
        ma con alcuni distinguo basati semplicemente sulla mia esperienza:

        Nel 2004 andai in Messico con una persona verso le quale nutrivo una grande aspettativa
        (maledette aspettative !! spesso sono uno dei “mali” della vita)
        e mi trovai cosi’ male da arrivare a separarci nel corso del viaggio.

        Alcuni anni dopo andai ad Ajanta ed Ellora con un collega che pensavo fosse il classico
        peso morto cosi’ lontano dal mio modo di “vivere” la mia India eppure quei pochi giorni
        si sono trasformati in una bella esperienza di viaggio condiviso che mi ha permesso di conoscere meglio
        cio’ che l’apparenza nascondeva cosi’ bene.

        In generale, da quel poco che leggo di te, magari tu sei una donna ancora in grado di sorprendersi
        davanti ad un’alba sul Gange o magari a commuoversi accarezzando un cucciolo di elefante o magari di gioire
        davanti a dei bambini che giocano a pallone ma non necessariamente chi non manifesta
        esplicitamente queste emozioni non le prova o magari le manifesta in maniera diversa.

        Penso semplicemente che le persone a volte sanno stupirci spesso in negativo e qualche volta in positivo e il viaggio
        condiviso o in parte condiviso spesso ne e’ la prova del nove.

        reply...
        • Andrea

          1 Giugno 2018

          :)

          PS Ho ritrovato il nome dell’autrice della frase riportata e’ Chiara Meriani (il senso del viaggio).

        • Andrea

          1 Giugno 2018

          Ach !
          sicuramente allora mi sbaglio chiedo scusa … anche se ho un “pdf” di un suo lavoro (tesi ?) nel quale di ogni frase non sua cita l’autore mentre di questa no quindi ho pensato che, come di tutte quelle senza citazione, fosse un suo pensiero.
          Se interessa ti mando il link del pdf a info@viaggiarelibera.com

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