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Parco Nazionale di Chitwan, Nepal

Il Parco nazionale di Chitwan è il più antico del Nepal, in lingua hindi la parola Chitwan significa “cuore della giungla”. Si trova nella parte meridionale del Nepal, nella regione del Terai ed è tra i parchi nazionali più rinomati in tutta l’Asia per l’osservazione della natura; dal 1984 è Patrimonio Unesco.

Il parco ospita rinoceronti, elefanti, scimmie, orsi, leopardi, tigri, coccodrilli, pitoni, cervi, scimmie, anfibi, rettili e più di 500 specie di uccelli.

Mappa Nepal e parco Nazionale del Chitwan

QUANDO ANDARE: il periodo climatico migliore va da ottobre a marzo, ma i mesi tra gennaio e marzo sono quelli consigliati per l’avvistamento degli animali selvatici, perché viene tagliata l’erba. I mesi estivi tra giugno e settembre hanno un clima monsonico, con caldo torrido e precipitazioni.

COME ARRIVARE: il parco è a 200 Km da Kathmandu, da cui si arriva in autobus turistico in 5-7 ore, con automobile privata in 4-5 ore o in aereo atterrando a Bharatpur, a 10 Km dal parco. Io sono arrivata via terra dall’India, oltrepassando il confine di Sunauli e muovendomi coi bus locali.

COSTO: l’entrata al parco per gli stranieri, per una giornata, è di 1700 npr (rupie nepalesi), circa 15 euro, spesso incluse nei pacchetti proposti dalle guide. Prenotando un’escursione da Sauraha chiedete sempre se è già inclusa la tariffa d’entrata, a volte è esclusa. Se comprate il biglietto d’entrata dopo le 14 potrete accedere al parco tutta la giornata successiva.

DOVE ALLOGGIARE: all’interno del parco di sono alcuni eco-lodge, ma la maggior parte dei turisti sceglie di fare base a Sauraha, un piccolo paese dove si concentrano guesthouse, ristorantini tipici e le agenzie che organizzano le attività nel parco. Attorno al paese ci sono i villaggi Tharu, visitabili noleggiando una bicicletta. Io ho scelto di alloggiare all’Holy Lodge di fronte al fiume e non me ne sono pentita: ampie camere luminose e pulite, un ottimo ristorante e soprattutto lo staff, gentile e disponibile, Ramu in particolare.

ATTIVITA’ DI INTERESSE NATURALISTICO
al PARCO NAZIONALE DI CHITWAN:

L’hotel in cui ho soggiornato offre, come tutte le strutture a Sauraha, tour e attività in foresta, ma io ho preferito distribuire il mio denaro a più attività (considerando la situazione economica attuale in Nepal), quindi mi sono affidata ad alcuni dei numerosissimi tour operator di Sauraha.

Trekking nella giungla: il parco nazionale del Chitwan è una delle pochissime riserve al mondo che si possono esplorare a piedi. E’ possibile organizzare una jungle walk di una mezza giornata o di una o più giornate, sempre accompagnati da guide esperte, da soli o in gruppo. Se si è da soli sono obbligatorie due guide. Prima di optare per questa scelta considerate che questa camminata nella giungla comporta dei rischi: non è come un normale trekking, siete in una riserva e non è da escludere l’incontro ravvicinato con rinoceronti (anche tigri, ma è meno probabile) che potrebbero anche attaccare. Gli incontri pericolosi non sono frequenti, ma ci sono, quindi valutate bene se questa camminata nella giungla fa al caso vostro. Sentirete come non mai la sensazione di non essere nel vostro habitat e di essere vulnerabili. Per me è stata un’esperienza emozionante e indimenticabile, ho avvistato tre rinoceronti, di cui una mamma col suo piccolo, oltre a daini, coccodrilli e scimmie. La tigre del Bengala non si è vista, ma meglio così, la rispetto così tanto che preferisco non sia disturbata!

NOTA –> dovunque siate nel mondo, se fate un’escursione per avvistare gli animali selvatici partite accettando il fatto che potreste anche non vederli: se sono selvatici nessuno può garantirvi gli avvistamenti! Ho visto dei turisti coreani lamentarsi con le guide al ritorno dalle escursioni, perchè non avevano visto la tigre e gli orsi e volevano essere rimborsati. No comment.Rinoceronte col suo piccolo AL Parco nazionale di Chitwan

Jeep safari:  chi preferisce la sicurezza all’avventura e vuole evitare la possibilità di trovarsi faccia a faccia con un rinoceronte durante un trekking, può addentrarsi nel parco con una jeep, un’alternativa meno sostenibile per l’uso di carburante, ma allo stesso tempo un ottimo modo di osservare gli animali selvatici e fare fotografie nella giungla di Sauraha.

Jungle stay:  dormire nel bel mezzo della foresta è sicuramente un’esperienza avventurosa ed è un modo non invasivo per avvistare gli animali selvatici. All’interno del parco sono state costruite delle torri dove è possibile trascorrere la notte accompagnati da guide esperte. 

Escursione in canoa: è il modo più rilassante di esplorare il parco, ideale per osservare e fotografare gli uccelli acquatici e i coccodrilli sulle sponde del fiume. In canoa è possibile raggiungere Jagatpur, un’altra località turistica di Chitwan, a 18 km da Sauraha. Volendo si può abbinare una breve escursione in canoa con altre attività.

Bird-watching: il Chitwan è uno dei migliori posti al mondo per l’osservazione e lo studio dell’avifauna, il parco ospita più di 500 specie di uccelli. Ci sono zone del parco dedicate esclusivamente al bird-watching.

Escusioni in bicicletta: potete farle in autonomia perdendovi tra le campagne circostanti, tra i villaggi tharu, boschi e fiumi. Consiglio di fare una sosta al Tharu Culture Museum, il piccolo museo etnografico dedicato alla cultura Tharu e al Wildlife Display and Information Centre, una mostra che si rivolge più che altro agli studenti che ai turisti, che potrebbero considerarla macabra. Da “viaggiatrice studiosa” io l’ho trovata molto interessante. E’ una mostra scientifica quindi ci sono animali in formalina: coccodrilli, pitoni, feti di elefanti e di rinoceronti, escrementi, pelli di tigre (antiche ovviamente) e calchi di impronte, racconti fotografici di animali selvatici salvati e reintrodotti in natura. Io ho noleggiato la mia bicicletta da Sudip di Nature Encounter Tour, sulla strada principale di Sauraha, e nel negozio di fronte potete procurarvi una mappa di Sauraha.

Safari con elefante: qua tocchiamo un argomento delicato… 🙂
Il safari con l’elefante è tra le attività più richieste e con un breve safari di 1h e 30 potrete avvistare qualche animale selvatico nelle foreste comunitarie, più che nel parco vero e proprio.

Io non sono contro l’atto in sé di salire su un’elefante, il problema è come viene addestrato e trattato l’animale. A Chitwan gli elefanti non sono ben tenuti: anche quelli di proprietà statale dell’Elephant Breeding Centre subiscono ancora il training old style. Questo tipo di training è spiegato con pannelli e fotografie in una stanzetta adibita a museo dell’Elephant Breeding Centre ed è lo stesso che ancora molte popolazioni asiatiche utilizzano per addomesticare gli elefanti; è una vera e propria tortura che serve per sottomettere l’elefante e renderlo docile per l’addestramento. In Thailandia si chiama Phajaan, che letteralmente significa “frantumare lo spirito dell’elefante”.

Nel Chitwan ho visto i mahouts guidare gli elefanti muniti di un grande uncino in ferro e tanti elefanti in catene con evidenti disturbi ossessivi-compulsivi, come dondolare ripetutamente il capo o una zampa, sintomi della prolungata prigionia.

Fare o meno un’escursione su elefante è una vostra scelta personale, che non giudico; mi limito ad informare. Se optate per fare questa esperienza vi invito a comunicare alle vostre guide il vostro disappunto sul tipo training ancora praticato (ce ne sono altri più dolci) o se vedete un elefante maltrattato. Molte cose cambiano nel tempo proprio grazie ai feedback dei turisti. Consiglio vivamente la lettura di questo articolo: Elefanti asiatici e turismo: tutto quello che devi sapere.

Elefante in catene AL Parco nazionale di Chitwan

20.000 lakes (Laghi Bishazari): è una meta rinomata sia per i turisti stranieri che nepalesi, la fitta foresta che circonda il lago è un luogo incantato dove rilassarsi e osservare la fauna, specialmente gli uccelli e i coccodrilli sulle sponde del lago. Il suo nome deriva dal fatto che il lago dista dalla strada circa 20.000 piedi, il lago è uno solo! Spettacolare – e perfetta per una fotografia – l’immagine della foresta riflessa sull’acqua del lago. 

coccodrillo-Parco nazionale di Chitwan

ATTIVITA’ D’INTERESSE CULTURALE

Devghat: è un placido villaggio situato alla confluenza dei fiumi Kali Gandaki e Trisuli, entrambi affluenti del Gange, fiume sacro degli indù. Proprio per l’incontro di questi due fiumi, questo luogo è considerato sacro. Molti anziani decidono di trasferirvisi negli ultimi anni della loro vita per morire qui ed essere cremati sulle sponde del fiume, dove i corpi vengono bruciati sulle pire, come da tradizione indù. E’ una sorta di casa villaggio di riposo per gli anziani e meta di pellegrinaggio per molti indù. Durante la mia visita mi sono unita a suonare e a cantare con delle signore sulla novantina, non ho mai visto anziani così pieni di gioia.Cremazioni Nepal -Devghat

Tour culturali sulle tradizioni Tharu: i tharu sono un popolo di origine mongola che da centinaia di anni vive nella regione del Terai, nel sud del Nepal. La popolazione vive di agricoltura (principalmente mais, grano, riso e orzo), caccia e pesca, con le tradizionali reti fatte a mano. Sono per la maggior parte induisti e in minima parte buddisti, ma in realtà induismo e buddismo si integrano con l’originaria religione animista. I Tharu sono conosciuti per le loro tipiche danze, per le case costruite con il fango e per la loro resistenza alla malaria, da cui sembrano immuni. I villaggi attorno a Sauraha sono tranquillamente accessibili con un’escursione in bicicletta in autonomia, come anche il museo della cultura Tharu (vedi sopra nella sezione “escursione in bicicletta), ma se volete partecipare a un tour organizzato di mezza giornata avrete la possibilità di visitare un villaggio, alcuni artigiani e di assistere alle danze tipiche (organizzate appositamente per turisti). Io ho pedalato da sola e mi sono ritrovata a pelare pannocchie di mais in un villaggio 🙂 



6 Comments

  1. Interessante analisi del Parco, condizioni e situazioni. Sarà la mia meta principale in Novembre e penso di fermarmi per almeno tre giorni; mi hai consigliato alcuni spunti utili che terrò presente nel “girare” nel parco.
    Peccato che il tuo articolo non sia copiabile in file visto che volevo inserirlo nel tablet di viaggio; farò delle copie che poi scannerizzerò (posso ?)
    Importante: vedo che mancano le indicazioni per alcuni libri; se posso consigliarne alcuni (che forse già conoscerai): NEPAL di Daniela Pulvirenti – Polaris, Una birra a Katmandu, Foresta Ancestrale di M. Nicoletti, Il regno dei Malla di G.Tucci
    o altri che sto leggendo.
    Complimenti, namastè

    • Ciao Roberto, sono contenta che l’articolo ti sia utile!
      Non riesci a copiare il testo perchè è protetto da copyright (come la maggioranza dei testi che trovi sul web) come le fotografie, per evitare che questi vengano diffusi senza la “firma” dell’autore del testo o della foto. Se lo vuoi portare con te sul tablet fai uno screenshot delle schermate o qualche foto dell’articolo, è molto più comodo che scannerizzare 🙂 Ti ringrazio immensamente per i consigli letterari, li inserirò nella lista dei libri di letteratura di viaggio –> https://www.viaggiarelibera.com/letteratura-di-viaggio-e-non-solo/ Anzi se hai altri suggerimenti di libri sono benvenuti! Grazie ancora 😉

  2. Esaustiva, sintetica, interessante e moralmente giusta, in una parola Valentina.
    Grazie 👍🏼

  3. Che tristezza vedere gli animali (e la natura in generale, aggiungerei) maltrattati per turismo o qualsiasi altra attività umana 🙁 Anche a me in Asia (Malesia, Thailandia in particolare) è capitato di vedere svariati elefanti che manifestavano chiari disturbi per quello che stavano subendo- come dici tu, il dondolare della testa- e mi spezzava il cuore ogni volta.
    Mi piace molto il tuo modo di viaggiare e di pensarla.

    • Ciao Anna, grazie del commento! Spero che sempre più turisti notino queste cose e facciano presente agli operatori turistici il loro disappunto: se la richiesta cambia, nel tempo anche l’offerta si modifica! (oggi sono ottimista)

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