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Turismo Sostenibile

Sardegna: il Sulcis, tra antiche miniere e percorsi di trekking

Esiste un territorio in Sardegna completamente dimenticato dal turismo di massa. E’ una zona che ha avuto una storia importante, fatta di lavoro duro e difficoltà economiche, tra miniere e grossi impianti industriali. Stiamo parlando del Sulcis, un’area a sud-est dell’isola, che nell’ultimo decennio si è sforzata tanto nel tentativo di valorizzare il suo territorio, per dare ai suoi abitanti un’alternativa economica e sociale, sulla quale basare la propria esistenza.

Sulcis panorama

Nonostante la maggior parte dei turisti prediliga i territori più famosi come la Costa Smeralda, il Sulcis ha tantissimo da offrire e racchiude al suo interno gioielli naturalistici di straordinaria bellezza.

Il vero tesoro del Sulcis consiste oggi nel suo grande repertorio di antiche miniere, le cui origini risalgono alla fine del 1800, quando ricchi proprietari francesi possedevano questi impianti estrattivi e vivevano nei piccoli paesi della zona, portando un tocco di moda francese nel territorio, che spesso stonava con la semplicità e l’umiltà della vita degli abitanti del luogo.

Oggi l’insieme dei resti delle antiche miniere ha dato origine al Parco Geominerario del Sulcis: un vasto territorio dove le miniere sono diventate protagoniste e i turisti interessati possono visitarle, scoprendo la vita che gli abitanti di questa zona della Sardegna hanno vissuto per più di un secolo.

Alla scoperta delle miniere del Sulcis

All’interno del territorio del Sulcis sono tante le miniere che oggi è possibile visitare. In questa piccola guida, ti proporrò tre miniere che ho visitato personalmente e che so che vale la pena visitare.

Mi concentrerò maggiormente sulla zona compresa tra il territorio del comune di Iglesias e Gonnesa sino a raggiungere il territorio di Buggerru, altro piccolo borgo che nella sua storia ha sempre vissuto dall’economia legata alle miniere.

Il motivo per la scelta di questa particolare area è molto semplice:

  • Qui si trovano alcune delle miniere più belle e varie del territorio
  • Le spiagge e il mare di questa zona hanno una bellezza unica
  • Qui sono presenti diversi percorsi di trekking molto affascinanti

INGRESSO ALLE MINIERE: Per l’ingresso alle miniere di questa zona è previsto il pagamento di un biglietto di ingresso, il cui costo varia da 10€ a 15€ in base alla miniera. Il biglietto include  sempre una visita guidata, più o meno approfondita, poiché la difficoltà di accesso alle miniere rende praticamente impossibile una visita autonoma del sito.

Di recente è stata introdotta la possibilità di acquistare online il biglietto di ingresso ad alcune miniere. Il biglietto va acquistato almeno un giorno prima della visita. Qui puoi trovare maggiori informazioni.

#1 Miniera di San Giovanni nel comune di Bindua

Percorrendo la statale 130 si giunge alle porte di Iglesias, una delle cittadine di maggiori dimensioni della zona. Proseguendo dritti al bivio per Iglesias, si accede ad una strada statale che dopo pochi chilometri conduce al piccolo paese di Bindua. Una volta giunti in paese è sufficiente guardare sulla sinistra per notare un vecchio impianto minerario che a prima vista appare completamente abbandonato. In realtà, inoltrandosi sulla strada si giunge all’ingresso della miniera di San Giovanni. La vita estrattiva del giacimento giunse addirittura sino al 1985, anno in cui poi l’estrazione all’interno del giacimento venne completamente abbandonata.

Grotta Minera San Giovanni - Sardegna

Fotogrfia di G.Galleri

L’accesso alla miniera avviene inizialmente tramite una sorta di ascensore che ci porta all’interno del giacimento, diversi metri sottoterra. Successivamente si prosegue invece a bordo di un vecchio trenino che viaggia su rotaia, che era in passato utilizzato dagli stessi minatori.

La caratteristica principale di questo giacimento è che al suo interno venne rinvenuta nel 1952 la cosiddetta grotta di Santa Barbara, protettrice appunto dei minatori. La grotta è un luogo straordinario, dove centinaia di cristalli tabulari di barite bruna, aragonite e calcite si intrecciano ricreando un ambiente fatto di stalattiti e stalagmiti biancastre, che ricreano un’atmosfera incantata.

 

#2 Miniera di Porto Flavia a Masua

La miniera di Porto Flavia è forse quella a cui sono maggiormente affezionato. Per anni infatti sin da piccolo ho frequentato in estate la vicina spiaggia di Masua, che ospita sulla sua sabbia un’antica laveria abbandonata. La laveria è una struttura specializzata nella lavorazione del minerale grezzo estratto da una miniera.

Porto Flavia Sardegna

La vicina miniera di Porto Flavia non è una vera e propria miniera, poiché qui in passato non avveniva estrazione, ma era un punto di passaggio per i materiali minerari raccolti nei giacimenti della zona, che qui giungevano a bordo di un trenino che, passando per la Galleria di Porto Flavia, caricava il materiale direttamente sulla nave che sostava nei pressi dell’uscita a mare della galleria stessa.

La visita a Porto Flavia è molto emozionante. Qui si respira forte le storia e lo spettacolo del massiccio del Pan di Zucchero, che con il suo candore si scaglia all’orizzonte lascia veramente a bocca aperta.

 

#3 Galleria Henry a Buggerru

All’interno del piccolo paese di Buggerru si trova invece la particolare miniera chiamata Galleria Henry. Posta a circa 50 metri sul livello del mare, la galleria serviva al trasporto di materiali minerari su rotaia.Trenino miniera SulcisLa sua nascita fu una vera rivoluzione per l’economia di questa zona, poiché con la sua apertura venne introdotto il trasporto di materiali con locomotiva a vapore, sostituendo i faticosi e lenti trasporti tramite muli. Le sue dimensioni sono proprio per questo motivo molto ampie, al fine di consentire il passaggio della locomotiva. Una visita alla galleria è una vera emozione: attraverserai diversi cunicoli a bordo di un trenino, su splendidi percorsi a picco sul mare, godendo di panorami straordinari.

 

Itinerari di trekking nel Sulcis

In questa zona della Sardegna, ci sono vari i percorsi di trekking e quasi tutti comprendono tratti vista mare, con un panorama unico nel suo genere.

Trekking Sulcis Sardegna

Ecco alcuni dei percorsi più interessanti che si trovano in zona:

  • Da Nebida a Masua: un percorso di circa 4 chilometri e mezzo che porta dal piccolo paese di Nebida, sino alle spiagge di Masua. Un percorso all’interno di alte scogliere con un panorama imponente sul quale si scaglia con forza il massiccio del Pan di Zucchero. Tempo di percorrenza di circa 2 ore.
  • Da Capo Pecora a Scivu: dalle vicinanze della grande spiaggia di Portixeddu, parte invece un percorso di circa 12 chilometri che porta sino alla incredibile spiaggia di Scivu, all’interno di una riserva naturale. Un percorso intenso ed emozionante, immersi nella natura incontaminata. Tempo di percorrenza: 6 ore.
  • Da Masua al Canal Grande: un percorso di circa 5 chilometri, dal quale ammirare da diverse angolazioni il massiccio del Pan di Zucchero, ma anche le note spiagge della zona come Cala Domestica. Tempo di percorrenza: 3 ore.

Nulla vieta di intraprendere autonomamente i percorsi appena menzionati, ma volendo si può richiedere la compagnia di professionisti, come ad esempio il team di Pedra Rubia.

 

Dove dormire nel Sud della Sardegna

Per la visita del Sulcis sono vari i luoghi adatti alla scelta di un alloggio. Il paese di Iglesias è una delle cittadine più grandi della zona, ma è riuscita a mantenere i suoi tratti molto tipici. Ad Iglesias non mancano servizi di ogni genere, compresi ottimi bar e ristoranti, dove gustare i piatti tipici della tradizione sarda.

Un’alternativa sarebbe fare la propria base a Caglairi per puoi muoversi per escursioni giornaliere. Cagliari è una città stupenda che, oltre a possedere una splendida spiaggia proprio in città, offre numerose attrazioni degne di nota. Scopri i consigli di Fabrizio su dove alloggiare a Cagliari.


Articolo di viaggioincoppia.com, il blog di  Fabrizio e Laura, che ospita tante utili guide di viaggio!

 

 



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