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Vittime guerra Cambogia

La storia della Cambogia è molto complessa e articolata da numerosi avvenimenti. Chiunque metta piede in Cambogia si scontrerà con le atrocità della guerra, anche a distanza di 40 anni. Vorrei quindi condividere le informazioni storiche di base, necessarie per comprendere cosa è accaduto.

Vittime guerra CambogiaVittime della S-21 durante la dittatura degli Khmer Rossi

STORIA DELLA CAMBOGIA IN BREVE

Dall’802 al 1431 la Cambogia faceva parte del vasto Impero Khmer che nei momenti di massima estensione dominò buona parte degli attuali territori della Thailandia, del Laos e del Vietnam meridionale.

Dal 1431 fino all’arrivo dei francesi nel 1864 la Cambogia fu in continuo declino con un susseguirsi di deboli sovrani e perdite di territorio, conteso tra i 2 stati confinanti,  Thailandia e Vietnam, che si alternavano per controllare il paese. 

Nel 1864 ebbe inizio il dominio francese (iniziato come protettorato)  che durò 90 anni. Nel 1941 le autorità francesi scelsero come regnante un giovane principe di 19 anni, Sihanouk, sperando di poter controllare facilmente un giovane inesperto. Ma si trattò di un grave errore di valutazione, fu l’inizio di aspri conflitti che segnarono il declino del potere coloniale francese, già indebolito dalla guerra con i vicini Vietnam e Laos.
Nel 1953 La Cambogia proclamò la propria indipendenza e Sihanouk continuò a dominare la scena politica nazionale fino al 1970 quando viene spodestato dal generale Lon Nol. Sihanouk venne condannato a morte si ritirò a Pechino dove creò un proprio governo in esilio.

LA GUERRA DEL VIETNAM

Durante la guerra del Vietnam (1955 – 1975) Sihanouk decide di schierarsi permettendo ai comunisti vietnamiti, i Vietcong, di nascondersi nella fitta giungla cambogiana.

Questo provocò dei massicci bombardamenti in tutto il territorio cambogiano da parte degli Stati Uniti (alleati del Vietnam del Sud). I civili morti sotto i bombardamenti americani furono migliaia.

Sulla Cambogia gli Stati Uniti sganciarono 3 milioni di tonnellate di bombe: una volta e mezzo quelle lanciate dagli Alleati in tutta la Seconda Guerra Mondiale, comprese le atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

In questa fase quindi USA e Vietnam del Sud bombardavano la Cambogia tentando di snidare i Vietcong e i soldati del Vietnam del Nord che erano alleati, in questa prima fase, con i khmer rossi.

Successivamente vietcong e comunisti vietnamiti presero le distanze dai comunisti cambogiani (khmer rossi) per la crudeltà del loro regime.

Nel 1975 i Khmer Rossi (che nel frattempo si erano allargati reclutando masse di contadini infuriati dopo i bombardamenti americani) entrarono trionfanti a Phnom Pehn, prendendo il controllo del paese.

E qui inizia il vero incubo della Cambogia.

 

I KHMER ROSSI E IL GENOCIDIO CAMBOGIANO

Tra il 1975 e il 1979 la Cambogia soffrì uno dei più atroci e violenti regimi del XX secolo: sotto la guida di Pol Pot venne attuato un vero e proprio genocidio della popolazione cambogiana. 

Il 20% della popolazione cambogiana venne brutalmente uccisa in soli 4 anni.

Khmer Rossi Cambogia

Il numero esatto di vittime è incerto: la stima di Amnesty International è di 1 milione e 500 mila morti (20% della popolazione) ma il governo vietnamita istallato nel ’79 (grazie al quale finisce il Regime degli Khmer Rossi) ha stimato più di 3 milioni di morti.

Si parla all’incirca di un terzo dell’intera popolazione della Cambogia sterminata in quattro anni.

Quando nel 2011 andai in Cambogia ero volontaria presso una famiglia locale in una zona rurale, i campi di riso erano ancora disseminati di ossa umane.

Il tentativo di Pol Pot e degli Khmer rossi era quello di trasformare la Cambogia in una cooperativa agraria, di stampo maoista, dominata dalla classe agricola. La popolazione venne deportata nelle campagne e costretta a lavorare nelle fattorie comuni, pena la morte. 

Le persone istruite venivano immediatamente uccise, bastava indossare un paio di occhiali per essere giustiziato.

Il calendario tradizionale fu sostituito da uno nuovo che faceva cominciare la storia dall’anno della rivoluzione, detto «Anno Zero». Furono aboliti ospedali, scuole, banche e moneta.

Vennero create prigioni e campi di sterminio dove la popolazione veniva torturata e uccisa, per poi essere seppellita in fosse comuni, tra questi il più importante è l’edificio della S-21 a Phnom Penh, che prima di divenire una prigione era una scuola superiore.

Regolamento per i prigionieri della S21 a Phnom Penh

1. Devi rispondere attenendoti alla mia domanda. Non tergiversare.
2. Non cercare di occultare i fatti adducendo pretesti vari, ti è severamente vietato contestarmi.
3. Non fare il finto tonto, perché sei un controrivoluzionario.
4. Devi rispondere immediatamente alle mie domande senza sprecare tempo a riflettere.
5. Non parlarmi delle tue piccole azioni immorali o dell’essenza della rivoluzione.
6. Non devi assolutamente gridare mentre ricevi l’elettroshock o vieni frustato.
7. Non fare nulla, siediti e attendi i miei ordini. Se non ci sono ordini, rimani in silenzio. Quando ti chiedo di fare qualcosa, devi eseguire immediatamente senza protestare.
8. Non inventare scuse sulla Kampuchea Krom per nascondere i tuoi segreti da traditore.
9. Se non segui tutte le regole succitate, riceverai moltissime frustate con il cavo elettrico.
10. Se disubbidirai ad una sola delle mie regole riceverai dieci frustate o cinque scosse elettriche.

Nel dicembre 1978, dopo alcuni anni di scontri di frontiera, le truppe vietnamite invasero la Cambogia e nel gennaio del 1979 occuparono Phnom Penh, mettendo fine al regime degli Khmer Rossi, l’occupazione vietnamita durò fino al 1989.

L’ATROCITA’ CONTINUA IN GIACCA E CRAVATTA

Ciò che stai per leggere non è una mia opinione personale. Sono fatti realmente accaduti, semplicemente la stampa non ne ha parlato abbastanza per fare sapere alle masse cosa è accaduto dopo. Questi fatti sono scritti chiaramente in pannelli informativi nella prigione della S-21 a Phnom Penh e reperibili facilmente (stanno sparendo) da web e giornali. E’ tutto accaduto davvero.

La verità non è quindi lontana da noi, basta andare a cercarla. Fino al 1991, grazie al voto di Stati Uniti e Cina, e dei paesi loro alleati, l’ambasciatore dei Khmer rossi, Thiounn Prasith continuò a rappresentare la Cambogia all’ONU e la Commissione dei Diritti Umani dell’Onu si rifiutò di prendere in esame qualsiasi documento facente riferimento ai crimini commessi in CambogiaIl “processo” ai Khmer rossi“, Claudio Bussolino

Il governo vietnamita, nonostante avesse messo fine all’atroce regime degli Khmer Rossi, non venne mai riconosciuto dalle Nazioni Unite. Il fatto che gli USA avessero appena perso la guerra contro il comunismo in Vietnam e che il regime degli Khmer Rossi fosse stato soverchiato dagli stessi vietnamiti spiega il comportamento delle Nazioni Unite.

Dal 1979, quando i vietnamiti entrarono a Phnom Penh mettendo fine al genocidio, fino al 1991 (quando con gli Accordi di Parigi venne parzialmente ristabilita l’indipendenza cambogiana) gli KHMER ROSSI (sì, proprio loro, quelli che sterminarono la popolazione cambogiana) FURONO SOSTENUTI DA USA, THAILANDIA E CINA nella loro disapprovazione dell’occupazione vietnamita, perché sostenuta dall’Unione Sovietica.

Poco importa che gli khmer rossi avessero compiuto un atroce genocidio. Se i loro antagonisti erano i vietnamiti allora gli USA li supportano. E’ successo, sì, è successo davvero.

Gli USA, insieme alla Cina, continuarono nelle votazioni ONU a chiamare “Kampuchea Democratica” il governo cambogiano degli khmer rossi (quelli che uccisero un terzo della popolazione cambogiana in 4 anni) che sedevano in giacca e cravatta ai tavoli ONU, fino al 1991. No comment.

Prima che Pol Pot morisse lo stesso Thayer poté intervistarlo e si sentì dire, dallo sterminatore che aveva ucciso o lasciato morire di stenti quasi due milioni di suoi concittadini su una popolazione di sette milioni e mezzo: «La mia coscienza è pulita». Può darsi che la ritenesse tale, nell’ottica stralunata del fanatismo assoluto. Di sicuro non dovrebbero sentirsi a posto con la loro coscienza gli occidentali che per far dispetto all’Urss perorarono l’ammissione della Cambogia degli khmer rossi nelle Nazioni Unite. – Il Giornale 3.11.2007.

 

CHE FINE HANNO FATTO GLI KHMER ROSSI

Nel 1991, gli accordi di Parigi portarono al ritiro delle truppe d’occupazione vietnamite. 

Nel 1993 le elezioni, svoltesi sotto la tutela dell’ONU, portarono all’elezione di un governo guidato dal principe Norodom Ranariddh. Le elezioni furono boicottate dai Khmer Rossi che continuarono la guerriglia. 

Nel 1997 le più alte autorità degli Khmer Rossi, Ieng Sary e Ta Mok, decisero di mettere fine alla guerriglia e di giungere ad un accordo con il governo.

La morte di Pol Pot nell’aprile del 1998, per un presunto attacco cardiaco, fu accolta con rabbia (per il fatto di aver evitato il processo) e scetticismo (l’annuncio della sua morte era già stato dato diverse volte in passato).

Nel 2003 viene istituito un accordo tra Nazioni Unite e governo della Cambogia con l’obiettivo di processare gli ultimi dirigenti degli Khmer rossi.

Nel 2012 Kaing Kek lew, dirigente del campo di tortura e di detenzione S-21, viene condannato all’ergastolo, ma non viene ancora riconosciuto il crimine di genocidio.

Solo nel 2018 – ripeto: 2018 – due degli ultimi responsabili del genocidio, ormai 90enni, vengono condannati all’ergastolo. Sono Nuon Chea, braccio destro di Pol Pot, e Khieu Samphani, ex capo di stato Kampuchea Democratica, nome (decisamente inadeguato) con cui il regime aveva battezzato la Cambogia. Vengono accusati di schiavitù, deportazione, reclusione, tortura, persecuzione, sequestri e stupri e sterminio di massa.

2018: è la prima volta che il crimine di genocidio compiuto dai khmer rossi viene riconosciuto.

A 40 anni dallo sterminio solo 3 persone sono state condannate.

I cambogiani vivono ancora oggi nell’ingiustizia, alcuni degli esponenti del movimento degli Khmer Rossi partecipano attivamente alla vita politica del governo e ricoprono anche cariche pubbliche rilevanti.

IL LIBRO DI TIZIANO TERZANI

Fantasmi è uno dei primi libri di Terzani, tra i meno conosciuti. Eppure lui era lì. E’ uno dei pochi sopravvissuti agli Khmer Rossi.

Dopo aver documentato la guerra del Vietnam nel libro Pelle di Leopardo, scrisse Fantasmi, raccontando in prima persona cosa stava accadendo in Cambogia.

Questi due libri ti accompagnano dentro la Storia, direttamente catapultati in quei giorni.

Stupendi, tra i miei preferiti di Terzani.

Prendi Pelle di Leopardo

Prendi Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia.

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LIBRI DI LETTERATURA DI VIAGGIO 

Commenti:

  • Andrea Veggetti

    27 Ottobre 2020

    Sono stato in Cambogia circa 15 anni fa , sono sempre stato curioso per natura soprattutto di storia dei popoli, nonostante questo appresi delle atrocita’ commesse in Cambogia solo poco prima di partire documentandomi sul paese.
    E Poi tocchi con mano i campi di sterminio e capisci che il mondo ha vissuto molte piu’ tragedie di quelle che avevi in testa dai libri di storia.
    Ero sicuramente giovane ma questo non l’ho mai trovato come scusante per la mia ignoranza (nel senso di non conoscere); eppure ho passato molti anni sui libri di scuola e anche dopo non mi sono mai tirato indietro quando si trattava di informarmi.
    Tutto questo per dire cosa ? Io credo che ci sia un’uletriore responsabilita’ oltre a quelle istituzionali che hai gia’ giustamente citato tu, ed e’ quella legata alla storia.
    Noi tutti studiamo ogni fase di guerre lontane nel tempo , infiniti dettagli sul Risorgimento, mille appunti sulle guerre mondiali eppure a scuola dopo la seconda guerra mondiale finisce tutto come se il tempo si fosse fermato, quando invece eventi piu’ recenti hanno un impatto ancora attuale sulle dinamiche geopolitiche , dalla guerra in Corea alla crisi cubana dal Vietnam allo sterminio in Cambogia, dall’ invasione russa in Afganistan alle guerre Iraniano -irachene …
    Non volgio togliere nulla alla storia piu’ lontana (poi figurati un appassionato di archeologia come me) ma forse anche la nostra scuola dovrebbe cambiare programmi soprattutto incentrando un po’ del suo programma sugli ultimi 50 anni del nostro mondo per far prendere coscienza delle infinite tragedie che lo hanno costellato.

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