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La Sardegna senza il mare

Quando si parla di turismo in Sardegna le prime immagini che vengono alla mente sono le spiagge di sabbia finissima e le rocce granitiche scolpite dal vento immerse in un mare cristallino. Questa visione si unisce quasi immediatamente ad un’altra assai ben nota: sciami di personaggi famosi/similfamosi/wannabe-famosi che di notte frequentano esclusivi locali e di giorno si lasciano fotografare nelle spiagge più scenografiche di quella zona che in dialetto gallurese si chiama “Monti di Mola”, e non “Costa Smeralda”  toponimo affibbiato dal principe ismailita Karim Aga Khan, che negli anni ’60 acquistò i terreni sui quali fondò il famoso consorzio turistico.

Dopo decenni di promozione incentrata quasi unicamente nel turismo balneare, la Regione sta faticosamente cercando di destagionalizzare l’offerta turistica e di aprirla ad altri territori. Durante i mesi estivi l’isola è presa d’assalto dal turismo di massa mentre durante il resto dell’anno la presenza turistica cala drasticamente. Nonostante le statistiche indichino una significativa crescita delle presenze anche durante altri mesi dell’anno pare veramente difficile dissociare l’idea di turismo in Sardegna dallo stereotipo nazional-balneare agostano.

“La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza.  Incantevole spazio e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa. Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo.” David Herbert Lawrence

Il turista medio visita la Sardegna con estrema superficialità, spesso fermandosi entro i pochi metri occupati dalle spiagge,  su alcune e bene delimitate aree costiere. Per elencare tutti i buoni motivi per i quali staccarsi dal cordone ombelicale della costa ed esplorare l’entroterra non basterebbe un post, cercherò di sorprendervi con pochi effetti speciali.

La Sardegna è una terra geologicamente antichissima e il suo territorio, formato in gran parte da colline e altopiani, presenta paesaggi unici. Le regioni interne dell’isola alternano dolci pendii a rilievi aspri e scoscesi e ben si prestano alle attività di trekking ed escursionismo. Nella regione del Supramonte, a meno di due ore di macchina da Olbia si trova uno dei più profondi canyon d’Europa: la gola di Gorropu, che oltre ad essere un luogo da primato per l’altezza delle sue pareti rocciose, è un vero capolavoro della natura che ospita specie vegetali e faunistiche endemiche tra le quali volpi, aquile reali e mufloni. Se siete amanti del trekking, delle escursioni e della natura selvaggia ed incontaminata una tappa alla Gola di Gorropu è d’obbligo. Se poi è estate e volete rinfrescarvi con un tuffo nel mare turchese dopo la lunga camminata, le coste del Supramonte e dell’Ogliastra non hanno niente da invidiare ad altre località balneari più famose. Googlare per credere.

Gola di Gorropu

Gola di Gorropu

L’Ente Foreste della Regione ha attivato numerosi sentieri, alcuni adatti anche a chi non è esperto di escursionismo, come il Sentiero dei Nuraghi, che in 17 Km attraversa territori estremamente interessanti, sia dal punto di vista naturalistico che archeologico. Sono paesaggi unici, resi ancora più irripetibili dalla presenza dei nuraghi, costruzioni megalitiche distintive dell’isola (se ne contano più di 7000) e testimoni della antica civiltà nuragica, nonché patrimonio dell’umanità dell’UNESCO (al contrario di molte ville e resort che “impreziosiscono” di cemento la costa).

Se siete amanti del cavallo vi sono diverse ippovie ed altre ancora sono in via di progettazione o di realizzazione. Alcune di queste permettono di attraversare l’isola dalla costa orientale a quella occidentale con un susseguirsi di spiaggia, macchia mediterranea, praterie, boschi incontaminati fino a riveder le stelle marine della costa ovest. Una piacevole e inattesa scoperta è riservata dalla Giara di Gesturi, un altopiano roccioso situato nella regione della Marmilla, che ospita una delle ultime mandrie di cavalli selvatici presenti in Europa. Sono un centinaio di esemplari e pascolano liberi tra querce da sughero, macchia mediterranea e piccoli specchi d’acqua; da non perdere in primavera!

Giara di Gesturi

Cavalli selvatici alla Giara di Gesturi

Dal trekking all’arrampicata, dall’equitazione al parapendio, dal diving al surfing: l’isola si presta a una miriade di attività, tutto l’anno, su tutta l’isola. La natura è stata molto generosa con la Sardegna e la scarsa densità di popolazione ha aiutato a preservare vaste aree naturali, ma non è solo per questi motivi che vale la pena esplorarla più approfonditamente. L’isola è ricchissima di storia, tradizioni, cultura, specialità enograstronomiche che si possono scoprire durante tutto l’anno. Tra febbraio e marzo il carnevale fa danzare l’isola con i Mamuthones di Mamoiada (nella Barbagia di Ollolai) e con tutte le maschere tipiche del folclore sardo. Imperdibile la Sartiglia di Oristano, corsa all’anello in maschera che trae le origini nel XIV secolo. I riti della Settimana Santa in Sardegna sono ricchi e spettacolari e richiamano a tradizioni dal sapore spagnoleggiante, con processioni di incappucciati e rappresentazioni sacre, dove tradizioni, cultura e spiritualità si fondono.

Mamuthones di Mamoiada

Mamuthones di Mamoiada

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.” Fabrizio De Andrè

Visita tutto il paradiso, non fermarti alle porte!
… e per viaggiare sostenibilmente evita l’aereo e scegli il traghetto.



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