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In cammino sulla Via Francigena senese

CamminaFrancigena
Cento chilometri di cammino in cinque giorni lungo la Via Francigena nelle magnifiche terre della provincia di Siena: un’esperienza indimenticabile che ha coinvolto un gruppo di giornalisti e blogger che la scorsa settimana hanno condiviso emozioni, luoghi ed incontri, ma anche acciacchi e vesciche, percorrendo al contrario l’antica via di pellegrinaggio che da Canterbury porta a Roma.Abbiamo camminato “in direzione ostinata e contraria” da sud a nord, la nostra meta il festival della Viandanza, che lo scorso weekend ha animato la piazza del borgo storico di Monteriggioni. L’itinerario, da cui potete prendere spunto per futuri cammini, parte da Bagno Vignoni e prevede tappe a Torrenieri, Lucignano, Siena e Monteriggioni. Chiunque goda di buona salute, anche se poco allenato, potrà tranquillamente percorrere 20/25 chilometri ogni giorno, l’importante è essere attrezzati per lunghi trekking e prenotare il pernottamento con un certo anticipo. Le strutture indicate nel percorso sono quelle che, a mio parere, hanno offerto più che un semplice alloggio o pasto, ma che hanno trasmesso anche umanità e passione.
Bagno Vignoni 500
Il minuscolo paesino di Bagno Vignoni, frazione di San Quirico d’Orcia, è conosciuto in tutto il mondo per le sue acque termali. Le prime testimonianze dell’attività termale nel paese risalgono all’epoca romana, per poi acquisire fama a livello europeo nel primo medioevo. La particolarità che rende Bagno Vignoni un luogo unico al mondo è l’enorme vasca in pietra al centro del paese, una vera e propria piazza d’acqua sulfurea. Fino a un secolo fa la vasca era utilizzata dagli abitanti e dai pellegrini che facevano posta nel paese per fare il cambio dei cavalli, ai quali era riservata una piccola vasca a fianco di quella più grande, destinata invece a donne e uomini. L’acqua termale veniva usata anche per macinare il grano e produrre farina, come testimoniano i ruderi dei vecchi mulini, ancora visibili. Oggi la piazza d’acqua non è più balneabile, ma attorno è possibile soggiornare negli alberghi del paese. Consiglio l’albergo le Terme che, oltre a uno stupendo centro benessere, offre ristorazione con menu a km zero e un’accoglienza familiare. “Mio nonno comprò questo posto da un atleta di lotta greco romana nel 1977. Sono stato cresciuto dagli ospiti dell’albergo, accogliere turisti e pellegrini è per me la normalità”, spiega Diego, il giovanissimo gestore dell’hotel che porta avanti la tradizione di famiglia.
Via Francigena

Da Bagno Vignoni il cammino continua fino a Torrenieri, la sensazione è di camminare dentro a un quadro: dolci colline puntellate da casette in sasso, chiesette, ulivi, vigne e cipressi. Incontriamo altri viandanti la maggior parte diretti a Roma, chi è partito dalla Francia, chi da Canterbury in Inghilterra. A Torrenieri vale la pena fermarsi a visitare Abbadia Ardenga, cantina storica del Brunello di Montalcino di proprietà della famiglia Ciacci. Il luogo vale una visita perchè è un vero e proprio museo della civiltà contadina: attrezzi antichi, fotografie storiche, un antico pozzo, pertugi e cunicoli di fuga. Nel cuore della cantina riposa una rarissima collezione di preziose bottiglie, le più antiche sono del 1945. Vietato andarsene senza prima aver gustato vinsanto e cantucci e aver timbrato la “credenziale del pellegrino” (la carta d’identità del viandante dove vengono segnate le tappe percorse a prova del cammino compiuto).

Collage Abbadia Ardenga

Nei dintorni di Torrenieri, sulle colline di San Giovanni d’Asso, ci fermiamo per la notte all’agriturismo Vergelle dove Angelo, il gestore, ci accoglie calorosamente offrendoci l’ottimo pecorino di Pienza che produce con passione da decenni. Ha imparato dal “babbo” a fare il formaggio e con orgoglio ci mostra il caseificio all’interno dell’azienda dove centinaia di forme di pecorino riposano in attesa della giusta stagionatura. L’agriturismo offre ospitalità in camere a appartamenti che godono di una vista spettacolare sulla Val d’Orcia e i vigneti di Montalcino; la qualità del cibo e la simpatia dei gestori deliziano la nostra sosta.

Il nostro viaggio continua e, dopo una sosta notturna al paese di Lucignano, arriviamo alle porte di Siena. Le nostre orecchie vengono aggredite da ruggiti di auto e clacson, rumori a cui non siamo più abituati dopo quattro giorni di cammino nella campagna senese. Ci riprendiamo presto e ci sistemiamo all’hotel Minerva, che segnalo per l’autentica cordialità del personale e per la magnifica vista panoramica della città. A chi cerca un alloggio più modesto consiglio il rifugio delle suore Vincenziane gestito da Suor Ginetta che accoglie pellegrini e viandanti.
L’indomani percorriamo gli ultimi 21 chilometri fino a Monteriggioni, un incantevole paesino racchiuso da mura medievali risalenti al 1219. Ci aspetta il Festival della Viandanza che con concerti, incontri con viaggiatori e spettacoli di teatro accoglie i viandanti, li fa incontrare e chiacchierare. Ma questa è un’altra storia, o meglio… un altro post.

A chiunque voglia intraprendere un cammino sulla Via Francigena consiglio di consultare l’elenco delle strutture che ospitano i pellegrini della Via Francigena e di visitare il sito di Movimento Lento.



One Comment

  1. che bello vale, sono contenta che sia andata bene(vesciche a parte!)
    la terza foto è ispiratrice 🙂

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