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Il mio grazie ai wwoofers

Sono ormai dieci anni che ospito i volontari del WWOOF nella mia fattoria e potrei scrivere un libro raccontando gli incontri e le avventure vissute “in casa”, senza essere in viaggio. Ho ospitato gente da tutto il mondo, principalmente americani, canadesi, francesi, inglesi, spagnoli e italiani, ma a anche qualcuno dal Giappone e dal Sud America. Posso dire di essere cresciuta con i wwoofers, ho vissuto con loro praticamente ogni giorno della mia vita degli ultimi dieci anni, condividendo tutto: la casa, il cibo, le mie abitudini, le emozioni, il divertimento e il lavoro.
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Ma chi sono i wwwoofers? Chi è questa gente che parte per fare volontariato in un’azienda agricola biologica, in Italia e nel mondo? 

Sono viaggiatori curiosi di conoscere la realtà rurale di un paese, giovani ragazzi nel loro anno sabbatico, uomini e donne di mezza età in crisi esistenziale, persone che di punto in bianco vogliono cambiare vita e avvicinarsi di più alla natura, persone desiderose di imparare a gestire un orto, stranieri attratti dalla cucina italiana, pensionati che tornano in campagna, famiglie intere e anche, a volte, ragazzi in cerca di un viaggio zero-budget. Ho sempre accolto tutti, compresi gli psicopatici, i depressi e i matti. Anzi.. nel tempo è diventato proprio uno slogan: “Se non son matti a Cà Penelope non li vogliamo!”, perché ci riteniamo un po’ matti anche noi 🙂 
Ho invece da tempo eliminato la categoria dei disinteressati in cerca di un letto gratis, non di un’esperienza. La vita comunitaria è partecipativa, non passiva e la mia casa non è un ostello. Per fortuna i wwoofer di questo tipo sono la minoranza e ho avuto la fortuna di ospitare persone  veramente straordinarie.

Fare wwoof significa conoscere nuovi luoghi e persone e viverci assieme, significa adattarsi ad altri ritmi, condividere spazi comuni, mangiare assieme, parlare, divertirsi e lavorare in un’azienda agricola. Assieme. 
 
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Molti wwoofer si sono fermati per mesi, alcuni un anno, altri tornano ogni estate. Alcuni mi dicono che l’esperienza vissuta qui in agriturismo gli ha cambiato la vita. Con tanti manteniamo i contatti, molti ci scrivono lettere (non semplici email!) per raccontarci cosa succede nella loro vita. Rachel mi manda ogni anno dall’America una bottiglia di sciroppo d’acero che produce sua nonna. Roberto dalla Toscana si presenta ogni estate con una cassa di vino (ora è produttore!). Kelly mi fa gli auguri di Natale (cartacei dall’America) dal 2006. Laura mi spedisce le fotografie della sua bambina. Kristal è diventata come una sorella e sono andata a trovarla in Canada. Non dimenticherò mai i bellissimi momenti passati in campagna con Sergio, Laura e Samuel a raccogliere fragole cantando a squarciagola. E la raccolta delle amarene… sempre intramezzata da balli a piedi nudi sull’erba! Come dimenticare quella volta quando, accaldate dal sole di agosto, io e Kelly abbiamo caricato il camper di quintali di fagiolini, siamo partite e ci siamo piazzate su una spiaggia a pulirli sotto gli occhi sbalorditi dei bagnanti!? E quando Daisy mi fece trovare un mio primo piano incorniciato e photoshoppato in cui diventavo “Santa Valentina da Cà Penelope”?

Non dimenticherò mai il funerale di mio padre, quando arrivarono Laura, Lorenzo ed Elia (ex wwoofers) e di fronte a 300 persone cantarono e suonarono “Il Sogno di Maria” di De André, la canzone preferita di mio padre. E poi arrivarono Samuel, Daisy, Silvia, Paolo e Daniela a prendersi cura di me e mia madre quando, dopo la disgrazia, non riuscivamo neanche ad alzarci la mattina. Molti wwoofers sono diventati persone su cui contare, amici per la vita. 
Il wwoof è uno scambio di EMOZIONI, è molto di più che un semplice scambio ospitalità-lavoro. Se sono quella che sono è anche grazie ai wwoofer, che mi hanno insegnato tanto. 
Un grazie di cuore a tutti i volontari del World Wide Opportunities Organic Farm.



2 Comments

  1. Ciao Chiara, l'esperienza dipende sempre dal tuo approccio e dal tipo di host. Alcuni wwoofer mi hanno detto che hanno avuto anche esperienze negative o "neutre".. idem mi hanno detto gli host. Come nella vita… dipende sempre da chi incontri. Nel wwoof però puoi scegliere chi incontrare e puoi contattare le persone che ti ospiteranno… e da queste prime comunicazioni ti puoi già rendere conto con chi hai a che fare. Buona fortuna!

  2. Da un paio d'anni penso di volerci provare, dev'essere un'esperienza che cambia la vita… sia per chi ospita sia per chi è ospitato 🙂
    Magari potrei iniziare proprio da te!

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