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Do and Don’t in Birmania (o Myanmar)

Come comportarsi in Birmania? O in Myanmar? Come chiamare questo paese dalla storia complicata? Il nome ufficiale è Repubblica di Myanmar, ma fu il regime militare che nel 1988 cambiò il nome da “Birmania” a “Myanmar” senza il consenso della popolazione, per questo nei miei post la chiamerò Birmania (per mia presa di posizione, ma il nome corretto è Myanmar).
Il manuale Do & Don’t for tourists, curato dal Ministero del Turismo del Myanmar, è disponibile in molte guesthouse di Yangon. Leggendo questo post evitate di comprarlo e dare soldi al governo che, nonostante la libertà apparente concessa dalle riforme degli ultimi due anni, è ancora composto dagli stessi personaggi della dittatura militare. Oggi la Birmania è una Repubblica presidenziale de iure, ma una dittatura militare de facto. Viaggiando nel paese non è difficile rendersene conto. I seguenti suggerimenti prendono spunto dal suddetto manuale e dalla mia esperienza di viaggio. 

1) Prima della partenza dedicate un po’ di tempo alla lettura di articoli o libri a proposito della storia del paese e di Aung San Suu Kyi, la donna che da anni lotta per la democrazia e i diritti umani del popolo birmano. Se non siete dei gran lettori potete guardare il film The Lady.

2) Una volta arrivati immergetevi nella cultura birmana rispettando le tradizioni locali. La gente di solito è molto cordiale e apprezza un turista che conosce qualche parola in lingua locale: MINGALABA significa “ciao” e GIESUBE’ “grazie” (i termini sono scritti come si pronunciano).
 
3) I birmani non sono abituati a gettare i rifiuti nei cestini. La stessa guida Do & Don’t for tourists invita i turisti a non fare lo stesso e a dare il buon esempio alla popolazione. Gettare i propri rifiuti nei cestini è un atto di sensibilizzazione in ogni parte del mondo.
 
4) Prima di fare una fotografia chiedete sempre il permesso. Alcune persone saranno molto contente, altre si rifiuteranno. Fotografare una donna mentre si lava è segno di maleducazione e può infastidire. Se visitate le minoranze etniche fate attenzione perché ogni etnia ha i suoi tabù, ad esempio non bisogna mai fotografare una donna akha incinta.
 
5) In Birmania i piedi non devono mai essere rivolti verso qualcuno, sono considerati come una parte sporca e impura. Quando vi sedete a terra incrociate le gambe, non stendetele, perché i piedi “punterebbero” verso una persona o, ancor peggio, a una statua di Buddha.  Indicare con i piedi è segno di mancanza di rispetto in tutte le situazioni.
 
6) Durante le visite alle pagode e a luoghi di culto vestitevi adeguatamente coprendo le spalle e le ginocchia e quando entrate toglietevi scarpe e calze. Non parlate a voce alta e non disturbate chi sta meditando.
 
7) Non bisogna mai toccare l’abito di un monaco (soprattutto le donne).
 
8) Se volete potete fare delle donazioni ai monasteri, alle scuole e alle ONG, ma evitate di farlo pubblicamente, fatelo con discrezione. Non distribuite caramelle, materiale scolastico e soldi ai bambini, ma rivolgetevi direttamente al responsabile o alla vostra guida. Donare pubblicamente è certamente un gesto fatto a fin di bene, ma i risultati a lungo termine di tale comportamento (è stato possibile vederli in Africa) sono disastrosi dal punto di vista sociale: i bambini sono incentivati a fare l’elemosina e il gap culturale nel tempo crea un senso di inferiorità e inadeguatezza che sprona all’emulazione della cultura occidentale.

 

responsible tourism Burma (2)
Don’t give a helpless person a fish, teach him how to catch a fish and he will learn for a lifetime.

9) Non toccate mai la testa a nessuno, tanto meno ai bambini: è un gesto considerato invasivo e aggressivo.
 
10) Non baciatevi in pubblico, metterebbe in imbarazzo le gente attorno ed è segno di maleducazione.
 
11) Non addentratevi nelle zone vietate ai turisti. Perchè mettervi in pericolo inutilmente? 
 
12) La Birmania è un luogo abbastanza sicuro e le donne che viaggiano da sole possono muoversi tranquillamente, con la sola raccomandazione di vestirsi adeguatamente (per la propria sicurezza e per il rispetto della cultura locale). Evitare dunque shorts e magliette scollate.
 
13) Cercate di supportare l’economia locale preferendo i trisciò, gli autobus e i taxi ai treni (sono a gestione governativa).
 
14) L’elettricità è instabile in tutto la Birmania e le connessioni internet sono lentissime: un tweet può impiegare 3 minuti a partire, se parte. Non lamentatevi, la situazione per ora questa.
 
15) La prostituzione in Birmania è illegale e l’HIV è molto diffuso. Perché rischiare?
 
16) Non è semplice parlare della situazione politica con la popolazione. Alcuni ancora pronunciano il nome di Aung San Suu Kyi sottovoce. I giovani nati dalla fine degli anni ’80 in poi hanno l’educazione che la dittatura ha voluto impartire loro, hanno una visione distorta dei fatti realmente accaduti. Se stabilite una certa empatia con qualcuno cercate di introdurre l’argomento e affrontarlo con delicatezza, magari iniziando a parlare delle ingiustizie nel vostro paese (per noi italiani non sarà necessaria tanta fantasia). 
 



3 Comments

  1. cool!

  2. Certo, hai ragione! Molti dei suggerimenti sono validi in altri paesi di religione buddista o addirittura in tutti i paesi (rifiuti, donazioni ai bambini). C'è qualche indicazione in più riguardo la situazione politica (ad esempio evitare i treni e la comunicazione coi locali) e riguardo alla situazione elettricità e internet.

  3. questo non solo in Birmania, ma anche in Thailandia

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