Pages Navigation Menu
InstagramTwitterRssFacebook

Cosa ne pensate di Pechino Express?

Un giorno mi è arrivato un tweet che mi chiedeva simpaticamente se stavo facendo il mio #PechinoExpress. Panico. Cos’è Pechino Express? In Italia non ho la televisione e in Birmania è già tanto se riesco a leggere la mail.

Mi informo su internet e scopro che è un nuovo reality, che immagino conosciate in molti, dove i partecipanti viaggiano affrontando imprese di vario tipo. Leggendo le notizie sul web vedo che i viaggiatori devono chiedere ospitalità-vitto-alloggio alla gente del posto perchè non possono spendere più di un euro al giorno.

 

Mi domando come i locali possano percepire questi viaggiatori affiancati da telecamere – simbolo di ricchezza – che chiedono loro ospitalità senza ricambiare in qualche modo (mi riferisco alla relazione umana tra le persone, quindi non delle donazioni alle associazioni locali).
Spesso nelle zone rurali la gente non ha soldi e cibo per sfamare tutti e ammetto che leggendo la descrizione del reality la mia impressione non è buona, ma non mi permetto di giudicare non avendolo mai visto. Per questo ho chiesto l’opinione degli amici su Facebook dove si è aperto un dibattito, che ho deciso di condividere sul blog per raccogliere più opinioni e conoscere altri punti di vista.
 

Voi cosa ne pensate?

  1. Tutti parlano di #PechinoExpress. Io sono in viaggio e non l’ho mai visto. Mi dicono che è la gente locale a dover pagare trasporti, vitto e alloggio ai partecipanti strapagati (e affiancati da una telecamera!). E’ vero?!



11 Comments

  1. È un programma vergognoso di una stupidità incredibile!! Un insulto perla gente che viaggia veramente il il mondo con la giusta sete di conoscenza per comprendere culture diverse usi costumi cibi…Manca totalmente di rispetto ..l’ apoteosi della nullità totale di un concentrato di imbecilli burini senza dignità!!rispecchia lo schifo che rappresenta la nostra televisione spazzatura…mi viene il vomito

    • “un insulto per la gente che viaggia veramente con la giusta sete di conoscenza per comprendere culture diverse” ecco esatto…

  2. Ciao Amina, grazie per il commento! Non ho MAI pensato che tu volessi paragonare il mio viaggio a Pechino Express.. anzi! Mi hai fatto conoscere qualcosa che io non avevo mai visto, che ha stimolato la mia curiosità, e per questo ti ringrazio.
    Nel commento scrivi che alcune persone hanno cellulare e tablet e poi non hanno da mangiare.. sono realtà che vedo spesso in viaggio e non volevo certo idealizzare i locali (mi sono limitata a scrivere "spesso nelle zone rurali") anche perchè non so di che gente si tratta non avendo mai visto la trasmissione.
    Quello che a me preoccupa è che lo spettatore possa rafforzare il pensiero, generalmente già presente, che il nostro sia il modo giusto di vivere e quello dei locali sia sbagliato. Mi chiedo quale sia il modo di interagire tra il gruppo di turisti e la gente del posto… ma posso solo pormi delle domande. Dopo il tweet ero così interessata a capire e a fare chiarezza sulle dinamiche socio-inter-culturali del reality che ho chiesto un parere a coloro che lo guardano. Parlarne è un'occasione per confrontarsi e dare voce alle opinioni dei viaggiatori, nessuno deve censurarsi!

    ps: dici che in viaggio sei civile ed educata, ma che non fai turismo responsabile. Secondo me lo fai, ma non lo sai! 😀

  3. Ciao Valentina, la mia domanda se stavi facendo il tuo Pechino Express si riferiva al fatto che stai facendo un viaggio lungo in posti impegnativi e senza i comfort di strutture alberghiere, ristoranti etc; non intendevo certo paragonarlo al programma tv. I tuoi viaggi hanno uno scopo preciso e si capisce leggendo il tuo blog e seguendoti nei social. Guardo Pechino Express incuriosita da luoghi così distanti anche come cultura e perché si tratta di luoghi di cui parlano spesso persone che mi sono ritrovata a seguire su Twitter fino allo stesso Andrea che ci abita; persone che sono riuscite a trasmettermi fiducia anche verso il prossimo, il diverso da me e con le quali mi sento in sintonia. Non dimentichiamoci che ognuno di noi ha una propria storia. Posso assicurarti che a me queste persone, compresa tu, hanno aperto la mente e non per vedere il bicchiere sempre mezzo pieno ma la consapevolezza può arrivare da ogni parte. Prima non avrei minimamente preso in considerazione l'idea di andare a Bali piuttosto che in Cambogia o in Thailandia; certo è che non sono una viaggiatrice come voi ma una che va in vacanza e cerca di abbinare il comfort alla visita dei luoghi. Non faccio turismo responsabile consapevole ma mi comporto in maniera educata e civile quando vado in giro. Sono scettica sul fatto che i local del programma tv siano disponibili ad ospitare estranei solo grazie alla loro proverbiale gentilezza etc Forse lo fanno perché si sentono rassicurati dal fatto che si tratti di un programma televisivo e quindi di non aver a che fare con persone pericolose. Mi sono chiesta se io lo farei, ecco. Detto questo non sono portata nemmeno a idealizzare i local rispetto alla questione che ponevi sul contrasto ricchezza/povertà. Molti, e si è visto anche nel programma, hanno telefonini e computer; poi magari non hanno da mangiare… Non facciamo l'errore contrario e di cioè continuare a tramandare una visione cristallizzata di questo popolo. Non sono mai stata in quei posti ma sono stata in Venezuela e Perù dove il contrasto miseria/ricchezza impera. Tornando a Pechino Express credo che il presentatore sia il valore aggiunto del programma. I concorrenti sono sicuramente condizionati e di sicuro non hanno partecipato al programma per conoscere la popolazione locale; per loro è un contratto di lavoro così come lo è partecipare alle olimpiadi, fare l'attore, etc Dei concorrenti di quest'anno in tanti ci siamo divertiti con la coppia marchesa/maggiordomo; molti siamo rimasti scioccati dai commenti degli olimpionici ma anche questo contribuisce a conoscere le sfaccettature dell'animo umano. Penso che sia normale per noi rimanere colpiti (uso un termine pacato) difronte alla mancanza d'igiene di quei posti, dalle famiglie di pescatori che abitano nelle case in mezzo al lago e usano la stessa acqua per tutto e abbiamo sorriso della lavatrice a manovella regalata alle famiglie che hanno ospitato i concorrenti in un luogo di cui non ricordo il nome. Tra l'altro pochi giorni dopo tu avevi pubblicato un link su questo tipo di 'lavatrici' di cui io non se sapevo assolutamente l'esistenza 🙂 Poi certo uno può domandarsi come mai etc ed esternare la sua perplessità in maniera educata ma non per questo devo censurarmi. Insomma, dal punto di vista sociologico anche i concorrenti sono interessanti. È la mia opinione, ovviamente è la mia riflessione continuerà a livello personale perché il cambiamento è sempre possibile ma bisogna fare i conti con le proprie resistenze.

  4. Vale ieri l'ho visto per capire se era come dicevi tu, mi sono venute le bolle! Gente che dice "se fosse durato altre 4 settimane sarei diventato una persona migliore!" e allora perchè nn continua a viaggiare invece di andare in un Resort a Ko Samui? qualcuno può dire loro che si può viaggiare chiedendo ospitalità anche senza delle telecamere, anche se poi magari loro dovrebbero essere in qualche modo d'aiuto.

  5. Neppure io ho mai visto #pechinoexpress …per fortuna qui la TV italian non arriva e comunque non ne guardo… e anche io sono stato tante volte coinvolto in discussioni via Twitter fra appassionati del programma…

    A prescindere dalle dinamiche televisive che reggono il palinsesto credo che l'immagine data al pubblico italiano sia completamente fuorviante: il viaggio un'esperienza personale!

    Non critichiamo però solo la trasmissione…riflette in fondo una triste tendenza più volte vista di tanti "viaggiatori" che qui (parlo per Bangkok visto che ci vivo – ma ho osservato la stessa cosa anche in altri paesi) ad esempio contrattano il prezzo di un souvenir per 20 baht (mezzo €) quando poi a casa loro non guardano a spese se si tratta di una camicia firmata: con poco più di 20 baht qui una persona ci compra un pasto!

  6. L'anno scorso ho viaggiato in solitario per quasi 4 mesi in 11 paesi asiatici, tra cui i 4 di Pechino Express. E devo dire che il programma non è assolutamente banale, lo guardo molto volentieri. Per i concorrenti è certamente una bella esperienza di vita, ed il presentatore è molto bravo a dare delle informazioni sui posti che vengono visitati. Credo che anche gli spettatori possano arricchirsi ed incuriosirsi guardando il programma. Lo dico io che non guardo la televisione, Pechino Express è praticamente l'unico motivo per cui accendo la televisione.

  7. Gli ho dato un'occhiata adesso. Culturalmente insignificante, spettacolarmente noioso, eticamente scorretto.

  8. Ciao Vale, l'ho visto incuriosita perchè i concorrenti hanno ripercorso una parte del viaggio in Vietnam che ho fatto quest'estate. Non è il vero Vietnam! Strade spesso vuote persino a Saigon. O meglio, documentano il traffico, ma poi durante la richiesta di passaggi o ospitalità non vedi il caos tipico della città. Immagino ci sia una sorta di blocco almeno di una parte di traffico per effettuare le riprese. La gente è cortese, ma senza telecamere accanto non credo sarebbe tanto gentile. O forse non immediatamente. I protagonisti vengono ospitati a dormire e gli viene offerta la cena nonostante non venga richiesta. Ma dai!! I paesaggi li vedi comunque di sfuggita, perchè in fondo non è il vero motivo della trasmissione. A me, tolta la curiosità iniziale, ha successivamente infastidito perchè ho trovato irrispettosi alcuni atteggiamenti da europeo schizzinoso o poco adeguato alle abitudini del posto. La marchesa (una protagonista) che pur ironicamente chiede all'ospitante di cambiarsi d'abito perchè non può mettersi a tavola con lei vestito in quel modo (non può cenare con la marchesa in maniche corte). Le modelle che si schifano perchè ci sono i ragni nella stanza e praticamente sempre mezze nude.
    Le continue battute di tutti sulle condizioni igieniche precarie per poi scoprire e stupirsi di quanto la gente sia ospitale e generosa. Boh! Chiarametne si rimane colpiti da un posto così diverso dal nostro, ma spiattellare in quel modo davanti alle telecamere mi sa di irrispettoso nonostante sia un reality, perché che fino in fondo non lo è!

  9. Ciao Valentina! Pechino Express è un format internazionale, ricordo di aver visto la versione inglese anni fa e di esserne rimasta stupita. Anch'io come te mi sono chiesta con quale faccia possano dei personaggi di così scarsa apertura mentale avvicinarsi per di più telecamera muniti a delle popolazioni che da offrire hanno solo sorrisi ed ospitalità, appunto. Anch'io penso che sia irrispettoso. Tuttavia credo che vada fatto un passo indietro e non considerare questo programma come un'esperienza di viaggio. Il viaggio è un'altra cosa. Ritornando al programma, i vincitori di ogni "tappa" devolvono 5000 euro a scopo benefico ad associazioni locali che si occupano di educazione o di sviluppo locale, credo che questo possa comunque considerarsi un aspetto positivo. Altro aspetto che trovo positivo del programma è quello di presentare in prima serata su una delle reti principali della tv che chiamiamo ancora "pubblica" volti e paesaggi a noi lontani. Un avvicinamento che per quanto possiamo stare qui a criticare secondo me merita di esserci. Nella pattumiera della nostra tv nazionale Pechino Express non mi sembra il programma peggiore. L'argomento è vasto, non so se hai mai sentito parlare di Antoine de Maximy: http://www.jiraidormirchezvous.com/

  10. Non me ne voglia chi li guarda, ma mi sembra che tutti questi programmi siano una mera mercificazione di qualcosa che ha radici invece molto più profonde.
    Come la musica e la pittura, due arti che sono state trasformate in merci da produrre, distribuire e consumare.
    L'arte non è più un fine, ma un mezzo per arrivare ad altro, e svuotata quindi di qualunque significato artistico.
    Di certo se non studi musica non vorrai certo sorbirti mastodontiche sinfonie classiche o del contorto jazz, e una canzone che puoi subito canticchiare o che semplicemente ti fa sentire bene, assolve il suo compito. Se non studi pittura non 
    vorrai chissà quali quadri, e all'Ikea c'è il poster del colore giusto che s'int
    ona con il divano. Ma se hai un'interesse specifico, non puoi accontentarti certo dei suoi surrogati!
    Per il viaggio credo che valga più o meno la stessa cosa 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »