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Vita nei campi
Valentina Miozzo (lomo piccola)


Da otto anni i miei affetti, il mio lavoro e la mia casa, si fondono in un unico luogo: Cà PenelopeDieci anni fa era un rudere con una stalla e un fienile. Oggi è un agriturismo che ospita gente da tutto il mondo: turisti, volontari, amici e amici di amici. L’ho vista nascere. L’ho vista crescere. E’ la mia creatura. Nascosta in una piccola valle, ai piedi di una collina, è racchiusa tra la piccola cittadina di Maranello e i primi monti dell’Appennino. Cinque minuti guidando verso nord e si arriva in centro città, cinque minuti  verso sud e ci si perde in mezzo alle colline. 

serate cà penelope
In campagna il ritmo di vita è dettato dalle stagioni. L’arrivo dell’inverno si sente dall’odore dell’aria e dalla brina sull’erba. I galli cantano più tardi. L’inverno si passa in casa, a cucinare pane e tortea bruciar caldarroste di fronte al focolare, sorseggiando grappa e nocino, suonando, cantandochiacchierando della vita con amici e ospiti. Si mangiano le zuppe, di quelle genuine, succulente. Per prevenire l’influenza zuppa d’aglio ed echinacea, per la tosse e il mal di gola la propoli, per il dolore alle ossa l’arnica è l’erba più efficace. 
A volte si esce a far legna e si passano ore a spalar la neve affinchè tutti riescano a raggiungere casa. Ogni mattina, 365 giorni all’anno, bisogna uscire a dar da mangiare alle bestie, d’inverno è ancora più faticoso, perchè l’acqua ghiaccia dentro i tubi e la notte arrivano le volpi, speranzose di trovare qualche gallina fuori dall’aia. 
 

La primavera a Cà Penelope arriva quando la tartaruga esce dal lago dopo il letargo invernale e si mette immobile sul suo tronco.  A maggio arrivano migliaia di lucciole che decorano la vigna come fosse festa. Lo è. La primavera è il risveglio della natura dopo l’inverno, segna l’inizio delle fattorie didattiche con le scuole, dell’arrivo dei turisti, dei pranzi all’aperto, quando tutti si riuniscono per riposarsi dopo il duro lavoro della mattina, che per i contadini inizia all’alba.“Vigna e orto voglion l’uomo morto” si dice dalle mie parti. Il lavoro è tanto, ma la passione per la terra è travolgente. 

quarto stato hd
Quando arriva l’estate comincia la magia.  I falò all’aperto, la notte di San Giovanni, il Solstizio d’Estate, la preparazione del nocino, la mietitura, gli uomini che tornano dai campi, la rezdora che tira la pasta per i tortelloni, gli animali “innamorati”, la raccolta della frutta e della verdura, la panificazione, i mercati nei paesini, le feste, le lunghe tavolate che uniscono contadini, volontari, ospiti, amici e familiari. La vendemmia, momento di socialità e condivisione, è a settembre, ma il lambrusco in tavola… c’è tutto l’anno. 
Non sono una contadina, mi sono sempre occupata di turismo, in questo caso di turismo rurale, per natura caratterizzato da un’ospitalità autentica. 
Nel turismo rurale accogliere un turista significa “ricevere un ospite”, ben diverso da “ricevere un cliente”. E’ questa la vera ospitalità. Di agriturismi ce ne sono di tutti i tipi, ma ormai sono pochi quelli che mantengono i valori originari, le tradizioni contadine. Non bastano mucche e galline per fare turismo rurale. Ci vuole il calore umano. Quel calore che a Cà Penelope non è mai mancato.

agriturismo Cà Penelope maranello

Questo post vuole essere un invito ad assaporare un soggiorno in un vero agriturismo, ma è anche un ringraziamento ed un saluto a tutti coloro che hanno lavorato e tuttora lavorano a Cà Penelope, a tutti i volontari del wwoof, ai turisti di passaggio e ai fedelissimi che ogni anno tornano.

“Mi son visto di spalle che partivo,
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo”
(Anime Salve, Fabrizio De André)

 

Comments:

  • 29 Novembre 2012

    Ciao ragazzi! Purtroppo qua in Italia è sempre più difficile iniziare se non si hanno fondi. O una persona ha un suo casolare da ristrutturare, quindi già parte con delle risorse (e non è il mio caso) oppure bisogna sapersi destreggiare tra bandi e finanziamenti. Cà Penelope azienda è mia, l'ho creata io, ma le mura non sono mie: ho fatto un contratto con i proprietari: io pagavo la ristrutturazione e quindi non avrei pagato affitto per 15 anni. Risultato? Ci ho messo l'anima per creare un posto che dovrò probabilmente lasciare, allo stesso tempo ho imparato un mestiere (più di uno direi!). Ah dimenticavo: per pagare la ristrutturazione ho preso finanziamenti per imprenditoria femminile e agricoltura biologica, mica avevo tutti quei soldi! Al ritorno dal mio lungo viaggio voglio trasferire l'azienda Cà Penelope in un casolare nei dintorni.. che non ho! Come farlo ancora non so, per ora è solo un sogno. Il sogno di ri-creare un sogno già vissuto. Auguro anche a voi di riuscire a realizzarlo!

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