Pages Navigation Menu
InstagramTwitterRssFacebook

17 sintomi del travel-addict

Si chiama sindrome del wanderlust, il termine deriva dal tedesco wandern (camminare) e lust (desiderio) e indica un desiderio intenso di viaggiare. Il significato di wandern non si limita all’atto di camminare, significa esplorazione, senso di libertà, voglia di spazi aperti e di avventure. Wanderlust, travel addiction, travelholic… in italiano “dipendenza da viaggio”.
Dicevano che la viaggite acuta sarebbe scomparsa, che era il periodo dell’adolescenza, della scoperta, che avrei messo “la testa a posto”. Per un attimo ci ho creduto anche io, poi ho capito che alcuni individui restano felicemente infetti tutta la vita.Non viaggio per fuggire dalla vita, viaggio perchè la vita non mi sfugga

 

I CLASSICI SINTOMI DEL TRAVEL-ADDICT:

1) La gente diversa da te pensa che sei un po’ pazzo, fortunato e pieno di soldi

2) Dopo un periodo prolungato di tempo senza viaggiare amici e familiari ti invitano a partire il prima possibile perché sei insopportabile 

3) Ti propongono un lavoro d’ufficio a tempo indeterminato e ti prende un tic nervoso 

4) Mentre parli non ti viene in mente immediatamente una parola in italiano e la dici in un’altra lingua

5) Tornato da un viaggio continui per settimane a toccarti la pancia per verificare che ci sia la money-belt

6) Prima di fidanzarti metti subito in chiaro che viaggerai sempre con o senza compagno a seguito

7) Collezioni guide di viaggio e non le presti a nessuno

8) Le pareti di casa sono tappezzate di mappe e planisferi e il tuo temperino è a forma di mappamondo

9) Pensi che fare lo zaino sia una vera e propria arte

10) Dici “ci becchiamo in Cambogia quest’autunno!” come se dicessi “ci vediamo al bar in piazza domani!”

11) Il passaporto è conservato come un oggetto sacro, mentre la carta di identità è scaduta e chissà dove

12) Almeno una volta ti sei svegliato e non sapevi esattamente dove eri

13) Lavori per mettere da parte i soldi per il tuo prossimo viaggio

14) Gli amici che non senti spesso non ti chiedono “Come stai?”, ma “Dove sei?”

15) Indovini il peso di un bagaglio senza pesarlo

16) Dici a tua madre che parti per due settimane e lei ti risponde: “Solo due settimane?”

17) Ti sei fermato per un po’ e hai pensato di smettere, ma ti stavi solo riposando prima di ripartire

+1 (aggiornamento 2018): nel cassetto dei calzini sono più le calze che danno negli aerei intercontinentali che i calzini comprati   

 ——————————————————————————————-

“Ho iniziato ad ammalarmi di una malattia ancora più grave di quella che mi fa muovere in carrozzina: la “viaggite” non lascia speranze, non ci sono cure e capita anche di contagiare gli altri, ma spero che i ricercatori non trovino alcuna cura, perché nulla mi rende più vitale dei sintomi della “viaggite”. 

Fabrizio Marta di rotellando.it

 



8 Comments

  1. Ciao Valentina come dice Celentano …. sei Forte!!!
    E vero, questi sono i sintomi del viaggiatore.
    Sono fermo dal 2011 ma ora si riparte x i grandi viaggi in solitaria,
    si ritorna nell mia amata e odiata puzzolente incasinata chiassosa INDIA.
    AMO VARANASI è L INDIA!!!!!
    Il meraviglioso Ladakh la freschezza del kerala e il romantico Rajasthan.
    Complimenti hai scritto delle bellissime cose su questo paese.

    • Ciao Livio, grazie! Condivido con te l’amore-odio per l’incasinata e ammaliante India, fai buon viaggio!!!

  2. Ahahah! Tutto verissimo, anche io sono affetta da viaggite acuta!

  3. Più viaggio, più voglio viaggiare! 😀

    • Come ti capisco! Io sono in pieno punto 2. 🙂

  4. Sono affetta drlla stessa malattia.

  5. amen! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »