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Le rovine Maya di Copán Ruinas, Honduras

Copán Ruinas è una piccola città al nord di Honduras quasi al confine con il Guatemala. Vedere le rovine di Copán è stata un’esperienza incredibile. Rovine Maya, comunità Maya, cibo “catracho” e molto di più. E’ possibile arrivare alla città maya di Copán dal Guatemala, dal Salvador, dalla capitale di Honduras Tegucigalpa e anche dall’isola di Roatan. In ogni direzione ci sono comunque più o meno 300km da fare. Un viaggio molto lungo ma che ne vale davvero la pena.

Accenni Storici

La città Maya di Copán fu fondata nel 426 d.C. da K’Inich Yax K’uk Mo. Un nome davvero strano, ma dal significato incredibile: grande sole splendente, quetzal, ara. Tre elementi fondamentali nella cultura Maya, il sole fonte della vita e i 2 uccelli più belli e diffusi della zona centro americana. Dopo il primo re sono susseguiti altri 15 re, 16 in totale per poi diventare una città fantasma. Copán crebbe molto a livello economico e di prestigio grazie al controllo del fiume e del commercio di giada. Il 13° re di Copán fu brutalmente decapitato da re della vicina città maya guatemalteca, impossessandosi perciò di tutte le risorse di Copán. La città senza più risorse sopravvisse solamente per altre tre generazioni di re. Un dato davvero incredibile è che nella città abitavano circa 90.000 persone.

Dove dormire a Copán

Una volta scesi dall’autobus si percorre la strada centrale che porta dritti al parco di Copán. Essendo una piccola città turistica, in tutte le strade è presente un albergo o un B&B. C’è una selezione abbastanza ampia con prezzi più o meno alti. Personalmente, abbiamo scelto un hotel che ci offrisse il miglior rapporto qualità/prezzo. Abbiamo scelto il B&B Berakah. Oltre ad offrire alloggio, ha un servizio privato di trasporto per altri siti turistici nei pressi di Copán, e rotte verso Nicaragua, Salvador e Guatemala. Il Bed and Breakfast si trova a 50 metri dal parco centrale. E’ gestito a livello familiare, lo staff è molto cordiale e lo consigliamo.

I Musei Di Copán

Nei pressi delle rovine maya di Copán Honduras ci sono diversi musei. Il più bello è decisamente quello delle sculture Maya dove è possibile vedere la fedele ricostruzione del tempio Rosalila dedicato al fondatore di Copán K’Inich Yax K’uk Mo. Il museo vale davvero una visita, ci sono dettagli sul gioco della palla Maya, sui ritrovamenti di ossa e teschi e le statue rappresentanti alcuni dei 16 re di Copán. Oltre al museo delle sculture ci sono anche i musei dell’archeologia Maya e quello digitale.

Alcune Curiosità

Le rovine di Copán sono uniche nel suo genere. Le sculture monolitiche dei re situate all’interno del parco archeologico sono quelle con una profondità di scultura maggiore rispetto alle statue di altre città del Centro America. La scala con i gradini pieni di iscrizioni Maya forma il testo più lungo e meglio preservato della lingua antica. Sembrerebbe che ogni nuovo re facesse riscolpire tutti i gradini con la sua propria storia. Un’altra curiosità è che grazie agli anelli che fanno da contorno agli occhi della statua del fondatore, si è scoperto che le sue origini sono, molto probabilmente, messicane. K’Inich venne dal Messico fino a Honduras e fondò la città di Copán.

La Comunità Maya odierna

Dal centro della piccola città è possibile cavalcare fino alla comunità Maya odierna. Vivono in case fatte di fango con tetti di legno e tegole di terra cotta. Il loro stile di vita è molto semplice: coltivano, allevano e tessono con macchinari manuali. Nella loro semplicità sono delle avanguardie. In Europa può costare molto edificare con la bio-edilizia. In Centro-America è il modo più accessibile di costruire. Le case fatte di mattoni di fango sono molto fresche all’interno, non hanno bisogno di materiali cementizi per essere costruite e creano una connessione tra Uomo e Terra incredibile.

La comunità maya di Copán è composta da circa 4.000 persone, che un tempo parlavano il Chorti, una lingua discendente diretta della lingua Maya classica. Nel villaggio è rimasta solamente un’anziana signora a parlare esclusivamente Chorti, non capisce lo spagnolo e i suoi compaesani dicono che parli continuamente da sola, nel suo dialetto, per non sentire la nostalgia. Quasi nessuno la capisce e lei non capisce a nessuno. Fortunatamente nelle scuole della comunità stanno ricominciando a insegnare la lingua Chorti, attualmente quasi morente in questa zona e più diffusa in Guatemala.

La nostra esperienza alla comunità Maya di Copán

Appena siamo scesi da cavallo tutti i bambini della comunità ci sono corsi incontro. All’inizio ho pensato: “che bello… Ci stanno accogliendo così calorosamente!”, ma era un illusione. Da dietro le spalle tirano fuori mazzi di fiori e bambole create con le piante di mais. Guardo mia moglie, mia moglie ricambia il mio sguardo e in un attimo capiamo la grande trappola per turisti. Gli uomini nel campo, le donne chiuse in casa e i bambini che ci saltano letteralmente addosso nella speranza di vendere qualcosa. Ovviamente non compriamo niente per principio. Una riflessione però la vorrei fare. Che bisogno c’è di mandare i bambini a vendere ai turisti quando tu madre potresti piazzare un piccolo tavolo con le tue creazioni?

Mentre visitammo la “casa-telaio” i bambini ci seguono. Chiedo i loro nomi e instauriamo una presunta amicizia. Appena convinto di essere diventato loro amico mi assalgono di nuovo per vendere le cose che avevano in mano. Indignato dico in spagnolo alla bambina più vicina a me: “se compro a te non posso più comprare ai tuoi amici”. La risposta in coro dei bambini? “Comprame a mí! Comprame a mí!”. Un bambino, il più piccolo, non ha merce da vendere. Sempre nella mia indignazione chiedo a voce alta per farmi sentire dalla madre: “Y el niño chiquito no vende nada? Qué bárbaro!” (Tradotto in italiano: il piccolino non vende niente? Fantastico!) Appena sua mamma sente le mie parole, corre a mettergli tra le mani una bambolina di foglie secche. Andiamo via dalla  comunità con l’amaro in bocca.

Conclusioni

Visitare le rovine Maya di Copán è una vera sfida a causa delle lunghe distanze. Ne vale davvero la pena se siete appassionati della cultura Maya. Se visitate Copán ricordatevi di bere molta acqua durante la visita al parco archeologico. Il sole picchia molto forte e disidratarsi è molto facile. Ci è dispiaciuto moltissimo che la visita alla comunità maya si sia rivelata una vera e propria trappola per turisti. Ci sarebbe molto da imparare dal loro stile di vita, ma lo sfruttamento di quelle piccole creature rovina l’intera esperienza, ma la responsabilità è esclusivamente dei turisti che continuano ad acquistare souvenirs dai bambini.


Guest-post di Gennaro e Jennifer di www.barricotravel.com,
coppia di viaggiatori in giro per il mondo, con base in Nicaragua


 



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