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Turismo responsabile, turismo sostenibile ed ecoturismo: le differenze

Turismo responsabile, turismo sostenibile ed ecoturismo, qual è la differenza e quali sono le caratteristiche di ognuna di queste tipologie di turismo? 
Partiamo dal fatto che nel linguaggio comune la differenza tra turismo responsabile e sostenibile è soltanto una sfumatura e i termini sono ormai sinonimi, ma originariamente il turismo responsabile valutava l’impatto etico del turismo sulla popolazione locale e il suo sviluppo economico e sociale, mentre il turismo sostenibile considerava l’impatto del turismo sull’ambiente, quindi l’inquinamento e il degrado ambientale legato al turismo. Oggi i principi della sostenibilità comprendono quelli della responsabilità, e viceversa.  Si può considerare valida la regola – elaborata in ambiente anglofono – delle tre E: Economy, Ethics e Environment.
Economia-Ambiente-Società
termini “sostenibile” e “responsabile” non hanno nulla a che fare con il budget di un viaggio. Pensare ad un viaggio responsabile come un viaggio low-cost è un errore, non è così. Un viaggio responsabile si può intraprendere da soli zaino in spalla o affidandosi a tour operator e associazioni specializzate e il costo potrebbe anche essere più alto delle offerte del turismo di massa.

Ora passiamo al comune (e comprensibile) errore di confondere il turismo sostenibile/responsabile con l’ecoturismo. Si parla di ecoturismo quando la motivazione del viaggio è godere di un ambiente naturale, ma ultimamente le definizioni di ecoturismo includono anche i principi del turismo responsabile. L’International EcoTourism Society lo definisce “un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali”; ma nella realtà globale si tende ad attribuire la parola eco-turismo ai viaggi naturalistici, e un viaggio a contatto con la natura non è necessariamente sostenibile e/o responsabile. 
 
Un esempio può spiegare meglio il tutto: un eco-resort gestito interamente da canadesi in mezzo all’Amazzonia peruviana che organizza magnifiche escursioni in foresta. Questo è ecoturismo, ma non è turismo responsabile perchè gli incassi andranno ai canadesi e non alla popolazione locale.
 
Un altro esempio vissuto in prima persona: nell’estate 2015 ho fatto un test-tour in Libano per valutare la sostenibilità di un viaggio prima che fosse messo in commercio come tour di eco-turismo. Il tour ci portava alla scoperta dei parchi naturali del sud del Libano, alcuni ben gestiti, altri purtroppo in situazioni di degrado ambientale, per motivi politici ed economici più che di cattiva gestione. I turisti (americani ed europei, questo era il target) che avrebbero acquistato questo viaggio come pacchetto di eco-turismo sarebbero tornati soddisfatti? Probabilmente no. Vedere parchi naturali cosparsi di rifiuti lascia amarezza, non fa godere dell’ambiente naturale. I turisti che avessero invece comprato questo viaggio come turismo responsabile sarebbero partiti con altre aspettative e probabilmente sarebbero stati soddisfatti del viaggio.

Ovviamente molte proposte ecoturistiche sono anche sostenibili (turismo ecosostenibile), ma è opportuno, a mio parere, distinguere il turismo responsabile e sostenibile dall’eco-turismo. Sarebbe magnifico che i termini potessero diventare sinonimi e comprendere l’aspetto ambientale, economico e culturale, ma lo trovo un tentativo prematuro che in questo momento può solo creare confusione.

In tutto il mondo questi termini sono stati interpretati in maniera differente, ma in ogni caso le parole chiave sono rispetto – dell’ambiente, della cultura e dell’economia locale – e consapevolezza delle proprie azioni mentre si viaggia.



2 Comments

  1. Sono contenta che abbiate apprezzato il post e mi ha fatto molto piacere ricevere il vostro commento perchè "vi sento vicini": anche io gestisco un agriturismo (www.capenelope.it) e da qualche mese mi sto dedicando al progetto dei Bio Agriturismi emiliani (stiamo lavorando al nuovo sito) un'associazione di agriturismi biologici, molto attente alla sostenibilità, che vogliono promuovere il turismo rurale nella zona emiliana. Purtroppo, come accennate anche voi, notiamo una tendenza degli enti turistici a coinvolgere soprattutto gli albergatori e a non considerare gli agriturismi nel mondo dell'accoglienza turistica, limitandoli solo al settore dell'agricoltura. Almeno è così in Emilia Romagna, lo stesso discorso non si può fare certamente per la Toscana che ha fatto degli agriturismi il suo fiore all’occhiello (purtroppo ci sono anche molti agriturismi finti). Noi speriamo sinceramente che le cose cambino (e ci stiamo lavorando) perchè strutture come le nostre potrebbero (e qui cito le vostre parole) offrire al mercato un prodotto ineccepibile in qualità ed etica.
    Ho cominciato a seguirvi sui social network, se passate dalle mie parti fatevi sentire!
    http://www.facebook.com/Agriturismi.Biologici.Emilia

  2. Buonasera Valentina,
    noi abbiamo un piccolo Agriturismo in Toscana, dove a fatica cerchiamo tutti i giorni di conciliare le categorie da lei spiegate, benissimo, nel suo blog.
    Il suo articolo è davvero utile, e spiega parole inflazionate già prima di essere 'capite'.
    Vogliamo perciò condividere con Lei la nostra esperienza: il nostro Agriturismo, in quanto tale, lontano dal trambusto ma anche dai confort della città, pratica da anni l'Ecoturismo. Lavorare i nostri campi, per noi, come siamo sicuri lo sia per Lei, non è un TREND. Cerchiamo di tramandare e preservare il verde con il lavoro giornaliero della nostra famiglia.
    Turismo sostenibile: per i motivi che ho spiegato sopra, cerchiamo di educare i nostri ospiti, facendoli sentire 'parte del progetto'. E, devo dire, funziona.
    Turismo responsabile: facciamo parte di un progetto chiamato Memory Route, in Valtiberina Toscana, che ha lo scopo di mettere in connessione la comunità locale, coinvolgendola in prima linea, con quella del web: la memoria di un luogo come marketing dello stesso. In questo momento in Italia, il turismo responsabile dovrebbe creare coesione fra gli addetti ai lavori (non solo albergatori, ma anche, come nel nostro caso: tartufai, contadini, piccoli e medi produttori) per offrire al mercato un prodotto ineccepibile in qualità ed etica.

    Le facciamo i nostri più sinceri complimenti, e speriamo un giorno di conoscerla personalmente.

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  1. Valentina Miozzo, viaggiatrice responsabile - Ambient&Ambienti - […] a tutti la lettura del post che Valentina ha scritto a riguardo nel suo blog , […]

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