Pages Navigation Menu
InstagramTwitterRssFacebook

Parco dei 100 laghi, Valli del Cedra e del Parma – Informazioni e sentieri

Parma e la sua provincia sono associate al buon cibo ed ai prodotti tipici del suo fantastico territorio che racchiude e regala meraviglie uniche al mondo. Nelle Valli del Cedra e del Parma, gastronomia e natura vanno a braccetto: chilometri e chilometri di sentieri permettono di scoprire luoghi incantati e ricchi di storia e tradizione e dopo una sana passeggiata non ci saranno rimpianti nel godersi le tante prelibatezze che queste valli possono offrire, dai salumi ai dolci tipici.

Escursionisti sul Marmagna

COME ARRIVARE

Il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, meglio noto come Parco dei Cento Laghi, occupa una porzione dell’Appennino parmense orientale, al confine con Reggio-Emilia e Massa-Carrara. Un comodo accesso al parco è la strada che risale la Val Parma passando per i principali paesi: una tappa obbligata è il castello di Torrechiara, uno dei più belli e meglio conservati d’Italia; il maniero domina il bellissimo borgo medievale in cima ad un colle che emerge tra i vigneti e domina la valle. Si passa poi per Langhirano e Corniglio fino a giungere in località Cancelli dove la strada diventa sterrata: a sinistra, in circa 5-6 km, si può raggiungere in auto il rifugio Lagoni (la strada è un po’ dissestata), mentre a destra, in meno di un chilometro, si raggiunge la località di Lagdei; entrambe si trovano sotto il crinale appenninico principale che separa Emilia e Toscana.

Dopo Langhirano, invece, si incontrano le indicazioni per Pratospilla, località sciistica attualmente chiusa e Schia, località turistica a poco meno di un’ora dalla città, che offre piste da sci, sentieri e attività di vario genere ai piedi del Monte Caio e dei suoi stupendi panorami verso la pianura e verso le montagne circostanti. Il Caio si trova al di fuori del crinale ed in posizione centrale rispetto a gran parte delle cime dell’Appennino emiliano: dalla vetta il panorama spazia sulle principali cime del parmense e dell’Appennino reggiano, dal Marmagna, all’Alpe di Succiso, passando per Cusna e Ventasso, anche la famosa pietra di Bismantova sembra a due passi.

QUANDO ANDARE

Il periodo migliore per visitare la zona è l’estate, anche se il caldo da queste parti spesso si fa sentire, ma il meteo risulta più stabile. Anche la primavera regala emozioni forti, infatti spesso le praterie in quota sono ancora coperte di neve e a valle la vita inizia a destarsi in un tripudio di colori vivaci che iniziano a puntellare boschi e prati: due stagioni differenti a seconda della quota! In autunno, invece, le foreste iniziano a perdere le foglie, preparandosi al lungo inverno, ma si sa, in natura le emozioni non mancano mai ed i boschi si tingono di colorazioni strepitose e la varietà di vegetazione permette una gamma cromatica incredibile. Grazie ai rifugi spesso aperti (Lagoni, Mariotti, Lagdei, per citarne alcuni) è possibile vedere questo spettacolo anche al tramonto, e perché no, riflesso nel blu profondo delle acque di uno degli innumerevoli laghetti (siamo sempre nel Parco dei 100 Laghi!). Anche l’inverno è un’ottima stagione per visitare il parco e fare attività all’aria aperta: scialpinisti ed escursionisti con le racchette da neve sono sempre ben accetti. Anche gli alpinisti non rimarranno a bocca asciutta.

Lago Santo in autunno

A livello meteorologico, le zone di crinale sono le prime dove si fermano le nuvole e quelle che raccolgono la maggior parte delle precipitazioni: capita spesso di trovare nebbia e pioggia a Lagdei e sole sul Monte Caio. Valutare bene la zona in base alle previsioni del tempo, ricordandosi che siamo in una delle zone più ventose d’Italia, quindi vestirsi in modo adeguato. Anche il repellente per insetti non è da lasciare a casa, soprattutto in tarda primavera ed estate.

I LAGHI

La maggior parte dei laghi del parco si trovano sul crinale principale, dove si ergono anche le cime più alte che raggiungono il punto più elevato sul monte Sillara ad oltre 1800 metri di quota. Questi bacini d’acqua dolce sono di origine glaciale, infatti dalla catena principale si staccano contrafforti, spesso rocciosi, che dividono il versante emiliano del crinale in varie conche che ospitavano grandi ghiacciai; al loro ritiro sono rimasti questi laghi. Nei pressi dell’abitato di Bosco di Corniglio è visibile anche una delle antiche morene (le morene sono il materiale roccioso trasportato dai ghiacciai). Da non perdere il Lago Santo, il Lago Verde e il Lago Ballano.

Lago Santo Parma

ATTIVITA’

Le terre alte della provincia di Parma possono soddisfare tutti i gusti e tutti i livelli sportività, trovandone il giusto punto d’incontro. Le attività offerte sono molteplici e variano a seconda della stagione: le escursioni giornaliere non mancano e partono da tutte le località indicate.

Un itinerario classico è il monte Marmagna partendo da Lagdei e passando per il Lago Santo ed il rifugio Mariotti adagiato sulle sue sponde (sentieri 723A e 723). Il tragitto può essere accorciato utilizzando la seggiovia che parte da Lagdei e sale comodamente fino al Mariotti
(verificare periodi di apertura e orari). Si può arrivare alla cima anche durante l’inverno (con la dovuta attrezzatura per l’autosoccorso in valanga ed i ramponi, sempre utili in questa stagione in Appennino per il ghiaccio spesso presente anche sui pendii meno ripidi o nel bosco). Il panorama offerto spazia dalle Alpi alle isole del mar Tirreno e Ligure.

Anche la cima del monte Caio è una meta facile ed appagante e si raggiunge facilmente da Schia su sentieri ben segnati. Qui è anche possibile sciare durante l’inverno. La zona di crinale è un buon terreno di gioco anche per gli alpinisti che possono trovare canali da salire in inverno e vie di roccia e falesie da affrontare durante la bella stagione.

Alpi e Roccabiasca

La zona dei Lagoni è famosa anche per il boulder (attività di arrampicata). Ovviamente non mancano i percorsi in mountain bike ed i trekking di più giorni: rifugi e bivacchi sono presenti e si trovano anche alcuni ostelli nei paesi più a valle, ad esempio quello all’interno della rocca di Corniglio.

Se sei un’escursionista abituato qui puoi trovare informazioni sulla sentieristica altrimenti partecipa alle escursioni guidate, affidandoti a una Guida Ambientale Escursionistica esperta. Ti consiglio:

DOVE DORMIRE

Oltre ai rifugi e punti di ristoro e pernotto già citati, il territorio offre molte altre strutture disseminate lungo le valli.

Rifugi: Lagdei, Mariotti, Lagoni, Albergo Pratospilla

Bivacchi e ricoveri di emergenza: Capanna Badignana, Capanna Cagnin, Capanna Braiola o capanna Schiaffino

Itinerari consigliati:
Monte Marmagna (da Lagdei, sentieri 723A e 723)
Monte Roccabiasca (dalla strada per i Lagoni, sentieri 721 e var.721)
Monte Matto (dai Lagoni, sent. 711,715 e 717)
Monte Bocco (da Pratospilla, sent. 705 e 00)
Monte Caio (da località Pian della Giara, sent. 710 – 732)

Applicazioni utili:
Appennino Sentieri: cartine offline, tracciamento GPS e notifiche sulle chiusure dei sentieri.

Nota importante: Tutte le informazioni citate riguardano l’ambiente montano, che di per sé non è esente da rischi ed è per natura mutevole, quindi, prima di affrontare un’escursione, è necessario avere la dovuta attrezzatura ed informarsi su stato e numerazione dei sentieri, l’apertura dei rifugi e degli impianti di risalita.


Articolo di Nicola Zanoli


 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »