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Isole Eolie – L’arcipelago vulcanico del Mediterraneo

Il dio dei venti, Eolo, fissò la sua dimora in questo affascinante arcipelago vulcanico formato da sette isole sorelle, diversissime tra loro, ma con peculiarità che le rendono straordinarie: vulcani ancora attivi, sorgenti termali e fumarole, spazi antropizzati che si contrappongono ad aree selvagge ed inviolabili, gli aspri contrasti tra coste a strapiombo sul mare e docili colline coltivate, imponenti faraglioni e picchi dalle forme contorte, cesellate dalla forza del mare.

Se si potessero riassumere le Eolie con la varietà di colori che le caratterizzano, nero sarebbe Stromboli per la roccia lavica e i tipici arenili, bianco Lipari, per le spiagge di pomice, verde Salina per la fitta macchia boschiva, giallo Vulcano per le attivissime bocche sulfuree, blu Panarea per il mare che la circonda assieme a piccoli scogli…e poi azzurro, oro, ocra che dipingono i cieli e i terreni di Alicudi e Filicudi, le meno turistiche e più lontane.

Caratteristica in comune è la tipica macchia mediterranea, impreziosita dagli aromi del rosmarino, del timo e del lentisco, dalla coltivazione di vite e olivo e dalla presenza abbondante del cappero, il simbolo dell’arcipelago. Il mare ancora pescoso e pulito regala frutti abbondanti ai pescatori locali; sovente, nei trasferimenti via nave o aliscafo è facile imbattersi nei pescherecci di rientro dalle battute mattutine.

Da sempre abitate, si scorgono segni ben evidenti del passato, dai villaggi preistorici ai resti di costruzioni e opere greche, romane e normanne, fino alle più recenti testimonianze delle incursioni del pirata Barbarossa o del dominio del Regno delle Due Sicilie. Isole di vento e di sole che hanno inevitabilmente forgiato anche il carattere e l’identità degli abitanti, che vi accoglieranno con calore e cordialità offrendovi pietanze dal sapore unico di mare, ma anche di terra.

VULCANO

Distante da Milazzo solamente 12 miglia, è l’isola più meridionale e già il nome ne descrive appieno le caratteristiche. L’odore acre di zolfo è ben percepibile nell’aria, le fumarole sono attive così come il vulcano, i fanghi termali nei pressi del porto sempre affollati di turisti e curiosi. Per farsi una precisa idea dell’isola bisogna raggiungere la vicina sommità del Faraglione di Levante, da cui si osserva bene Vulcanello, e visitare la Spiaggia delle Sabbie Nere e la Valle dei Mostri, le cui rocce dalle forme più astruse sono state modellate dal mare e dal vento. Consiglio di affrontare la breve scalata al cratere, da cui la vista è impagabile e si ha la sensazione di trovarsi ai primordi della Terra. Via mare, la Cala del Formaggio, la Piscina di Venere, la Grotta del Cavallo, la Spiaggia dell’Asino, Punta Bandiera, Punta del Grillo e Cala Rossa sono solo alcune delle innumerevoli attrattive che l’isola offre al turista, insieme, perché no, alla possibilità di shopping in varie boutique nella zona del Porto di Levante.

LIPARI

La più grande e popolosa isola dell’arcipelago, nonché la più complessa dal punto di vista geologico e vulcanologico, fu abitata fin dal neolitico ed è tuttora considerata la “capitale” delle Eolie, ricca di attività e ospitalità turistica. Sulla sommità dell’acropoli sorge il Castello e la cittadella fortificata di origini normanne, sveve, aragonesi e spagnole; la poderosa cinta muraria nella parte alta separa Marina Lunga e Marina Corta e la parte inferiore della città. Di inestimabile valore la cattedrale normanna di San Bartolomeo, il Museo Archeologico Eoliano, il teatro greco e gli innumerevoli scavi archeologici. Un giro in barca attorno all’isola offre scenari incantevoli, tra faraglioni (Pietralunga, Punta Berciato, Torricelle), scogli (Palmeto, Forbici, Brigio, Formiche, Monaci), grotte (Mulino a Vento, Signora, Piccola, Grande, Mosche), spiagge di sabbia bianca pomice (Canneto) o nera ossidiana. Assolutamente consigliati anche gli itinerari subacquei di Punta Castagna, Pietra al Bagno e Secca al Bagno, tra colate di bianca pomice, flora, fauna e fondali trasparenti.

SALINA

L’antica Didyme, isola gemella per la forma data da due rilievi simili separati da una sella, deve il suo nome a uno stagno costiero un tempo utilizzato appunto come salina. Alte coste e fitta macchia mediterranea comprensiva di lecci, pini, castagni, ginestre, corbezzoli e mirti si sviluppano alle pendici dei monti, mentre la fertilità del suolo e un buon sviluppo idrografico pressoché assente nell’arcipelago, ne fanno l’isola agreste per antonomasia, con le coltivazioni di vite (malvasia bianco e vini rossi liquorosi), ulivo e capperi. Da Santa Maria di Salina a Lingua, Malfa, Capo Faro, Il Perciato, Rinella, fino alla Riserva Naturale “Le Montagne delle Felci e dei Porri”, la scelta tra mare e montagna non è mai stata così ampia. Capitolo a parte merita Pollara, dove fu girato nel 1994 il film “Il Postino” interpretato da Massimo Troisi, narrante l’esilio del poeta Pablo Neruda.

PANAREA

L’isola più piccola e antica dell’arcipelago è anche la più mondana e alla moda, caratterizzata da un vario e pittoresco arcipelago formato da scogli e isolotti, tra i quali spicca Basiluzzo, di notevoli dimensioni. Le abitazioni sorgono sparse tra oliveti e rupi mastodontiche, divise in tre contrade comunicano allegria per la non linearità e per i colori dei vialetti traboccanti di ginestre, gelsomini, fichi d’India, capperi dai fiori variopinti. Descrivere le tante bellezze naturalistiche che si incontrano durante un’escursione in barca è impossibile in poche righe, mi limito a menzionare gli scogli delle Formiche, Lisca Nera e Bianca, Bottro, Dattilo, Bastimento e Spinazzola, la Punta del Corvo, la Cala degli Zimmeri e soprattutto Punta Milazzese con gli scavi e i reperti preistorici e la sottostante Cala Junco dalle acque trasparenti che invogliano al bagno rilassante.

STROBOLI

Forse l’isola più caratteristica dell’arcipelago, il vulcano più attivo d’Europa che si erge dal fondale per ben 2400 metri e regala soprattutto di notte la caratteristica Sciara del Fuoco, una colata di lava incandescente, che dal cratere scende lungo un ripido pendio fino al mare, ben apprezzabile durante le gite in battello. Le casette bianche sorte tra la vegetazione o tra spiagge scure come l’ebano, generano particolari contrasti di tinte policrome e di scorci idilliaci. La salita al cratere è un’esperienza unica (obbligatorio l’accompagnamento di guide esperte), di notte regala emozioni e suspence in scenari aspri e, senza esagerare, apocalittici, tra brandelli di lava, esplosioni più o meno violente, emissioni di vapori ed efflussi lavici che si riversano lungo il pendio della Sciara. Da segnalare il famoso Strombolicchio, enorme scoglio dalla sagoma simile a un castello, sulla cui sommità è posto un faro e gli itinerari subacquei nei pressi della Sciara, vicino agli abissi della Fossa del Tirreno.

FILICUDI e ALICUDI

Spesso accoppiate nei tragitti dei battelli, le due isole sono di una bellezza quasi irreale e incontaminata. Filicudi deve il nome alle felci che ne ricoprono il paesaggio; ricca di storia e natura, è dotata di un pittoresco porto nel borgo di Pecorini a Mare e può vantare la spettacolare Grotta dei Gamberi, visitabile in escursioni subacquee.

Alicudi è l’isola del silenzio, quasi disabitata, perfetta per chi cerca tranquillità lontano dal turismo di massa, adatta a passeggiate tra la boscaglia di erica, capperi e fichi d’India, con panorami mutevoli tra forre e rocce policrome. Notevoli anche le spiagge, le grotte, gli archi naturali, elementi apprezzabili dagli appassionati subacquei che certamente vi troveranno un vero e proprio paradiso.

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Guest post di Fabio Cavazzuti, modenese amante della MTB, guida ambientale escursionistica ed ingegnere atipico, che appena può fugge dall’ufficio per calarsi nella natura e lasciarsi accompagnare dalle sue bellezze, sempre curioso e avido di nuove scoperte.


 



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