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Le immersioni in gabbia con gli squali sono sostenibili?

Lo shark-diving consiste nell’immergersi nel mare all’interno di una gabbia, con o senza bombole a seconda della profondità, per vedere gli squali da vicino, che vengono attratti con una pastura speciale.

Ma… le immersioni in gabbia con gli squali sono sostenibili?

shark-cage

Devo dire la verità, da turista responsabile, il mio primo pensiero è stato negativo: dare da mangiare ad animali selvatici per avvicinarli all’uomo è una pratica da evitare assolutamente. Sono rimasta stupita quando ho visto che le immersioni con gli squali in Sud Africa sono addirittura promosse dal WWFHo voluto approfondire. L’ho fatto prima chiedendo pareri ad alcuni specialisti che si occupano della salvaguardia degli squali e poi – una volta appurato che è realmente una pratica sostenibile – provando l’esperienza in Sud Africa.

Riporto di seguito i feedback degli specialisti a cui mi sono rivolta.

Manuela Gargiulo di Stop Shark Fishing si occupa di conservazione degli squali e mi ha spigato in modo esaustivo il tutto:

Il bait non ha nulla a che fare con lo shark feeding (pratica verso la quale sono completamente contraria). Il bait è un’esca abbinata alla pastura che serve esclusivamente ad attirare i grandi bianchi per fare in modo che l’attesa di un avvistamento non sia troppo lunga. Non altera la predazione degli animali e non provoca frenesia alimentare. Il cage diving è turismo ecosostenibile a tutti gli effetti. Gli animali non vengono disturbati più di tanto e soprattutto non vengono cacciati. Insieme alla protezione CITES è senz’altro una mossa astuta per la loro salvaguardia. Fabrizio Gioelli di www.sharkschool.it spiega:

Se il cage diving viene fatto in modo giusto gli squali non mangiano, ma vengono solo attirati nei pressi della barca utilizzando delle esche e il bait. Se gli squali ci sono i turisti arrivano e se i turisti arrivano aumentano gli interessi a mantenere vivi gli squali, piuttosto che a pescarli per spinnarli, o per utilizzarne le mascelle.

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I ricercatori del Centro Studi Squali 

Da ben 16 anni ci rechiamo per studi in Sudafrica e come molti altri ricercatori e conservazionisti riteniamo che l’attività di ecoturismo legato agli squali, se svolto seguendo alcune regole di buon senso, rappresenti una delle poche alternative e modalità concrete per procedere alla loro salvaguardia. Mi spiego meglio, una mandibola di bianco era venduta fino a non molti anni fa a decine di migliaia di euro, da quando ci sono gli operatori ecoturistici, i vecchi pescatori di squali si sono convertiti in protettori degli squali bianchi e così sta avvenendo ovunque nel mondo: si opera una vera e propria rivoluzione culturale. Peraltro anche studi scientifici recenti indicano che seguendo le regole non ci sono effetti collaterali nel comportamento degli squali. 

Ho fatto l’esperienza di immersione in gabbia con gli squali in SudAfrica con Marine Dynamics Tours, associazione di ricerca per la salvaguardia degli squali, che si sostiene con le attività di ecoturismo di avvistamento squali e balene; propone anche progetti di volontariato. Durante il viaggio in barca l’equipaggio era composto da biologi che rispondevano ad ogni domanda, fornivano informazioni e prendevano dati per statistiche. Marine Dynamics ha vinto, sia nel 2015 che nel 2016, il premio African Responsible Tourism Awards 2016 ed è presentata in questo articolo, in inglese, su responsibletraveller.

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Ogni anno milioni di squali sono cacciati dai pescatori per la loro carne e per le pinne, usate purtroppo per la famosa zuppa di pinne di squalo. La pratica del finning è veramente atroce, consiste nel tagliare le pinne dello squalo, che viene poi rigettato in acqua ancora vivo. Lo shark cage diving  è un businness turistico che fa sì che lo squalo sia invece protetto e tutelato. L’uccisione degli squali per il finning, il bycatch e la pesca intensiva è calata drasticamente grazie a questa attività, considerata a tutti gli effetti di turismo sostenibile.

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Se vuoi fare la mia stessa esperienza in Sudafrica, con avvistamento balene e squali, trekking naturalistici e safari fotografici nelle riserve naturali,  questo è il viaggio che propongo, accompagnato da una guida ambientale escursionistica ;) –> Ecoturismo in Sudafrica, itinerario e prossime partenze



4 Comments

  1. Ciao, hai messo in piedi un sito interessantissimo e volevo complimentarmi con te per quello che fai. Ci sono capitato documentandomi sugli elefanti prima di andare a Bali. E adesso scopro che una delle pratiche a cui avevo sempre dato contro, da subacqueo appassionato e amante degli squali, può, se fatta nel modo giusto essere addirittura positiva. A quanto pare non bisogna mai dare per scontato niente… né che lo shark diving sia moralmente sbagliato né che gli elefanti che disegnano siano teneri.

    Grazie mille davvero, continua così che stai facendo una cosa bellissima, servono persone come te altrimenti la gente non può sapere l’impatto che ha.

    • Grazie Giona per le tue parole, mi impegno sempre nella ricerca per scrivere post utili, scritti in modo semplice e chiaro, di facile lettura e comprensione, per diffondere informazioni; quindi le tue parole mi fanno davvero piacere.
      Grazie.

  2. interessante!

    Non mi convince sino in fondo, soprattutto perchè chi parla di questa attività ha conflitto di interesse molto spiccato. Sia che sia una no-profit che non.

    E’ cmq interessante il presunto spostamento dal “bracconaggio” al turismo.

    Dico presunto perchè, l’elemento mancante in tutta questa tesi sono i dati scientifici a supporto.

    E’ vero che il “finning” è diminuito? Chi lo misura? come si può misurare?

    L’unica cosa che è certa è che lo shark diving è in aumento e darà reddito a tante profit e non profit che non potranno altro che parlarne bene.

    • Ciao Simone! Nell esperienza che ho fatto io l’equipaggio era composto da biologi che rispondevano ad ogni domanda e prendevano dati per statistiche. Per approfondire ho chiesto a centri di ricerca e non agli operatori, proprio per evitare le realtà con conflitto di interessi. Poi come in ogni cosa ci sarà chi lavora bene e chi no. Comunque chi vuole approfondire e richiedere dati statistici può consultare i siti e contattare i link che ho messo nel post, credo sarebbero contenti di condividere le informazioni.

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