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La popolazione Maya OGGI

Salve a tutti, mi chiamo Marlon, sono una guida italo-messicana di Playa del Carmen, Messico. Ho vissuto in Italia per 13 anni e a scuola alle superiori mi sorprendeva il fatto che ci fossero soltanto due o tre pagine dedicate ai Maya e alle civiltà precolombiane. Poi un giorno già tornato in Messico come un ragazzo di 24 anni mi sono reso conto che la maggior parte delle persone ancora oggi pensano che la Cultura Maya e la civiltà Mesoamericana siano delle civiltà del passato, estinte ai giorni nostri.. ma ho una buona notizia: i Maya sono vivi!
Collaboro tutti i giorni con persone di lingua Maya, Playa del Carmen è una famosa meta turistica e si trova in una penisola che si chiama Yucatan, regione che fa parte del Mondo Maya. Questo è suddiviso tra gli stati messicani dello Yucatan, del Quintana Roo, del Tabasco, del Campeche e del Chiapas, e 4 Stati dell’America Centrale che sono El Salvador, Belize, Honduras e sopratutto il Guatemala.
In questo immenso territorio i Maya si sono adattati a diversi tipi di geografia e di clima: dalle montagne del lago di Atitán e San Cristobal de las Casas, alla foresta tropicale del Petén guatemalteco e grandiosi fiumi come l’Usumacinta e il Grijalva. Il nord del Territorio Maya è invece una penisola calcarea, con fiumi sotterranei e una foresta subtropicale fitta e quasi impenetrabile, cosparsa da pozzi naturali d’acqua dolce cristallina per migliaia, i famosi Cenotes.
I Maya parlano oggi 32 lingue diverse, alcune molto simili tra di loro così come lo sono l’italiano e lo spagnolo, altre diverse come l’italiano e il tedesco. Ogni lingua corrisponde a un diverso gruppo etnico. Alcuni popoli Maya del Messico sono i Tzeltal e i Totzil, i Toholabal e i Chol, i Lacandones e i Yucatechi. Nella Penisola dello Yucatan vivono appunto i Maya Yucatechi.
Mappa del mondo maya
La religione dei Maya è animista, venerano delle divinità tangibili che vennero fuse al Cristianesimo dai primi anni dell’invasione spagnola, quando i frati francescani adattarono molte storie dei Maya alle storie bibliche (sincretismo), e così le antiche divinità diventarono santi e madonne arrivando ad un compromesso che garantì la sopravvivenza delle antiche credenze.
I Maya di oggi venerano i 4 punti cardinali, gli spiriti della foresta e dell’acqua, così come venerano le antiche piattaforme abbandonate nella foresta dai loro antenati. Nel pantheon dei Maya Yucatechi di oggi figura lo spirito della selva,  il Yum Balam, il dio della pioggia Chaak, e la loro pianta più sacra, il Mais. Nel centro del loro universo vi è l’albero della Vita, la Ceiba chiamata in Maya Yucateco Yaax Ché, che vuol dire “Albero verde” o “Albero Principale”. Coltivano la terra come i loro antenati, tagliando gli alberi in spazi con forme quadrate nel bosco sub tropicale, dove poi le bruciano e piantano mais, fagioli, zucche e pomodori. Per avere un buon raccolto realizzano la cerimonia della richiesta di pioggia, l’antico rituale del Cha-Chaak.
Sciamana maya
I Maya sono grandi saggi e grandi conoscitori delle piante medicinali, condividono la proprietà della terra circondante le loro comunità. Spesso praticano il baratto e il lavoro comunitario. Purtroppo nella storia del Messico moderno, dall’indipendenza del 1821, i popoli originari come i Maya Yucatechi sono stati schiavizzati, per poi essere repressi e massacrati durante la feroce Guerra della Caste (1847/1910). Vennero poi emarginati e costretti a lavorare come mano d’opera a buon mercato per le principali multinazionali. Oggi il sistema di vita dei Maya diventa scomodo per il processo di globalizzazione, perché non dipendono per natura dal denaro, e quindi specialmente negli ultimi 30 anni vi è stato una terribile volontà anche da parte dei governi di fargli rifiutare i loro usi e costumi e il loro rapporto con la Natura.
Mais pianta sacra maya
Il popolo Maya ha un grande messaggio da condividere con il mondo moderno: la loro presenza, la loro umiltà, pazienza e pace interiore mi hanno fatto capire che alla fine non è così difficile andare d’accordo l’un con l’altro, ho interiorizzato, grazie a loro, che la Natura e la Famiglia sono le cose più importanti. Ho imparato che gli antenati ci proteggono, e ci insegnano come camminare sulla buona strada.
La loro civiltà è la più profonda radice di un Messico che stenta a trovare la via di uno sviluppo davvero egualitario e giusto. Ed è così che dopo 40 anni dell’arrivo del turismo di massa nel nord del Quintana Roo, i villaggi dei Maya si stanno svuotando per effetto dell’emigrazione verso Cancun, Playa del Carmen e Tulum. I villaggi si svuotano e la gente Maya dimentica la sua lingua, il Maya T’aan.
Fortunatamente non tutto è perduto. Ci sono molti progetti di turismo equo-solidale nelle comunità Maya dove gli abitanti offrono servizi come alloggio, turismo di avventura, visite culturali, birdwatching, vendita di prodotti locali e attività di diffusione della cultura locale e valorizzazione del territorio.
Quindi cari amici, quando verrete a visitare il Messico regalatevi per lo meno una giornata per andare un po’ più al di là della Riviera Maya e le sue spiagge caraibiche, andate ad esplorare, a fermarvi in un paesino, a cercare su internet progetti gestiti da queste meravigliose comunità, per scoprirne i cenotes, i siti archeologici, la gastronomia e la natura di questa regione con gli occhi degli abitanti. Sono convinto che il turismo sostenibile può portare un grande beneficio a questo popolo, ma soltanto quando il progetto di turismo metterà nel centro i bisogni della comunità e servirà veramente alla promozione della cultura del luogo cercando il giusto beneficio economico degli abitanti e il rispetto degli ecosistemi. La Cultura Maya è qui, è viva e vi aspetta.

Articolo di Marlon Mercanti Villanueva



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