Pages Navigation Menu
TwitterRssFacebook

La magia di Bagan – Birmania (Myanmar)

La piana di Bagan in Birmania – l’odierno Myanmar – ha stregato i più grandi viaggiatori nel corso dei secoli ed ancora oggi il suo fascino è rimasto intatto. Marco Polo lodò la bellezza ed il valore delle sue torri già nel Milione. Kipling ne rimase stregato. Terzani scrisse che l’alba su Bagan è una di quelle viste che ti fa sentire fiero di appartenere alla razza umana. Niente male come presentazione. L’immagine della piana di Bagan, con le mongolfiere che si alzano in volo tra i templi, è nella lista dei desideri di ogni viaggiatore.

Mongolfiere Bagan

Il Myanmar ha avuto una storia molto travagliata, che merita quantomeno un accenno. Solo nel 1948 lo Stato ha raggiunto la propria indipendenza dal controllo britannico. Dopo pochi anni è iniziata una guerra civile tra il governo centrale e le numerose minoranze etniche, che ha portato al potere una giunta militare. Questo governo è stato duramente boicottato a livello internazionale e le visite di turisti stranieri in questi anni sono state molto ridotte. Solamente dal 2011 c’è stata un’apertura da parte del governo, col rilascio di numerosi prigionieri politici ed una forte diminuzione della censura. Dal 2016 il nuovo governo, appoggiato da Aung San Suu Kyi, ha preso il posto della precedente giunta militare, aprendo la Birmania al mondo intero; da qui è iniziata una nuova era per il turismo del Myanmar. Quale momento storico migliore per scoprire la Birmania e le sue meraviglie se non questo?

Il crescente numero di visitatori stranieri è notevolmente aumentato dal 2016, dopo la vittoria dell’attuale governo appoggiato da San Suu Kyi, vero leader del popolo birmano. Approfittatene allora prima che il turismo di massa giunga anche qui, rischiando di cambiare per sempre il carattere di questo splendido popolo.

La zona di Bagan visse il suo momento di massimo splendore tra l’XI ed il XIII secolo, quando il re Anawrahta si convertì al buddismo Theraveda e trasformò Bagan in un importante centro religioso e culturale. In questa piana calda ed arida fece costruire più di 13.000 edifici religiosi, di varie forme e dimensioni, regalando al mondo la magia di Bagan. Circa 2.200 tra templi e pagode sono arrivati a noi, alcuni danneggiati, altri restaurati più o meno fedelmente. Proprio a causa di ristrutturazioni a volte non troppo riuscite, fin ad ora all’area è stato negato l’inserimento tra i patrimoni Unesco, che verrà rivalutato nei prossimi anni.La zona di Bagan si estende sulla riva orientale del fiume Ayeyarwady. Il nucleo principale è la cittadina di Nyaung U, dove si trovano l’aeroporto, la stazione dei bus, il molo d’attracco dei battelli e numerose guesthouse. La mattina, un colorato mercato anima la città.

Old Bagan è invece il nucleo storico che sorge proprio in prossimità del sito archeologico. Qui ci sono gli hotel di categoria superiore. Gli abitanti locali sono invece stati trasferiti dal governo nella cittadina di New Bagan, negli anni novanta.

Poco distante da Old Bagan, il piccolo villaggio di Myinkaba è sede di diversi laboratori e botteghe che producono e vendono lacche, pregiato prodotto locale. Se il vostro itinerario ve lo permette, arrivate a Bagan via fiume da Mandalay. Il viaggio in battello può risultare un po’ monotono, ma il suo ritmo lento vi permetterà di staccare meglio dalla frenesia delle città ed arrivare a Bagan col giusto stato d’animo.

Durante la giornata visitate il sito archeologico. Approfittate invece dei momenti in cui il sole sorge e tramonta per vivere un’esperienza indimenticabile. Tra gli innumerevoli monumenti ancora presenti, alcuni sono assolutamente imperdibili:

L’Ananda Pahto è il più famoso e meglio conservato. La sua maestosa struttura a terrazze è sormontata da un pinnacolo dorato alto 52 metri, visibile da ogni punto della pianura. Al suo interno spiccano quattro grandi Buddha in posizione eretta, realizzati in teak dorato.

Il Sulamani Pahto, maestoso tempio di mattoni rossi, ricco di raffinate decorazioni ben conservate al suo interno e circondato da una rigogliosa vegetazione. Pur non essendo possibile salire sulla sommità, va visitato internamente per apprezzarne la ricchezza degli elementi decorativi del piano terra. 

La Shwesandaw Paya fu il primo monumento costruito a Bagan. Formata da cinque terrazze ed uno stupa centrale, questa pagoda bianca offre un’ampia veduta su tutta la piana ed è la più frequentata per ammirare il tramonto.

Il Dhammayangyi Pahto è il più grande dei templi di Bagan ed è facilmente riconoscibile per la forma che ricorda un tempio azteco.

La Shwezigon Paya è il principale sito religioso di Nyaung U. E’ un edificio dorato che si differenzia dai precedenti come stile. La sera, quando viene illuminato, è particolarmente suggestivo.

Oltre ad essere meta dei turisti stranieri, questi templi sono importanti luoghi di culto frequentati dai birmani nei loro pellegrinaggi. E’ importante quindi tenere a mente che si sta entrando in luoghi sacri e rispettarne le regole di comportamento. Sarete invitati a togliervi le scarpe all’ingresso di ogni tempio, in segno di rispetto, preferite quindi scarpe che si possano togliere velocemente, per facilitare l’operazione.

Non perdetevi per nessun motivo l’alba sulla vasta piana di Bagan, quando la nebbia mattutina si attenua, il sole sorge all’orizzonte, i colori si accendono e le mongolfiere si levano nel cielo. Troverete affascinante anche il tramonto, quando il sole tinge di rosso i vari templi. Peccato che i pochi che si possono ancora scalare, a quell’ora siano molto affollati per apprezzare a pieno lo spettacolo.

L’area è vasta circa 40 kmq. Se avete a disposizione qualche giorno, iniziate affittando subito una macchina ed una guida locale. La guida è infatti fondamentale in quanto l’autista, non parlando inglese, non riuscirà a svelarvi i segreti del luogo. Percorrere l’area in automobile renderà la visita più completa e confortevole, visti gli ampi spazi e la tanta polvere alzata dalle altre macchine. Nei giorni successivi, se vorrete, potrete anche utilizzare biciclette o motorini elettrici, più lenti e sostenibili, per girare in modo più indipendente e perdervi tra queste meraviglie.

Nella speranza che progetti discutibili, come la costruzione della nuova torre panoramica, non intacchino il fascino di Bagan, assaporate ora gli spazi, le luci e l’atmosfera onirica di questo luogo magico.


Guest-post di TheStyleLovers.com



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *