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Viandanti, la Calabria vi accoglie

Un percorso non è ecosostenibile se non rispetta ciò che in natura esiste: il suo essere selvaggio. Partendo da questa specifica affermazione, potremmo dire che in Calabria quasi tutto è ecosostenibile. Madama Calabria è stata dotata di forza, aspri sentieri, resistenti scorci all’abusivismo. Potente la signora, tanto da rimanere austera e dolce davanti alla discrasia paesaggistica antropica. Tu, caro viaggiatore devi avere pazienza e disincanto. Concentrati su di lei, sii flessibile. Apriti ai golfi, non ti sentire troppo rassicurato dai monti che ti circondano, lasciati sorprendere dalla vista improvvisa del mare. Scopri qualcosa che un calabrese ancora non ha scoperto, svela l’intreccio di storie che passano dai libri e negli occhi di un vecchio uomo seduto al bar o di una donna forte dalla scultorea fascina di legna in testa. Non ti spaventare se ti scrutiamo, comunque ti accoglieremo. Siamo indigeni del selvaggio, siamo anime antiche, italici, abbiamo incontrato Ulisse e nostra figlia Nausicaa ne sente ancora nostalgia, la stessa che spinge noi in tutte le parti nel mondo, a cercare, a muoverci.

Se questo è lo spirito, se non ti lamenterai delle curve e dei tornanti calabresi (sono dietro l’angolo sempre), se accetterai di non avere spesso la connessione ad internet… e insomma sarai essere flessibile, ti consigliamo qualche elemento calabrese da accogliere nel tuo animo curioso. Ecco degli spunti.

Il percorso delle valli cupe. Nella Sila piccola. Oltre alle cascate raggiungerete anche il canyon, nei pressi di Sersale, è uno dei più grandi d’Europa. Le sue pareti raggiungono i 130 metri di altezza. Fauna e flora vi stupiranno. La felce bulbifera, ad esempio è testimonianza del periodo terziario. Anche la cascata del Crocchio vi farà innamorare della felce regale, rarissima.

Valli Cupe Canyon Calabria

Secondo passo ecosostenibile: gustare i sapori calabresi…ehi ehi… oltre la soppressata c’è di più. Ad esempio la frutta, come il bergamotto e la merendella (nome scientifico Prunus Persica). Quest’ultima, pur non essendo autoctona, ma importata probabilmente da Alessandro Magno, è figlia della terra calabrese. “A sbergia” è oggetto di studio dell’Università di Reggio che ne ha rintracciato tre qualità: Madonna di giugno, luglio e agosto, rispettivamente verde, rosa, bianca. Il Bergamotto, Citrus bergamia risso, usato in ambito agroalimentare, è famoso per la buccia dalla quale si estrae un olio essenziale impiegato per la realizzazione di pregiati profumi. Cresce nella zona costiera di Reggio Calabria dove è presente sin dal XV secolo.

La Piana di Sibari (Cosenza) vi offrirà la vista del pescheto più grande d’Italia. Pesche, vigneti, limoni, clementine e… ennesima sorpresa, le “orientali” bacche di Goji, fonte di energia e benessere. Ovviamente questi prodotti ti rifocilleranno dopo la visita al parco archeologico di Sibari e la splendida Reggio Calabria. Siete nel cuore della Magna Grecia. Sibari fu la prima colonia fondata dagli Achei, greci di stirpe ionica. La città nel VI secolo contava almeno 100.000 abitanti. Fiorente, fondò a sua volta altre colonie. Lo storico Strabone ne ricorda l’egemonia su quattro popoli. L’antica Crotone la sconfisse e ne ereditò il vasto territorio.

Parco Archeologico di Sibari

Lungo la costa di Sibari gli ecoturisti possono esplorare la Riserva Naturale della Foce del Crati: 400 ettari che si estendono tra i comuni di Cassano Ionio e Corigliano Calabro. La vegetazione è umida e palustre, di canne, salici, pioppi e tamerici. La fauna è variegata: pesci, anguille, rane e tartarughe nelle zone umide e nella terraferma istrici, tassi e arvicole. Il luogo è ideale anche per gli appassionati di bird-watching perché la zona è un punto di riferimento per diverse specie, come lo svasso maggiore, il pendolino, il gufo di palude, il moscardino, la cicogna, il martin pescatore, la garzetta, il mignattaio e la spatola.

Di Reggio Calabria conosci, almeno per sentito dire, i Bronzi, ospiti nel museo cittadino. Ti racconto però un’altra leggenda su questa città: la Fata Morgana. Tra le tante versioni del mito, esiste quella del ricordo di un amore tra la Fata e un giovane ragazzo. Tuttavia, quando l’uomo andò a vivere negli abissi marini, regno della fata, sentiva spesso una nostalgia prendere il sopravvento. Così l’amata fece un incantesimo: diede la possibilità di vedere sulle acque la città di Reggio Calabria.

Fata statua Morgana Reggio Calabria

La statua della “Fata delle Acque” sul Lungomare di Reggio Calabria

Il fenomeno ottico si verifica quando i raggi di luce sono incurvati dal paesaggio, grazie agli strati di aria a temperature diverse, si creano un condotto atmosferico e una rifrazione che come una lente produce una serie di immagine dritte o invertite. Spero tu possa, per magia, cogliere questo momento e il miraggio di un amore senza tempo.

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Post di Ines Sirianni, calabrese D.O.C originaria di Pentone (CZ),  insegnante nel modenese, laureata in antropologia e teatrante.
Esorcista di etichette, lucida e passionaria.

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Qualche utile link per l’eco-turismo in Calabria:

Il mio itinerario nel Parco della Sila Grande

www.ParcoSila.it – www.VisitCosenza.it

www.TrekkingCalabria.it – www.misafumera.it



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