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Itinerario di ecoturismo nel nord della Tunisia

Sono ormai molti anni che la Tunisia non è più una meta turistica per noi italiani, dopo la primavera Araba il turismo ha voltato la faccia a questo paese.

Dal punto di vista turistico la Tunisia è il un gap temporale, come se tutto si fosse fermato anni fa: il governo è ancora legato allo stereotipo del turismo di massa, con villaggi turistici, i resort e gli ecomostri, molti dei quali oggi sono in stato di abbandono. Fortunatamente molti piccoli imprenditori tunisini si stanno invece aprendo al mondo dell’ecoturismo, proponendo attività in natura, tour culturali ed esperienze in campeggio. Ed è qui che entra in gioco il Cefa onlus che mi ha mostrato la Tunisia nuda e cruda, nelle sue bellezze e criticità, andando a conoscere proprio quelle persone che, con passione e dedizione, stanno provando a farsi conoscere nei circuiti ecoturistici.

Accoglienza Tunisia

Attualmente non esistono leggi che inquadrano il settore dell’ecoturismo, ma nella popolazione tunisina l’interesse verso un turismo naturalistico è in crescita. In Tunisia c’è anche un reale problema di rifiuti, che rende difficile promuovere questo tipo di turismo. Siamo dunque agli inizi di un cambiamento e la presenza di ecoturisti è fondamentale per migliorare la situazione ambientale, economica e culturale del paese.

In questo articolo ti parlerò del nord ovest della Tunisia, molto ricco sia dal punto di vista naturalistico che culturale. Posso darti dei validi consigli per viaggiare in questa zona, informazioni che molto probabilmente non troverai facilmente in giro per il web, perché qui il turismo ancora non è arrivato.

Tunisia itinerario di viaggio mappaL’aspetto che mi ha più colpito della Tunisia è l’accoglienza autentica e genuina, tipica di quei luoghi dove ancora le persone gioiscono nel vedere viaggiatori in visita. I tunisini sono davvero felici di vederti, accoglierti, metterti a proprio agio e offrirti ristoro. Prima di partire per la Tunisia non dimenticare di leggere Informazioni utili per viaggiare in Tunisia con  consigli pratici per quanto riguarda il cambio, i trasporti, gli alloggi, la situazione sociale e la sicurezza nel paese.

Itinerario nel nord ovest della Tunisia

Regione della Kroumirie – Mogods

Video realizzato da Joe Barba, in occasione del viaggio organizzato da Cefa Onlus a settembre 2018, per promuovere lo sviluppo del turismo responsabile nel nord della Tunisia – progetto MaTerre – in collaborazione con l’Unione Europea e la Regione Emilia Romagna.  

 

L’ARRIVO A TUNISI

© Lorenzo Burlando

Ti consiglio di rimanere per almeno 2/3 giorni per visitare:

  • il Museo Nazionale del Bardo, dove è custodita la più ricca collezione di mosaici romani al mondo, oltre ai moltissimi oggetti di arte greca ed islamica.
  • la Moschea di al-Zaytouna, un importante luogo di culto del mondo musulmano, che copre 5.000mq ed è costruito con i materiali dei resti dell’antica Cartagine.
  • la Piazza della Kasbah, luogo di nascita della primavera araba e della rivoluzione dei gelsomini.
  • il Parco del Belvedere, che si trova sul punto più alto della città, per godere di una stupenda vista sul mare.
  • il Museo nazionale Archeologico di Cartagine, sulla collina della Byrsa.
  • il paesino di Sidi Bou Said, a 20 Km da Tunisi, che con i suoi vicoli e le case bianche e blu pare un villaggio delle isole greche.

La tappa imperdibile a Tunisi è senza dubbio la Medina, la vera anima della città, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 1979. Immergiti lentamente nella cultura locale, passeggia tra i vicoli del mercato, tra un tè alla menta e le chiacchiere coi commercianti.

A Tunisi ti consiglio di affittare un’auto, perché è senza dubbio il modo migliore di viaggiare in Tunisia: in completa autonomia potrai arrivare in luoghi lontani dai circuiti turistici. Nella Medina cerca una mappa stradale o tematica, in viaggio è sempre utile! In alternativa all’auto potrai viaggiare nel paese con i taxi collettivi, il louage, mezzo popolare ed economico, ma che consiglio solo se hai molto tempo a disposizione, in tempi brevi sarebbe difficile seguire una tabella di marcia, perché i taxi collettivi non hanno orari, partono quando sono pieni.

SENJNANE, LOUKA, CAP SERRAT

© Lorenzo Burlando

In due ore e mezza di auto da Tunisi (140km) puoi arrivare a Cap Serrat e sistemarti presso l’ albergo Le Pirate dove con circa 30€ puoi alloggiare in mezza pensione. L’albergo offre anche escursioni in barca o a piedi (da maggio a settembre) e si trova proprio sulla spiaggia. Noi ci siamo svegliati la mattina con il meraviglioso spettacolo dei cavalli selvatici che correvano sulla sabbia.

Sulla strada verso Cap Serrat puoi fermarti alla spiaggia di Louka e pranzare nell’omonima locanda sul mare, che offre, volendo, anche alloggi low-cost.

Lungo il tragitto consiglio una sosta anche nella cittadina di Sejnane, che a prima vista potrebbe sembrarti poco interessante, ma chiedi in giro dov’è la vecchia stazione e fermati ad ammirare centinaia di enormi nidi di cicogne sui comignoli e sui resti delle vecchie rotaie sopraelevate. Sejnane è un luogo importante per la presenza delle cicogne da febbraio ad agosto (io purtroppo sono andata a fine settembre e già erano migrate altrove).

La cittadina è anche centro di produzione di ceramica artigianale realizzata esclusivamente dalle donne, riprendendo i motivi della tradizione berbera di un’epoca molto antica. Sulla strada vedrai delle capannine con delle ceramiche, anche se non c’è nessuno fermati, le donne arriveranno subito, nelle loro vesti colorate. Ti sentirai a disagio quando ti diranno i prezzi delle loro ceramiche; se proprio vuoi dai qualche dinaro in più, ma fai attenzione a non eccedere, ricordati che una mancia/donazione eccessiva genera nel tempo un gap culturale e un dissesto economico.

SIDI MECHREG 

© Lorenzo Burlando

Da Cap Serrat in circa 1 ora puoi arrivare a Sidi Mechreg, un piccolo villaggio e porto di pesca situato tra il mare e la montagna. Perché dovresti arrivare in questo posto dimenticato dal mondo? Per vedere la realtà della Tunisia rurale, per mangiare una grigliata di pesce fresco, vista mare, cucinato dalle signore del villaggio, per fare snorkeling o trekking, e per conoscere Imed Abbassi. Imed ha dato vita ad Ecorand, centro di scoperta ecologica. E’ una di quelle persone che fanno la differenza, quella che ha le idee e le mette in pratica, non per fama, non per soldi, ma per la sua Terra e la sua gente.

Puoi concordare con Imed le attività che vuoi: un pranzo, un pomeriggio di snorkeling e trekking, un’escursione di più giorni. A Sidi Mechreg non ci sono ostelli e alberghi, ma Imed offre la possibilità di dormire in tenda, a costo zero se la tenda è tua, o con un piccolo contributo se noleggi la tenda da lui. Puoi comunque valutare di fare questa tappa in una giornata e dormire altrove. Imed lavora già con turisti tunisini, ma probabilmente sarai tra i suoi primi clienti stranieri, per questo non sarai trattato da cliente, ma come un ospite graditissimo.

CAP NEGRO – TABARKA

Da Sidi Mechreg puoi poi ripartire alla volta di Tabarka, ci metterai circa 1h e 50, consiglio una sosta nella spiaggia di Cap Negro, per un bagno al mare tra una tappa e l’altra. Tabarka è una piacevole cittadina sul mare, dove ci si può fermare qualche giorno; è una buona base per esplorare i dintorni. Qui il punto di riferimento per escursioni culturali e naturalistiche è Dar El Ain, centro di turismo ecologico gestito da Rania e Alexander. Ho dedicato un intero articolo su cosa fare a Tabarka e le attività proposte da Dar El Ain.

TABARKA – AIN DRAHAM

© Lorenzo Burlando

In circa 40 minuti d’auto da Tabarka si arriva a Ain Draham, la città delle querce, sulle pendici del Djebel Bir, nei monti della Crumiria. Qui il punto di riferimento è Mohamed Azizi, guida locale, atleta, avventuriero e fondatore di Base Nature, che ti accompagnerà in bellissime escursioni a piedi in foresta o in percorsi di mountain-bike in Tunisia, di vari livelli di difficoltà. Oltre alle escursioni ti consiglio di chiedere a Mohamend un pranzo d’accoglienza in famiglia. Non dimenticherai le deliziose pietanze e i meravigliosi sorrisi delle donne di casa Azizi.

Ain Draham è una graziosa cittadina con un villaggio artigianale recentemente ristrutturato, dove potrai trovare molti oggetti d’artigianato locale e visitare il laboratorio di tessitura e di ceramica. E’ anche una buona zona per provare la cucina locale: piccoli frutti e verdure della foresta, selvaggina e altri piatti tipici. Per la cucina popolare ti consiglio il Club degli Immigrati, l’atmosfera è simile a “Gatto nero, gatto bianco” di Kusturica, il gestore è un personaggio!

AIN DRAHAM – SITO ARCHEOLOGICO DI BULLA REGIA

© Lorenzo Burlando

Assolutamente una tappa da non perdere in Tunisia, questo sito archeologico di un valore inestimabile ti lascerà letteralmente a bocca aperta.  Bulla Regia è una cittadina romana di origine berbere, che risale al 500 a.C. La peculiarità di questa città è che le case sono state costruite sotto terra, per proteggersi dal caldo; durante la visita sono tuttora visibili le abitazioni, con splendidi mosaici di epoche antiche. Noi siamo stati accompagnati da Amel, una bravissima guida, ti consiglio di visitare il sito in sua compagnia, così capirai tutto ciò che vedrai. Amel: +216 96 01 41 41 .

BULLA REGIA – BEJA 

L’itinerario al nord della Tunisia si conclude a Borj Lella, vicino a Beja, dove gustare un prodotto tipico regionale: il formaggio di latte di pecora. Questa fattoria con ristorante, una sorta di agriturismo tunisino, offre un menu fisso con prodotti e formaggi freschi (così freschi che il laboratorio di lavorazione del formaggio è proprio dentro la sala dove si mangia!).

Beja è un punto di vari nodi stradali, da lì puoi poi proseguire verso sud e continuare il tuo viaggio in Tunisia, o tornare a Tunisi in circa 1h e 40min di strada.

La guida della Kroumirie -Modogds in francese



2 Comments

  1. Thank you so much for this wonderful report, Valentina and the beautiful authentic fotos.

    Dankeschön

    • Thank you Marion for your attention to my article ;)

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