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“L’Iran svelato delle donne”, intervista all’autrice Vittoria Sangiorgio

Vittoria Sangiorgio, insegnante di scuola Primaria. Viaggia, legge e scrive per passione. Per Vittoria il viaggio è soprattutto un mezzo di conoscenza e scambio fra popoli e culture e quindi un’ottima occasione di crescita individuale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare la conoscenza dei paesi del Medio Oriente, del Maghreb e del Sudamerica.

Tra i paesi mediorientali la Turchia è la terra che maggiormente ha frequentato e conosciuto. L’amore per questo luogo e il desiderio di stabilire un contatto più profondo con la sua gente, ha spinto Vittoria a diplomarsi in lingua e cultura turca. Dai suoi frequenti viaggi sono nati i suoi primi libri: Donne di Licia. Viaggio tra le donne turche e  In viaggio coi marshrutka. Da Baku a Yerevan nelle terre dell’oda d’oro. Nel 2014 ha pubblicato una raccolta di cinque racconti di viaggio effettuati su ferrovie poco frequentate dal turismo italiano, dal titolo Il treno della barranca e altri binari.

In questa intervista chiedo a Vittoria  di raccontarci del suo viaggio in Iran e del suo libro L’Iran svelato delle donne. Cover the bottom!

Quando hai viaggiato in Iran? Quanto sei stata?

Dopo un tentativo di viaggio andato a vuoto a causa dei disordini conseguiti alle elezioni e al movimento dell’Onda verde del 2009, mi sono recata in Iran per la prima volta nell’estate 2014, nel periodo di ramadan, in compagnia di quattro amici. La seconda volta nel marzo 2016 sono partita solo con un’amica durante i festeggiamenti del nowruz, il capodanno persiano.

Sei partita da sola? Come hai organizzato il viaggio?

Entrambe le volte ci siamo organizzati in totale autonomia, volo aereo e poi navigazione a vista, giorno per giorno, spostandoci con i mezzi pubblici, in base alle curiosità e alle esigenze del momento. Il secondo viaggio prevedeva la visita del Nord del Paese, ma in seguito al maltempo abbiamo repentinamente riorganizzato il tutto, dirottando verso Sud Ovest sul confine iraqeno.

Come mai questo titolo? Il libro si concentra sull’interazione, esperienze e dialoghi con donne iraniane?

Ho scelto questo titolo perché la donna è sempre al centro dell’interesse durante i miei viaggi e lo è stata a maggior ragione in Iran, Paese in cui la donna negli ultimi trent’anni ha subito drastiche imposizioni dal regime degli ayatollah. Attraverso le numerose testimonianze dirette, raccolte parlando con i giovani e le donne, ho scoperto la loro tenacia nel resistere e combattere le proibizioni anche attraverso piccole azioni di disobbedienza quotidiana.

Il sottotitolo si riferisce invece a una frase scherzosa che le donne mi hanno ripetuto spesso prima di uscire per strada “Cover the top and the bottom!” (Copri la testa e il sedere!).

Ci racconti un aneddoto? Qualcosa di curioso che ti è capitato?

Durante il nostro soggiorno siamo state spesso inviate in casa di donne e giovani. A Kerman, alle porte del deserto, ospiti di una giovane avvocatessa conosciuta su un autobus. Abbiamo trascorso con lei e la sua famiglia un’intera giornata di festa, condividendo il momento del pranzo, della gita pomeridiana e del relax serale. Con loro abbiamo potuto conversare a lungo, venendo a conoscenza di situazioni interessanti relative alle donne e alla loro condizione. A Isfahan, abbiamo incontrato diversi giovani desiderosi di rivelarci la loro vita reale, i loro desideri e le loro aspirazioni.

Le 7 parole chiave del libro

Accoglienza, ramazan, nowruz, hejab, matrimonio, rinoplastica, ipocrisia

ACCOGLIENZA della gente è una delle grandi sorprese dell’Iran. Le persone che incontri per la strada o sui mezzi ti salutano, ti danno il benvenuto e spesso ti invitano a casa loro o ti offrono qualcosa. Vogliono sapere che ne pensi del loro Paese, cosa si dice di loro in Italia e cosa racconterai di loro al tuo ritorno.

RAMAZAN così è chiamato in Iran il periodo del digiuno di ramadan. Negozi e ristoranti chiusi per tutto il giorno: dura esperienza per un turista durante l’estate torrida sull’altopiano!

NOWRUZ è invece il periodo festivo del capodanno persiano dove tutti, ma proprio tutti gli iraniani viaggiano per il Paese provocando il tutto esaurito sui mezzi pubblici!

HEJAB è il velo islamico obbligatorio per le donne, turiste comprese. Un vero tormento per chi non è abituata ad indossarlo, soprattutto con il caldo soffocante di luglio. Un simbolo sotto il quale si nasconde un mondo sfaccettato che è stato interessante scoprire.

MATRIMONIO durante il secondo viaggio abbiamo avuto modo di partecipare a ben due feste di matrimonio. La prima a Sushtar, nell’Ovest del Paese, dove un gruppo di donne svelate e forsennate si contendevano la nostra presenza alla festa. Il secondo un matrimonio di nomadi baktiari incontrati lungo il percorso sui monti Zagros, nel quale siamo state invitate a danzare insieme alle donne per onorare gli sposi.

RINOPLASTICA una vera mania per le donne (ma anche per gli uomini) iraniane. Numerosissime le giovani incontrate col cerottino bianco al naso, segno di imminente o appena avvenuta operazione di rinoplastica.

IPOCRISIA viene definita dai ragazzi l’insieme dei precetti islamici in vigore nel Paese. La realtà dei costumi iraniani è molto più simile a quella occidentale di quanto si pensi, ma tutto deve avvenire di nascosto. I giovani conducono una doppia vita, come degli attori nati, indossando delle maschere in pubblico che si tolgono nel privato.

Dove possiamo acquistare il libro?

Il libro si può acquistare su Amazon, IBS e altri portali on line. È disponibile anche nelle librerie di viaggio.



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