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Il Parco Nazionale della Sila – Calabria, Sila Grande

« È un venerando altipiano granitico, che già si ergeva qui quando gli orgogliosi Appennini sonnecchiavano sul letto melmoso dell’Oceano, una regione dolcemente ondulata con le cime delle colline coperte di boschi e le valli in parte coltivate e in parte adibite a pascolo. Se non fosse per la mancanza dell’erica con le sue caratteristiche sfumature violacee, il viaggiatore potrebbe credere di essere in Iscozia. Troviamo lo stesso piacevole alternarsi di boschi e di prati, gli stessi enormi massi di gneis e granito, la stessa esuberanza di acque vive »

Così descriveva la Sila, nel 1915, Norman Douglas, lo scrittore inglese che tra il 1907 e il 1915 viaggiò nel sud italia e ne rimase innamorato. E’ successo anche a me, è stato amore a prima vista.

La Sila è il più antico parco nazionale della Calabria – tra i primi 5 parchi nati in Italia – e aderisce alla Carta Europea del Turismo Sostenibile. Situato nell’entroterra calabrese, nella zona centro-settentrionale, si estende tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro; si divide in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Grazie all’Ente del Parco Nazionale della Sila e al team di Visit Cosenza ho avuto il piacere di esplorare la Sila Grande. In questo articolo vi consiglierò le migliori attrazioni naturalistiche e culturali della zona.

Parco Nazionale della Sila - Sila Grande

Abbiamo scelto come base il paese di Camigliatello e da lì abbiamo esplorato la zona circostante. Per visitare il parco il Centro visite Cupone è un ottimo punto di partenza: da qui partono vari sentieri e con una breve e piacevole passeggiata è possibile raggiungere il giardino geologico, i recinti faunistici, l’orto botanico, il museo della biodiversità e il museo naturalistico.

Il museo naturalistico è il più ricco e ben curato che io abbia mai visto (l’allestimento è di Alberto Angela): una vera immersione nella natura selvaggia per conoscere la fauna silana (ovviamente gli animali imbalsamati non sono esemplari uccisi a scopo didattico, ma morti naturalmente o recuperati da bracconieri).

I recinti faunistici sono delle aree dove è possibile osservare gli animali, attraverso delle fessure all’interno di alcune capanne in legno. Gli animali sono stati recuperati per essere curati da malattie o ferite e sono tenuti temporaneamente nei recinti in attesa di essere reintrodotti in natura, per questo non devono avere nessun contatto ravvicinato con l’uomo. Questi recinti non sono uno zoo, quindi non andate con la pretesa di avvistare per forza gli animali, sono selvatici. Vi invito dunque a stare in silenzio, in tal modo ci sarà più probabilità di avvistamento (anche dei lupi!) e di non dare da mangiare a nessun esemplare, altrimenti non potranno più essere rilasciati nel loro ambiente naturale.

Per immergersi nella natura e nella storia andate alla riserva naturale dei Giganti di Fallistro, un’area protetta dove i pini larici plurisecolari arrivano fino a 45 metri di altezza e fino a 2 metri di diametro. Questi alberi sono ciò che rimane dell’antica foresta silana, alcuni hanno circa 400 anni. La stessa parola “Sila” deriva dal latino silva, o dal greco ὕλη, e in entrambe i casi il significato è “selva”, “bosco”. Camminando in silenzio tra i pini della riserva è possibile avvistare lo scoiattolo calabrese, di color nero e il petto bianco, il picchio verde e il raro picchio nero. 

Un altro luogo magico è l’ Arboreto, in località Fossiata, dove sono stati realizzati una decina di brevi sentieri alla portata di tutti, un centro didattico e una bat-house dotata di telecamere per monitorare il comportamento dei pipistrelli.

I più audaci possono dedicare qualche ora al parco avventura SilAvventura, a Lorica, dove ci si può inerpicare tra gli alberi attraverso teleferiche, ponti tibetani, altalene oscillanti e percorsi acrobatici sospesi.

A chi, come me, ama la letteratura di viaggio, consiglio una visita al Parco Letterario Old Calabria, che porta il nome del resoconto di viaggio che Norman Douglas scrisse di ritorno dal suo viaggio in Calabria nei primi del ‘900. Il parco mira a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della Calabria, ispirandosi agli antichi racconti di viaggiatori d’altri tempi. Si accede al parco dal centro visite di Torre Camigliati.

La Fattoria Bìo a Camigliatello è il posto giusto dove gustare le specialità silane… con un tocco particolare: alcuni dei piatti sono infatti preparati con la cannabis coltivata nell’azienda agricola. Preparatevi per un pasto indimenticabile: caciocavallo e salumi della casa, pasta fresca fatta a mano, grigliate, verdure di stagione, contorni tipici come le patate “m’pacchiuse” e tantissime altre pietanze che variano in base alla stagione. Imperdibile il cannolo alla ricotta, che ha ricevuto l’approvazione immediata del fotografo siciliano Marco Crupi in viaggio con noi. Se fate tappa alla Fattoria Biò chiedete di Saverio, il gestore, e trovate il tempo per bere un liquorino alla cannabis con lui, sarà uno dei più bei momenti della vostra vacanza (se vi state chiedendo perchè, cliccate qui). L’agriturismo è anche fattoria didattica e organizza varie attività, segnalo in particolare la possibilità di partecipare alla transumanza, la migrazione stagionale del bestiame.

San Giovanni in Fiore è uno dei borghi più affascinanti della Calabria, con il suo centro storico di origini antichissime. Legato alla figura del monaco Gioacchino da Fiore, il paese si sviluppò inizialmente intorno al maestoso monastero. Per conoscere l’artigianato locale consiglio una visita alla Scuola Tappeti di Domenica Caruso, che porta avanti da generazioni la tradizione tessile della cittadina. Nell’atelier si possono ammirare dei veri e propri capolavori, tutti creati a mano con telaio classico. Merita una visita anche l’orafo Giovanni Battista Spadafora, riconosciuto a livello internazionale, che prosegue la tradizione orafa familiare, iniziata più di due secoli fa.

Poco lontano dal paese, ci si può concedere un po’ di relax sulle sponde del lago Arvo o fare un giro in battello per scattare qualche bella fotografia dei paesaggi circostanti. Tra le varie attività, a parte il trekking nel parco e il giro in battello, c’è anche la possibilità di vedere la Sila dall’alto… salendo su una mongolfiera! Un’esperienza unica, da fare almeno una volta nella vita! Segnalo infine la bellissima iniziativa che si svolge ogni estate nel Parco della Sila: il Peperoncino Jazz Festival ospita musicisti jazz in contesti naturalistici e riesce a creare un perfetto connubio tra natura e musica. Se siete nella Sila in periodo estivo, non dimenticate quindi di guardare la programmazione dei concerti jazz e di scaricare l’app del parco creata per raccogliere segnalazioni di tutto ciò che necessita un intervento dell’Ente del Parco (rifiuti, sentieri e ponti danneggiati, frane…).

Per ogni attività sopracitata, dalla gita in mongolfiera alle visite guidate, dal percorso di transumanza alle escursioni a piedi o in bicicletta, contattate l’efficiente team di VisitCosenza  e consultate il sito ufficiale del Parco della Sila.



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