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Fotografie, video e descrizioni dei viaggi

—->  PAGINA IN ALLESTIMENTO… per ora sono attivi Senegal e Ecuador <—-
Ho viaggiato molto in pochi posti, perchè in ogni stato mi sono fermata almeno un mese. Preferisco vivere un solo luogo che vederne tanti in poco tempo.
Per ogni destinazione troverai una breve descrizione del mio itinerario, con qualche link al diario di viaggio, e uno slideshow di fotografie e video.
Ecuador fotografie Ande e Amazzonia
Senegal fotografie
Cuba fotografie 2014India banner
Laos trekking fotografieCambogia templi fotografie
Vietnam fotografie
Birmania Lago Inle
Malesia isole e foresteIndonesia piantagione di té
Thailandia banner
altri luoghi visitati… NORTH CAROLINA, NEW YORK, CANADA, BOSNIA, FRANCIA, SPAGNA…

5 Comments

  1. ciao Valentina,
    innanzitutto complimenti per quello che fai. Per me il viaggio è una passione mi piace viaggiare in posti esotici e ogni volta che ci vado mi fermo sempre per dare il mio contributo a tutti i bisognosi, di solito viaggio con le associazioni ma mi prendono abbastanza soldi. A me piacerebbe viaggiare e poter aiutare gli altri facendolo come lavoro retribuito. Consigli tuoi? Dove cercare o se è possibile.

    • Ciao Andrea, viaggiare aiutando gli altri come lavoratore retribuito.. devi diventare cooperante. E’ un lavoro vero e proprio, è un lungo percorso che richiede formazione ed esperienza, quindi non brevi periodi all’estero, ma lunghi. Io ci provai anni fa, studi e lavoro, per poi capire che la cooperazione internazionale non era il mio campo: spesso venivano “aiutate” persone che non avevano bisogno di essere aiutate. Venivano considerate povere persone che in realtà non lo erano, ma questo è il mio personale parere, potrei farti tanti esempi di progetti di cooperazione fallimentari. Ci sono comunque realtà valide, quindi se vuoi aiutare gli altri in modo retribuito diventare cooperante è la via da seguire!

  2. Cara Valentina,
    sono capitata per caso nel tuo blog, non ricordo nemmeno più come ;)

    Condivido svariati tuoi pensieri sul conoscere altre culture e luoghi, a volte ho pure pensato che potrebbe essere il mio destino, quello di viaggiatrice curiosa… ma ho qualche perplessità:

    1) come si può parlare di turismo sostenibile se per viaggiare occorre utilizzare un aereo e conseguentemente bruciare non so quante risorse mondiali (tra carburante, mantenimento e smaltimento)? Anche le navi sono impattanti, le auto un po’ meno… resta quindi il pensare di affrontare le traversate oceaniche a nuoto ;)
    Ad agosto andrò in Sudamerica, mi appoggio ad un gruppo missionario (laico!), già preso il biglietto… ma onestamente sono ancora in dubbio se partire o meno proprio per il motivo suddetto. Perdo parte dei soldi, ma la coscienza tranquilla non ha prezzo.
    “E potevi pensarci prima, no?”…
    Per l’uomo (chiamiamolo) occidentale, non esiste un’azione che non abbia conseguenza, già dalla culla. E ciò mi fa riflettere seriamente sul futuro. Di tutto e tutti. E su cosa possiamo fare come singoli.

    2) piccola parentesi anche sul cibo. E’ sicuramente molto bello/esotico/turistico/curioso/ecc. assaggiare TUTTO quello che offre il Paese ospitante, ma non sostenibile, se si tratta di carne o derivati animali. Ci stiamo letteralmente mangiando il pianeta.

    3) c’è gente al mondo che non sente questo desiderio di viaggiare, sta bene dov’è. Compresa la generazione dei miei nonni.
    Mi domando se in parte non si tratti di un bisogno indotto (come tanti altri) e sia ua sorta di “contentino” che tentiamo di darci per tentare di riavvicinarci alla Natura.

    4) questa frase mi ha davvero colpita: “le persone viaggiano verso posti lontani per osservare, affascinate, persone che normalmente ignorano a casa”. Di un certo Dagobert D. Runes, ma la fonte è sempre da appurare…

    Come conciliare il turismo con queste problematiche?
    Tutto mi porta a pensare che gli unici viaggi veramente sostenibili siano quelli fatti a piedi, senza niente appresso se non qualche monetina, come nell’antica Roma.

    • Ciao Giorgia, le tue perplessità sono comprensibili! Come dici tu il vero viaggio sostenibile è quello a piedi, è senza dubbio quello meno impattante, ma credo ci voglia un giusto equilibrio in tutto.
      1) Io ad esempio, che non riesco a negarmi l’incontro con altre culture e luoghi, cerco di prendere aerei solo quando viaggio per mesi. Evito quindi di andare una settimana dall’altra parte del mondo prendendo un volo, ma lo prendo solo se starò all’estero almeno 3 mesi.
      2) Per quanto riguarda il cibo credo sia bene sì provare le specialità locali, ma assolutamente evito cibi come la carne di balena in Giappone, l’orso in Cina ecc… diciamo che evito proprio la carne se posso. Provare queste cose significherebbe incentivarne la produzione e se i turisti evitassero sarebbe sicuramente meglio.
      3) Per riavvicinarci alla natura non è necessario andare dall’altra parte del mondo, credo il motivo principale sia che negli ultimi decenni le distanze sono state abbattute ed è molto più semplice viaggiare, cosa che una volta era privilegio solo di alcuni. Il desiderio di scoprire nuovi mondi c’è sempre stato nella storia (ti consiglio il libro “La mente del viaggiatore”, che spiega proprio il concetto di viaggio nella storia e nella letteratura), semplicemente oggi è più facile spostarsi, quindi se prima solo i veri appassionati partivano in esplorazione (o i ricchi in vacanza) adesso tutti possono permettersi di partire. Poi può essere un vero desiderio per alcuni, un contentino per altri, il motivo della partenza credo non si riesca a generalizzare.
      4) Credo che la frase che citi sia verissima, e probabilmente per la maggior parte dei viaggiatori è così, ma non credo sia valida per tutti. Chi viaggia per scoprire la diversità, la noterà e la rispetterà anche a casa propria.

      Ti ho detto il mio parere, grazie per la tua domanda perchè è un ottimo argomento di riflessione :)

  3. Viaggiare e conoscere senza giudicare e’la migliore forma per capire.

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