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Perché non bisogna avvicinare e dare da mangiare agli animali selvatici?

Pare impossibile per noi umani resistere alla tentazione di toccare, interagire e dare da mangiare a un animale selvatico. Non riusciamo a fare la corretta distinzione tra un animale domestico e uno selvatico e di conseguenza non siamo in grado adottare un comportamento adeguato per il suo benessere.

Dare da mangiare e avvicinare gli animali selvatici è un apparente gesto di bontà, ma in realtà è una pratica scorretta.NON DARE DA MANGIARE AGLI ANIMALI SELVATICI

Perchè ci sono persone che sostengono che non bisogna interagire con un animale selvatico?

Le persone che sostengono che questo sia un gesto contro il benessere animale, non sono animalisti estremisti (che, anzi, vedo frequentemente coccolare animali selvatici o esotici credendo di fare del bene) ma etologi, biologici, veterinari, guide ambientali e forestali, anche il National Geographic, l’Enpa, la World Animal Protection, la Wildlife Conservation Research. Molti parchi nazionali e riserve naturali, hanno addirittura introdotto sanzioni fino a 1.000€ per chi alimenta animali selvatici. Ci saranno dunque dei validi motivi per questi regolamenti.

Non date da mangiare agli animali selvatici - Corpo forestale dello Stato

Non si tratta quindi di persone disinformate o animalisti, ma di studiosi, ricercatori, professionisti del settore, persone informate in materia che hanno come primo interesse il benessere animale, quindi sarebbe saggio ascoltarli e capire perché non bisogna avvicinare, toccare e dare da mangiare agli animali selvatici.

Perchè non bisogna dare da mangiare o avvicinare gli animali selvatici?

I motivi sonno tanti e non si tratta di semplici opinioni, ma gli effetti di questo gesto sono reali e dimostrati. Tutto si riassume nel semplice fatto che gli animali selvatici non hanno bisogno di noi, anzi, PIU’ ENTRIAMO IN CONTATTO CON LORO PIU’ SONO SOGGETTI A MALATTIE E PERICOLO DI MORTE. 

Quando avviciniamo e diamo da mangiare a un animale selvatico lo facciamo credendo di fare un bel gesto, ma è esattamente l’opposto:

1 – PERDONO L’ABITUDINE DI CACCIARE E PROCURARSI IL CIBO

Metterai l’animale in una condizione di dipendenza e nel giorno in cui non ci sarà un umano non sarà più in grado di procurarsi il cibo da solo. Salvo rari casi di animali in difficoltà, l’aiuto alimentare non è da considerare una buona pratica.

Sono pochi i casi in cui un animale selvatico può essere aiutato dall’uomo nell’alimentazione, ad esempio durante l’inverno in zone molto fredde e innevate lasciare del cibo può essere d’aiuto oppure durante estati torride lasciare fonti d’acqua accessibili. Ma anche in quel caso è necessario farlo in modo opportuno: il pensiero da tenere sempre in considerazione è che LA TUA PRESENZA NON E’ NECESSARIA: assistere all’animale che mangia dalle tue mani o di fronte a te è solo un tuo appagamento personale e non comporta alcun beneficio all’animale, anzi, il contrario. Ad esempio non richiamare gli uccelli vicino a te mentre gli dai del cibo, ma lascia il cibo in un punto preciso, sempre nello stesso posto, lontano da un luogo di passaggio; presta ovviamente anche attenzione alla tipologia di cibo. Ribadisco ulteriormente che l’animale non deve associare quel cibo alla presenza umana e la tua presenza è nociva

2 – SI ABITUANO ALLA PRESENZA UMANA

Si avvicineranno di più alle persone e ai centri abitati, quindi SI ESPONGONO MAGGIORMENTE AI RISCHI E AUMENTANO LE LORO PROBABILITA’ DI MORTE  (attraversamento strade, avvicinamento ai cacciatori, avvelenamento).

Oltre a queste conseguenze, che dovrebbero già bastare per disincentivare le persone ad avvicinare gli animali selvatici, l’avvicinamento all’uomo e alle zone urbane comporta altre conseguenze: mette a rischio anche gli animali domestici: il volpacchiotto dolce dolce a cui hai dato un pezzo del tuo panino si avvicinerà più spesso alle case, aumentando la probabilità che si nutra di animali domestici in caso di carenza alimentare; è anche possibile che familiarizzi socievolmente col tuo gatto o cane e che, giocando, gli trasmetta malattie.

3 – MALATTIE (per loro e per noi)

Abbiamo malattie diverse e gli animali non hanno gli anticorpi necessari per combatterle. Soprattutto le scimmie selvatiche, che condividono un DND simile al nostro, si ammalano facilmente e possono morire a causa di un semplice raffreddore, magari trasmesso semplicemente condividendo una banana. Di questo parlo meglio nell’articolo dedicato all’interazione uomo-animale in viaggio. Anche noi ci esponiamo al rischio di malattie: interagendo con gli animali selvatici questi si avvicineranno sempre più spesso all’uomo, ma manterranno il loro istinto animale e con un piccolo morso o graffio possono passarci rabbia, tetano, tigna e scabbia.

IL PENSIERO DIFFUSO E DELETERIO:

mettere l’animale in una condizione di dipendenza? Due briciole di pane mica possono uccidere un animale!  Ma figuriamoci,  sono qui di passaggio, cosa vuoi che cambi, lo faccio solo adesso e il mio gesto non influenzerà di certo il futuro di questo animale, anzi, sto facendo qualcosa di buono“.

Sì invece, il tuo gesto determina il destino di quell’animale, perché tutte le persone con questo pensiero faranno il tuo stesso gesto e milioni di gesti sì che cambiano il destino di qualcuno. Gli esempi sono tantissimi in diversi ambiti, basta ricordare la storia della spiaggia rosa di Budelli, in Sardegna, che non esiste più perché i turisti si portavano a casa un po’ di sabbia. E’ questo il pensiero diffuso che crea danni in tutto il mondo, sul piano ambientale, economico e sociale.

Non dare da mangiare agli scoiattoli

E’ importante che questo articolo sull’argomento sia diffuso, quindi, se l’articolo ti è piaciuto e lo ritieni utile per umani e animali, spargi la voce con #IoRispettoilSelvatico. Grazie.



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