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La cosmovisione e i nawales maya

La storia della civiltà Maya ha inizio intorno al 2.000 a.C. in Messico, Guatemala, El Salvador e Belize; sfiorisce rapidamente verso il X secolo d.C, quando le città furono abbandonate, in seguito ad una serie di sfortunati eventi come le condizioni ambientali ed il crollo economico, che creò carestie, rivolte e guerre.

I maya svilupparono una civiltà nota per i raffinati sistemi matematici e astronomici, l’architettura, l’arte e la scrittura. Avevano vasta conoscenza dell’astronomia, riuscivano a prevedere le eclissi, i solstizi e gli equinozi e molte delle piramidi furono costruite in base alle costellazioni e al moto dei pianeti. I maya passarono anche alla storia per la brutalità dei sacrifici umani: gli studi antropologici occidentali raccontano di una religione violenta, si pensa infatti che la popolazione considerasse il sangue come nutrimento delle divinità. Tuttavia, parlando con le guide spirituali maya, si scoprono altre versioni. Come in tanti casi nella storia, soprattutto quando si parla di tempi così antichi, ci sono diverse correnti di pensiero. Se avrete mai l’occasione di incontrare uno sciamano maya, non vi parlerà mai di “religione maya”, ma di scienza, o meglio, di cosmovisione. Piramidi Tikal Cosmovisione Maya

Piramidi Maya – Sito archeologico di Tikal –  Guatemala

Andiamo a scoprire le conoscenze di base, essenziali per
approcciarsi alla spiritualità maya.

LA COSMOVISIONE MAYA

E’ complicato comprendere il concetto di cosmovisione, anche perchè gran parte del patrimonio storico è stato distrutto durante l’invasione spagnola. L’opera di conversione degli indigeni alla fede cattolica cancellò millenni di storia: prevedeva il divieto di parlare la lingua nativa, fu imposto l’alfabeto latino, furono bruciati migliaia di testi ed eliminato (o inglobato attraverso il sincretismo) ogni legame coi vecchi culti. Non possiamo sapere quanto fosse ampia la letteratura maya e quanto profondo fosse il contenuto esoterico e simbolico delle loro opere anche se, fortunatamente, molte conoscenze si sono tramandate fino ad oggi e le guide spirituali custodiscono questo prezioso sapere. Sono solo tre i testi “religiosi” sopravvissuti all’invasione spagnola:

  • Il Popol Vuh (o Libro del consiglio), il testo più noto, che racconta della creazione della Terra e del primo uomo;
  • I libri del “Chilam Balam”, che descrivono le tradizioni della cultura maya;
  • Le cronache di Chacxulubchen, essenziale per la comprensione della spiritualità maya.

Il concetto principale della visione del mondo Maya è il rapporto tra l’uomo, la natura e il cosmo. L’esistenza dell’uomo è dovuta a forze universali sconosciute e l’uomo è parte di un sistema cosmico. Tutto è correlato, tutto ha un senso ordinato secondo natura. I maya credevano nel Cosmo come essere unico e unito; tale essere è composto da Energie, quelle che noi potremmo definire come spiriti o divinità. Ogni Energia del Cosmo rappresenta una forza della natura. Lo spirito supremo era Itzamà, il Sole, inventore della scrittura e protettore dell’agricoltura, poi c’era Ixchel, dea della Terra e della Luna, protettrice delle partorienti e delle attività femminili; Ahpuch, lo spirito della Morte, e Chaac, spirito della pioggia e altre decine di divinità legate al mondo naturale.

Curiosità: secondo i miti della creazione del Popol Vuh  l’uomo è “una pallina di acqua e mais modellata dagli dèi”. Gli dei infatti tentarono di creare l’uomo prima con l’argilla, ma si sciolse con un’inondazione, poi con legno, ma la pioggia lo distrusse; provarono infine con il mais. L’uomo di mais è sopravvissuto e può essere considerato il progenitore dell’umanità secondo la cultura maya.

I CALENDARI MAYA

Altra caratteristica della cultura maya è la concezione ciclica del tempo, che è stata misurata attraverso accurati sistemi di calendario.

  • il ciclo Tzolkin era un calendario rituale, che scandiva profezie e divinazioni; era diviso in 13 mesi (detti uinik) di 20 giorni l’uno, per un totale di 260 giorni. In questo calendario esiste il concetto di giorno (kin) ed esistono due tipi di grandezze superiori al giorno, ma non paragonabili né alla nostra settimana né al nostro mese.
  • il ciclo Haab era un calendario civile legato alle stagioni; era composto da 18 mesi di 20 giorni e a questi si aggiungevano 5 giorni (detti uayeb), i “cinque giorni fuori dal tempo”, 5 giorni infausti, in cui non si prendevano decisioni.

Le date del ciclo Haab e quelle del ciclo Tzolkin ritornavano a corrispondere tra loro ogni 52 cicli Haab, pari a 73 cicli Tzolkin, circa 52 anni.

I NUMERI NELLA CULTURA MAYA

NUMERI MAYA ZEROIl sistema di numerazione usato dai Maya era vigesimale (a base venti) e comprendeva l’uso dello zero. Furono i maya, ancora prima degli indiani, ad inventare lo zero. Lo rappresentavano in diversi modi: un occhio socchiuso, un guscio vuoto, una conchiglia o una spirale. L’invenzione dello zero viene attribuita a una causa religiosa: per i maya la numerazione era strettamente legata al computo del tempo e gli storici sostengono che furono i sacerdoti ad introdurlo, per i loro calcoli astronomici e il calendario rituale.

Come già accennato il calendario rituale maya è composto da 13 mesi di 20 giorni, per un totale di 260 giorni.
Che significato hanno questi numeri?
Il numero 20 per i maya indica la completezza (non a caso i templi maya hanno sempre 20 scalini all’ingresso). Il numero 20 in lingua maya si chiama winak, che significa “una persona”. Si pensa che la centralità del numero venti derivi dalle 10 dita delle mani che si connettono al cosmo – correnti energetiche cosmiche –  e alle 10 dei piedi che si connettono con la Madre Terra – correnti energetiche telluriche.
Il numero 13 indica le 13 energie dell’essere umano: sono le articolazioni che permettono il movimento del corpo umano.
Il numero 260, i giorni dell’anno maya, corrisponde ai 9 mesi, circa, di gestazione della donna.

I COLORI NELLA CULTURA MAYA

Durante le cerimonie maya si utilizzavano, e si utilizzano tutt’ora, diversi colori con determinati significati:

Rosso – L’oriente, dove nasce il sole, significa rigenerazione, splendore, energia vitale. Per i maya l’est era il punto cardinale principale, le loro mappe erano orientate in base all’est, non al nord.

Nero – Nella cultura maya la notte e l’oscurità rappresentano riposo e concentrazione, perché è di notte che ci si dedica all’osservazione delle stelle. Il nero viene abbinato all’Ovest, dove cala il sole.

Bianco – L’aria, il cielo, le piogge, la purezza, il Nord.

Giallo – Sole, calore,Energia, il Sud.

Verde – Vegetazione, Madre Terra.

Azzurro – Spazio, Cielo, Cosmo. 

COSA SONO I NAWALES

Nella cultura maya c’è qualcosa di simile ai nostri segni zodiacali, i Nawales; del resto tutte le popolazioni antiche osservavano, si orientavano e interpretavano il cielo. Il giorno della nostra nascita ci conferisce quindi delle particolari energie, i nawales, con determinate caratteristiche caratteriali. Nel mondo Maya veniva data grande importanza all’Energia con cui si nasceva, questa conoscenza aiutava le persone ad evolvere in accordo con la propria essenza e le proprie potenzialità. Ognuno tentava di seguire la strada che corrispondesse al percorso indicato dal suo nawal, vivere in opposizione al proprio destino sarebbe stato deleterio.

Ad ogni giorno dell’anno corrisponde uno dei 20 NAWALES – o Nahuales – e un numero da 1 a 13.

20 nawales maya

Puoi calcolare il tuo nawales e il suo corrispettivo numero, secondo il calendario Tzolk’in, vai su questo sito, la descrizione la trovi invece qui, su quest’altro sito.

Io ho scoperto in mio nawal (5 Kan) in Guatemala, durante un viaggio a stretto contatto con la cultura locale; ho potuto conoscere la spiritualità maya e partecipare ai rituali tenuti da una sciamana. Se vuoi scoprire il tuo nawal, fartelo spiegare da una guida spirituale maya e immergerti nella storia e nella società maya, puoi partecipare anche tu a questo viaggio di turismo comunitario in Guatemala, ideato da Alessandro Masini, che vive in Guatemala da più di 5 anni e ha una vastissima conoscenza di questa cultura. –> Prossime partenze, informazioni e itinerario.

 



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