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I concetti base dell’Induismo

La prima volta che ho messo piede in India e ho cercato di capire qualcosa dell’Induismo mi sono sentita smarrita, di fronte a qualcosa di incomprensibile, immensamente diverso e sconfinato. Credo che si possa studiare l’Induismo per una vita intera e comunque non comprenderlo. Per noi occidentali è qualcosa al di fuori della nostra logica.

La complessa mitologia indù è intricatissima. Si stima che le divinità siano circa 300 milioni, eppure l’Induismo è una religione monoteista, nonostante in occidente sia – per ovvie ragioni – percepito come politeista. Si potrebbe parlare di enoteismo, ma non sarebbe del tutto corretto. Nell’induismo un unico Dio si manifesta in molteplici forme, su vari livelli, partendo dalla Trinità, detta Trimurti, composta da Brahama, Vishnu e Shiva. La Trimurti è spesso rappresentata  con un solo corpo con tre teste e concepita come un’unica divinità: Ishvara. Ma è necessario fare un passo indietro per proseguire.

Religione monoteista= un Dio. Chi è il Dio supremo nell’Induismo?
Ishvara potrebbe essere la risposta, ma nell’Induismo non c’è sempre un Dio supremo – e se c’è cambia a seconda delle diverse correnti di pensiero – .  I seguaci dello shivaismo, del vishnuismo e dello shaktismo, ad esempio, considerano rispettivamente Shiva, Vishnu o Shakti come la divinità suprema. C’è qualcosa di più immenso, al di sopra di tutto, comune in tutti i filoni dell’induismo. E’ un principio universale, che va al di là del tempo e dello spazio, al di sopra di ogni divinità: il Brahman, l’unità cosmica. Tutti gli esseri esistenti, umani e divini, la Trimurti stessa, sono una sua manifestazione. Ishvara è la Coscienza Assoluta dell’impersonale Brahman.

“Immagina un televisore. Tutto ciò che vedi nello schermo, tutto quello c’è dentro sono le divinità, gli uomini e le loro vicende, ma lo schermo, il televisore, è il Brahman”. Gopi mi spiega così l’enigma cosmico, il principio del tutto.

Il Brahman si manifesta attraverso i Kalpa: fasi temporali in cui i mondi, o le molteplici realtà, nascono, si evolvono e muoiono. Tre fasi: nascita, durata, morte. E’ la Trimurti ad occuparsi di queste tre fasi nei Kalpa: Brahama è colui che crea l’universo, Vishnu colui che lo conserva e Shiva colui che lo distrugge.Brahma Vishnu Shiva

Brahama, Vishnu, Shiva

Vishnu – ma anche altre divinità a seconda della scuola di pensiero – assume diverse forme, detti avatāra, per scendere sulla terra, proteggere i suoi devoti e ristabilire il Dharma (l’ordine, la verità, l’equilibrio cosmico).

« Così ogni volta che l’ordine (Dharma) viene a mancare e il disordine avanza, io stesso produco me stesso, per proteggere i buoni e distruggere i malvagi, per ristabilire l’ordine, di era in era, io nasco. » (Bhagavad-gita)

Il concetto di avatar nasce in contesto vihnusita: Visnu ha dieci avatāra, Krishna è uno di questi. Anche questo aspetto è visto diversamente in base alle diverse correnti di pensiero: i seguaci del Krsnaismo considerano Krishna come il Dio supremo, e al contrario vedono Vishnu come una manifestazione minore di Khrisna.

L’induismo, nella sua forma moderna, si compone di numerose correnti filosofiche e religiose spesso in contraddizione tra loro. Tutte queste correnti rendono l’Induismo veramente difficile da classificare, anche se si auto-definisce una religione monoteista.

« Dio è Uno, ma i saggi lo chiamano con nomi diversi » (Rig Veda, I, 164)
« Egli è Uno, Uno solo, in Lui tutti i poteri divini diventano Uno soltanto.»

(Atharva Veda)

Alcuni sottogruppi praticano rituali di sesso, scelgono diete a base di carne e bevono alcool, mentre la maggior parte degli indù pone rigide limitazioni a tutte queste pratiche. Ciò nonostante nessuno si permetterebbe di definire gli altri sottogruppi “non indù”, non c’è nessuna autorità che possa “scomunicare” e anche se esistesse non lo farebbe. In India non esiste il concetto di contraddizione. Questo è evidente anche nella vita quotidiana, ed è l’aspetto che spesso noi occidentali non riusciamo a comprendere.

Gli stessi testi sacri, i Veda, possono essere interpretati diversamente in base ai 6 Darshana – letteralmente “punto di vista, opinione, indagine” – le sei scuole di pensiero dell’Induismo.

Le varie scuole di pensiero concordano sull’esistenza del Brahman e su una dottrina di base: la Samsarail ciclo delle reincarnazioni. Ogni anima si reincarna e durante ogni vita accumula un bagaglio di azioni negative o positive, che ne determina il karma. Il karma è una legge di causa ed effetto: le azioni compiute nelle vite precedenti determinano le condizioni di vita della vita successiva.

« Come un uomo smettendo i vestiti usati, ne prende altri nuovi,
così l’anima incarnata, smettendo i corpi logori, viene ad assumerne altri nuovi.»
(Bhagavad-gita)

Ciclo delle reincarnazioni

La legge del karma influisce direttamente sulla struttura sociale della popolazione, che è rigidamente suddivisa in caste. La casta viene ereditata per nascita e il karma dell’individuo determina la casta in cui l’anima rinascerà. Chi nasce tra le caste più elevate ha un buon karma e si merita una vita da benestante, perché ha agito positivamente nella vita passata. Chi nasce nella miseria o si ammala accetta totalmente la sua condizione, è una sorte inevitabile e predeterminata, perché ha accumulato un karma negativo nelle vite  precedenti, quindi è giusto soffrire in questa. In India ogni persona nasce in un inalterabile status sociale.

Il governo indiano ha abolito le caste nel 1950, ma in realtà l’appartenenza ad una casta determina ancora il ruolo sociale, il tipo di professione svolta, la persona da sposare (che deve appartenere alla stessa casta), diritti e doveri.

L’intero sistema è ancora basato sulle 4 caste:

  • I Bramini: sacerdoti e intellettuali, coloro che conoscono i testi sacri e compiono funzioni spirituali e sacrifici.
  • Kshatria : guerrieri e nobili, coloro che governano e proteggono gli altri uomini.
  • I Vaisia: contadini, mercanti e artigiani, coloro che producono e commerciano.
  • I Shudra: servitori, coloro che usano la forza fisica nelle loro occupazioni e servono le caste superiori.

Al di fuori della scala gerarchica ci sono i fuori casta: i Dalit, meglio conosciuti come gli Intoccabilicoloro che lavorano a contatto con la morte e con ciò che è impuro. Sono le persone che puliscono le strade, che bruciano i corpi nei burning-ghat, che rimuovono le carcasse di animali; ma sono anche le popolazioni tribali che vivono al di fuori della società e i figli nati da unioni tra due diverse caste. I Dalit non possono entrare nei templi e non possono essere cremati quando muoiono. Chi tocca un Intoccabile deve subito lavarsi le mani.

« Quando smembrarono Puruṣa, in quante parti lo divisero? Che cosa divenne la sua bocca? Che cosa le sue braccia? Come sono chiamate ora le sue cosce? E i suoi piedi? La sua bocca diventò il brāhmaṇa, le sue braccia si trasformarono nello kṣatriya, le sue cosce nel vaiśya, dai piedi nacque lo śūdra. » (Ṛgveda, X,90-11,12)



8 Comments

  1. Brava! Finalmente una spiegazione semplice ma esaustiva dell’Induismo e sulla Casta. Poi ognuno è libero di approfondire l’argomento addentrandosi nell’intricata giungla del panteon Induista e della sua simbologia ma grazie al tuo scritto può partire da una buona base, ed è anche una buona infarinatura per chi volesse semplicemente avere un’idea più chiara su questo tema. Grazie!

    • Grazie Mauro, infatti ho cercato di essere più chiara possibile senza seguire un particolare filone dell’induismo, ma fornendo una panoramica di questa “intricata giungla”.. termini perfetti per descrivere l’induismo! :) Ti ringrazio per il tuo commento!!

  2. sono sempre stata incuriosita e attratta dall induismo ma fino ad ora facevo fatica a districarmi nei concetti grazie a questo scritto ho le idee molto più chiare, è davvero spiegato bene! grazie!

    • Grazie Luisa! Anche io all’inizio avevo lo stesso problema, poi mi son messa a studiare e a parlare a lungo con le persone (in India), così ho ho compreso le basi per avere una panoramica più chiara del tutto. Ogni anno torno in India e approfondisco sempre di più :) Grazie per il tuo commento! Ciao!

  3. È stato spiegato in modo molto semplice e comprensibile..grazie tante!!!
    Spero che facciate un blog anche sul Ramayana e sul mahabaratha che sono due poemi epici dell induismo

    • Ciao Antony, grazie! Appena avrò l’occasione di approfondire il Ramayana e il Mahabaratha scriverò qualcosa :)

  4. Interessantissimo Vale, l’ho divorato!! Aspetto con ansia i prossimi! :D

    • Grazie Ottavia, sono contenta che il post sia utile e interessante!

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