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15 curiosità che non sai sul Bhutan

Durante il mio viaggio in Bhutan ho scoperto alcune curiosità su questo paese al di fuori dei tradizionali itinerari turistici e su cui aleggiando leggende e falsi miti. Ecco 15 cose che non sai sul Bhutan.

1 – Cominciamo sfatando la leggenda: il Bhutan non è fuori dal mondo, esistono cellulari, tablet, computer e connessione ad internet, sopratutto nelle città.

2 – Non è vero che è difficile andare in Bhutan, semplicemente non si può entrare autonomamente, ma sempre tramite un tour operator locale e l’iter da seguire per ottenere il visto è diverso da ogni altro paese, ma non c’è nulla di così complicato. Se vuoi saperne di più leggi il post Come e quando andare in Bhutan.

3 – La bandiera nazionale è divisa in due parti: quella gialla rappresenta la monarchia, l’autorità del Re, mentre quella arancione rappresenta la religione buddista. Il drago, detto Druk in lingua locale, è l’animale simbolo del Bhutan, che è infatti  conosciuto come la Terra del Drago.

4 – L’uccello nazionale è il raven, una sottospecie più piccola del classico corvo. Questo uccello rappresenta una delle divinità più potenti del paese, Jarog Dongchen.Secondo la leggenda la divinità ha preso la forma di un corvo per guidare e unificare il paese.

5 – L’ animale nazionale del Bhutan è il takin, che non ha nulla a che fare col tacchino, come vedete dalla fotografia. E’ un animale a rischio estinzione, una sorta di incrocio tra una capra e un’antilope, che si trova solo nella parte orientale dell’Himalaya.

6 – L’albero nazionale è il cipresso, che i bhutanesi considerano sacro, per questo se ne trovano in abbondanza, anche vicino ai templi e ai monasteri. Il cipresso ha una forma dritta e solida e sopravvive in terreni aspri e duri, anche fino ai 3.500metri, per questo è un simbolo di semplicità, robustezza e coraggio.

7 – In Bhutan è vietato fumare. In realtà molti bhutanesi fumano, ma lo fanno a casa loro o non lo fanno in pubblico. La mia guida era un fumatore, come me, e dopo ogni pasto andavamo nel retro del ristorante a fumarci la nostra sigaretta, lontano da occhi inquisitori. Le sigarette si trovano di contrabbando e costano quanto in Europa. Un turista può portarsi una stecca per uso personale, ma se dichiarata in dogana, si dovranno pagare 28 dollari di tassa.

8 – Lo sport nazionale del Bhutan è il tiro con l’arco, dal 1971, quando il paese è diventato membro delle Nazioni Unite, ma la tradizione ha radici antichissime. Le competizioni si svolgono in tutto il paese, durante le festività religiose e laiche, le festività locali e nazionali. Il tiro con l’arco in Bhutan è considerato come un’arte marziale che richiede concentrazione e intelligenza, oltre che un modo di socializzare.

Tiro con l'arco Bhutan sport nazionale

9 – In Bhutan il pene è sacro. Sì, non ci sono errori di battitura! Il pene in molte zone del Bhutan è un simbolo di protezione che scaccia gli spiriti maligni, per questo lo vedrete raffigurato sui muri delle case e dei negozi, con tanti dettagli che vi faranno arrossire. Ho approfondito questa bizzarra tradizione, se ti interessa leggi Bhutan, dove il pene scaccia gli spiriti maligni

10 – Nel Paese il benessere non si misura tramite il PIL, prodotto Interno Lordo, ma con la Gross National Happiness, che in italiano chiamiamo FIL, Felicità Interna Lorda. Secondo il Re e la popolazione del Bhutan non si deve raggiungere la crescita economica a spese della qualità di vita.

11 – La valuta ufficiale è il Ngultrum e 1 ngultrum bhutanese corrisponde esattamente a 1 rupia indiana.

12 –  L’uomo e la donna hanno pari diritti e doveri, i costumi sessuali sono liberi, ognuno può vivere come crede e non è necessario sposarsi. Il Bhutan è uno dei pochi paesi con un sistema tradizionalmente matriarcale , dove la poliandria è legale e le donne possono avere più mariti.

Le donne possono svolgere gli stessi ruoli degli uomini, senza distinzione e…
anche in Bhutan i bambini giocano con le pistole giocattolo.

13 – Il Bhutan e’ stato l’ultimo stato al mondo ad introdurre la televisione, nel 1999.

14 – In Bhutan non esistono i cognomi, solo la famiglia reale ha un cognome che identifica la dinastia Wangchuck; come i tibetani i bhutanesi hanno due nomi interscambiabili, senza genere femminile o maschile. 

15 – In Bhutan il rispetto delle tradizioni, della cultura, dell’ambiente e delle persone è un valore fondamentale, indicato in vari punti della Costituzione. Ad esempio le nuove costruzioni, anche nella capitale, devono rispettare l’architettura tradizionale locale per non alterare il paesaggio himalayano; sono vietati i cartelloni pubblicitari e le buste di plastica all’occidentale ed è vietata l’ostentazione della ricchezza, che potrebbe offendere il resto della popolazione. Le norme sui rifiuti sono severissime e le strade del Bhutan sono costellate da cartelli che invitano al rispetto della natura.

Insomma… in Bhutan sono avanti anni luce! Quando la mia guida ha detto che il Bhutan è un paese in via di sviluppo, gli ho risposto che il resto del mondo, dal Bhutan, ha solo da imparare.

Ho viaggiato in Bhutan nel febbraio 2017 e ho organizzato il mio viaggio e otteneuto il visto tramite il tour operator Conscious Journeys con cui mi sono trovata molto bene. Le prossime partenze previste sono a settembre e a dicembre 2017, guarda qui per vedere l’itinerario i costi e per chiedere informazioni sul viaggio in Bhutan



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